Archivio mensile:aprile 2012

NEWS DI GIORNATA: IL PALLONE IN POCHI TOCCHI

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Decisioni giudice sportivo: stangata alla Lazio

Il giudice sportivo ha comminato quattro giornate di squalifica al portiere Federico Marchetti per aver spintonato l’arbitro Bergonzi durante il finale della partita Udinese-Lazio, sfociato in rissa. Tre giornate di stop sono state inflitte anche ad Andre’ Dias per l’atteggiamento aggressivo verso il quarto uomo. Al club capitolino e’ stata anche inflitta una multa di 20.000 euro.

La FA avrebbe deciso il sostituto di capello

Roy Hodgson, ex allenatore dell’Inter seduto attualmente sulla panchina del West Bronwich Albion.

Euro 2012 Timoshenko, parla Gnudi: ”Quando vengono violati i diritti soggettivi e i principi democratici, lo sport non puo’ voltarsi dall’altra parte”. Queste le dichiarazioni del ministro dello Sport Piero Gnudi dopo la presa di posizione del cancelliere tedesco Angela Merkel sulla vicenda della leader dell’opposizione ucraina Iulia Timoshenko. Secondo il settimanale tedesco Der Spiegel, la Merkel e’ determinata a ritirare la propria presenza agli Europei se la Timoshenko non sara’ rilasciata prima del fischio d’inizio.

Robben non prolunga il contratto con il Bayern

Secondo la Bild l’ala olandese non vuole più prolungare il contratto con la società bavarese. Sembrerebbe esser rimasto deluso del modo in cui la società si sarebbe comportata dopo la lite che ha opposto l’olandese al compagno di squadra Frank Ribery, durante l’intervallo della gara di Champions contro il Real Madrid. Non è dunque bastata la multa di 50mila euro comminata dal Bayern al calciatore francese.

Ufficiale: Podolsky all’Arsenal

L’annuncio viene direttamente da Horstmann, presidente del Colonia. Secondo la stampa tedesca la cifra che sborserà la squadra londinese si aggira intorno ai 13 milioni di euro.

Milan: presentazione maglia

Il Milan svela il suo nuovo look per la stagione 2012/2013, senza la coccarda tricolore.

Russia: Advocaat lascerà la nazionale

L’olandese ha deciso di andarsene, non prima di aver guidato la nazionale Russa nella competizione continentale.

Juve: Quagliarella rinnova fino al 2015

Il precedente contratto aveva scadenza 2014

Coni: nessuna intesa con Lotito per l’affitto dell’Olimpico

Così Gianni Petrucci sul mancato accordo: “Più passa il tempo e più mi rendo conto che con certa gente è impossibile andare d’accordo”.

Portogallo: Porto campione

La squadra delle stelle Hulk e João Moutinho ha conquistato il 26esimo titolo della propria storia con due giornate d’anticipo, grazie al pareggio del Benfica contro il Rio Ave per 2-2.

Olanda: Ajax virtualmente campione

I lanceri si sono di fatto assicurati quasi il titolo numero 31 del campionato olandese, vincendo 2-1 sul campo del Twente Enschede. A due giornate dalla fine ha sei punti di vantaggio ed una “differenza gol” migliore di 24 reti rispetto al Feyenoord che oggi ha vinto 1-0 sull’AZ Alkmaar, terzo, che ha cosi’ perso cosi’ tutte le possibilita’ di vincere lo scudetto.

Spagna: Paura calcio scommesse in Spagna, la lega nega

“Non è stata fatta alcuna denuncia alla Procura anti-corruzione in merito a presunte irregolarità relative allo svolgimento di incontri di prima e seconda divisione in questa stagione” .

Bayer Monaco: Van Buyten rinnova fino al 2013

L’esperto difensore olandese ha firmato per un’altra stagione con il club tedesco.

“La sua qualità e la sua esperienza secondo il ds Nerlinger, saranno preziose per la squadra anche il prossimo anno”.

 Manchester City: Tevez vuole restare

L’apache ha dichiarato al Manchester Evening News :”Questo club ha costruito qualcosa di incredibile negli ultimi anni. Proprio questo progetto e il sogno di realizzarlo mi hanno portato qui. L’ho visto nascere, ho condiviso le scelte del presidente Mansour che si è sempre comportato bene con me e io voglio ripagarlo rimanendo qui per vincere insieme”.

Derby di Manchester: all’Ethiad Stadium il City di Mancini batte lo United

I Cityzens vincono il derby e si portano a parimerito con la squadra di Sir Alex Ferguson ma grazie agli scontri diretti e alla differenza reti il titolo andrebbe proprio agli uomini di Mancini. Partita sempre in controllo del Manchester City, il quale dopo esser passato in vantaggio con Kompany, durante i minuti di recupero del primo tempo, non ha avuto difficoltà a contenere i Red Devils nella seconda parte di gara. Durante il secondo tempo battibecco fra il tecnico italiano e lo scozzese, che comunque a fine partita si sono stretti la mano. Il mancio adesso è a 180′ dalla gloria.

 Redazione Social Football

UDINESE – LAZIO: FOLLIA IN CAMPO NEL FINALE, CHI HA RAGIONE? AGGIORNATO CON COMMENTO DI MICHELE PLASTINO

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di Giampaolo Caldarini ed Alberto Rossi

Il finale di partita di Udinese – Lazio è stato a dir poco incandescente, dove si è persino sfociati in risse che hanno coinvolto giocatori, membri dello staff tecnico e dirigenti. Tutto nasce al minuto 93, l’ultimo dei 4 minuti di recupero segnalati dal quarto uomo, con soli 20 secondi rimanenti al termine della gara: la Lazio è tutta riversata in avanti per cercare il gol del pareggio quando l’Udinese recupera palla ed è pronta a partire per un contropiede, con Pereyra, esterno d’attacco bianconero, in possesso del pallone. In quel momento si sente un triplice fischio proveniente dalle tribune che inganna i giocatori di entrambe le squadre e Marchetti, recatosi anch’egli in avanti, si getta a terra convinto della fine della gara. L’arbitro Bergonzi, però, fa cenno di proseguire e Pereyra non esita a calciare verso la porta vuota portando così il risultato sul definitivo 2-0 per i friulani. Da qui saltano i nervi alla compagine biancoceleste: Dias viene espulso per reazione violenta, Scaloni va su tutte le furie e Marchetti spintona l’arbitro mentre rientra negli spogliatoi. Segue anche uno scontro fisico tra i dirigenti delle due squadre: in campo tra il responsabile della comunicazione della Lazio, Stefano De Martino, e il team manager dell’Udinese Luigi Infurna;  nel tunnel tra il Ds laziale Igli Tare ed il Dg friulano Franco Collavino. La società biancoceleste, chiusasi dopo la partita in silenzio stampa, contesta l’operato del direttore di gara Bergonzi, colpevole di non aver applicato correttamente il regolamento. Come stabilisce la regola 5 del regolamento federale, corredato dall’A.I.A., nella sezione “Interpretazione delle Regole del Gioco e linee guida per arbitri”: “Se uno spettatore emette un fischio e l’arbitro considera che tale fischio abbia interferito col gioco (ad esempio, inducendo un calciatore a raccogliere il pallone con le mani presumendo che il gioco sia stato interrotto), l’arbitro interromperà il gioco e lo riprenderà con una propria rimessa dal punto in cui si trovava il pallone quando il gioco è stato interrotto, a meno che il gioco sia stato interrotto all’interno dell’area di porta, nel qual caso l’arbitro effettuerà la propria rimessa sulla linea dell’area di porta parallela alla linea di porta, nel punto più vicino a quello in cui si trovava il pallone quando il gioco è stato interrotto”. Alla luce di quanto stabilito nel regolamento e di quanto accaduto in campo sorgono diverse questioni. L’arbitro ha fatto bene a non interrompere l’azione e, quindi, a ritenere il fischio proveniente dalle tribune non interferente col gioco? Ha ragione Guidolin ad affermare che la sua squadra avrebbe vinto lo stesso anche senza questo episodio oppure la Lazio poteva ancora sperare di riagguantare il pari? Un altro interrogativo riguarda più da vicino il giocatore dell’Udinese Pereyra: è stato giusto calciare senza esitazione verso la porta, oppure il buon senso, invocato dall’ambiente biancoceleste, avrebbe dovuto portarlo a fermarsi come il resto dei componenti in campo?

COMMENTO DI MICHELE PLASTINO

In merito a questa vicenda ritengo opportuno effettuare una considerazione aggiuntiva. La dirigenza biancoceleste dovrebbe, a mio avviso, evitare di denuciare agli organi competenti la mancata applicazione del regolamento in modo corretto, ma limitarsi semplicemente a farlo notare, per una questione di stile.

Il tema della settimana: IL BARCELLONA SCARICA LUIS ENRIQUE O LO ASPETTA?

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di Michele Plastino

La cantera del Barcellona non sforna solamente grandi talenti per la prima squadra, ma ha anche l’abitudine di formare quelli che saranno i futuri allenatori del club.

Guardiola annuncia l’addio al Barcellona in conferenza stampa il 27 Aprile.
Il nuovo tecnico sarà Tito Villanova allenatore in seconda dal 2007.

E Luis Enrique?

L’attuale tecnico della Roma, fino all’inizio di questa stagione, era da tutti immaginato come futuro allenatore del Barcellona; dopo aver improntato tutto il suo percorso a Roma, provando ad emulare il gioco di Guardiola cosi come nel Barcellona B, squadra da lui precedentemente allenata, sembrerebbe non esser stato preso neanche in considerazione.

L’apprendistato romano non esaltante, caratterizzato da risultati altalenanti dell’ asturiano, può esser stato la causa della scelta di Tito Vilanova?

Qual’è la vostra opinione?

Aspetto i vostri commenti qui su Social Football

IL VARESE E LA CLAUSOLA ETICA NEL CONTRATTO DEI CALCIATORI CONTRO LA RESPONSABILITÀ OGGETTIVA

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di Michele D’Alessio

L’argentino Emanuel Rivas è stato il primo calciatore ad aver firmato un contratto di lavoro sportivo contenente la clausola etica, in seguito al suo passaggio dal Bari al Varese perfezionatosi il 29 gennaio 2012. Il presidente del club lombardo, Antonio Rosati, ha voluto fortemente questa nuova clausola, per evitare l’inserimento della squadra biancorossa in eventuali problematiche legate alla regolarità delle partite ed al comportamento dei tesserati.

Questo è il testo della clausola contrattuale: «La Società mette a disposizione del calciatore, assumendosi direttamente ogni onere economico, una consulenza legale specializzata in diritto sportivo e diritto penale. Tale consulenza legale è prestata al calciatore per assisterlo nella valutazione giuridica ed, eventualmente, nelle modalità pratiche necessarie per assolvere i doveri imposti dagli artt. 6.5 e 7.7 del Codice di Giustizia Sportiva (Obbligo di denuncia alla Procura Federale di ogni fatto inerente il divieto di scommesse e gli illeciti sportivi). Il calciatore, recependo la volontà della società, si impegna ad attivare tale servizio di consulenza giuridica senza alcun ritardo, con il diritto di integrarla eventualmente con l’indicazione di un proprio legale di fiducia. Il calciatore dichiara di non essere a conoscenza di alcun tipo di procedimento di giustizia sportiva a suo carico. Dichiara inoltre di non aver mai posto in essere condotte riconducibili ad alcuna forma di illecito sportivo così come definito e punito dall’art. 7. La società richiama il calciatore al doveroso e completo rispetto delle norme previste dal Codice di Giustizia Sportiva anticipando che, in caso di coinvolgimento dello stesso in qualsivoglia procedimento disciplinare per gli artt. 6 e 7, verrà dato immediato ricorso alle procedure arbitrali previste dal contratto collettivo per la riduzione della retribuzione e la risoluzione del contratto». 

In sintesi, il Varese mira a ridurre al minimo l’impatto della tanto discussa “responsabilità oggettiva”, che colpisce i club a causa di comportamenti illeciti finalizzati all’alterazione del risultato, da una parte mettendo a disposizione una tutela legale a favore del proprio calciatore, dall’altra lasciandosi la possibilità di risolvere il contratto unilateralmente facendo ricorso ad arbitrato, decurtandogli lo stipendio fino al 100% del totale. Il presidente Rosati ha ribadito come questa clausola d’ora in poi sia fondamentale per la sottoscrizione di un contratto, e il giocatore che si rifiuta non potrà accasarsi al Varese.

Appare chiaro che i club, a partire da Varese, vogliano cominciare a tutelarsi per evitare di essere coinvolti in degli scandali. Qual è il vostro punto di vista sulla clausola e sulla responsabilità oggettiva? E’ giusto che un club venga penalizzato per i comportamenti illeciti di un suo giocatore?

ALESSANDRO DEL PIERO

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di Alessio Giove

Se chiedi ad un appassionato di calcio chi è Alessandro Del Piero sentirai rispondere che è un grande campione, un professionista dentro e fuori dal campo.

Al contrario, se questa domanda la fai ad un tifoso della Juventus, sentirai rispondere che Del Piero è la Juve!

Del Piero nasce a Conegliano (TV) il 9 novembre 1974. Non  comincia la sua carriera calcistica nella Juventus; arrivò dal Padova nel 1993 e si inserì alla grande nella primavera bianconera, con cui vinse il torneo di Viareggio e lo scudetto. Non ci mise molto ad esordire in prima squadra grazie al fiuto di mister Trapattoni che notò subito in lui un vero talento.  La stagione della sua consacrazione è quella 1995/96, anno in cui la triade Moggi ,Giraudo e Bettega decise di lasciar partire Roberto Baggio per puntare tutto su Alex, tra le perplessità dell’opinione pubblica. Si rivelerà una scelta molto azzeccata visto che quell’anno per i bianconeri arrivarono i successi in Champions League e Supercoppa Italiana. Grazie a lui ed a Marcello Lippi, la Juventus di quegli anni è ricordata come una delle più forti di sempre.

L’ otto novembre 1998 inizia uno dei periodi più bui della carriera di Del Piero: l’infortunio di Udine lo terrà fuori dal campo per 9 mesi; a detta di qualcuno dopo quel terribile infortunio Alex non è più tornato ad essere il fuoriclasse di prima, ma non provate a dire questo a qualsiasi tifoso juventino. Di fatti i suoi supporters  lo hanno sempre sostenuto anche quando oggettivamente il numero 10 non rendeva in campo più come una volta.

La carriera di Alex Del Piero è poi segnata dal rapporto non idilliaco con Fabio Capello che lo vede come attaccante di riserva facendolo giocare con il contagocce; Alex non si scompone e non fa mai polemica; ma questo non gli fa perdere la stima di milioni di tifosi bianconeri che, inevitabilmente, si rafforza nella stagione 2006/7, l’anno in cui la juve viene retrocessa in B per i fatti di calciopoli; lui si carica la squadra sulle spalle, da vero campione del mondo e  capitano vivendo una stagione da protagonista nella serie cadetta  dando così un grosso contributo alla veloce risalita in A dei bianconeri.

Oggi Alessandro Del Piero, a quasi 38 anni, riesce con la sua classe ad essere ancora decisivo in campo e fuori; gioca molto meno per chiari motivi anagrafici, ma quando Antonio Conte lo butta nella mischia  lui dà sempre il suo e a volte anche di più, come la punizione decisiva nella partita dello scorso 11 aprile contro la Lazio; la sensazione è che se la Juventus vuole vincere questo scudetto ha ancora fortemente bisogno di lui.

Non la pensa così il neo presidente bianconero Andrea Agnelli che ha già dichiarato che l’anno prossimo Alex non giocherà più con la Juventus, mortificando  il suo numero 10, che in precedenza dichiarò di voler restare a qualsiasi cifra, e deludendo  i tifosi che vedono in Alex un idolo dentro e fuori dal campo.

Chi se lo immaginava la prossima stagione in giacca e cravatta a firmare scartoffie e fare interviste formali nel suo bel vestito targato Juventus, si sbaglia di grosso; Alex finchè il fisico glielo consentirà continuerà a calcare i campi da gioco, anche senza la sua seconda pelle, la maglia bianconera.

Speriamo che la mobilitazione dei tifosi bianconeri in queste settimane porti i suoi frutti, cambiando le carte in tavola in modo da poter ancora vedere lo stadio della Juventus che incita a gran voce il suo capitano: Alessandro Del Piero.

Un esempio da seguire per tutti: sportivi e non solo.

CASO PATO : IL PAPERO CHE NON VOLEVA DIVENTARE CIGNO…

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di Michele De Angelis

ENNESIMO STOP DI UN CAMPIONE CHE RISCHIA DI DIVENTARE UN FLOP…

A volte accade che i riflessi di una pietra preziosa ci offuschino la mente, alterando la nostra percezione del reale. A volte accade che la testa e il cuore siano in disaccordo e che il prevalere di quest’ultimo non rappresenti la scelta più giusta.

A volte accade che, anche nel calcio, ci si faccia traviare dal passato. A volte… ma non è questo il caso.

Facciamo un passo indietro.

LA TRATTATIVA SALTATA

Gennaio 2012, Milan e il Manchester City sistemano anche i dettagli per l’affare legato a Carlos Tevez. Alexandre Pato sembra essere ormai un giocatore del Paris Saint-Germain.

Il giocatore esce da Milanello pronto a partire per Parigi. Escono i lanci dell’AFP che annunciano l’accordo tra il Milan e il PSG a 28 milioni più 7 di bonus.

Proprio sulla linea del traguardo accade l’incredibile, Berlusconi contatta Galliani e dà l’ordine di bloccare tutto, “questo matrimonio non sa’ da fare”, tale è la volontà del patron e del giocatore.

Il presidente Berlusconi non sarebbe stato convinto dall’efficacia di quest’operazione che avrebbe portato il club a privarsi di Pato per poter avere Tevez senza alcun vantaggio economico. Forse di mezzo c’è un altro possibile matrimonio…

I francesi non ci rimangono proprio bene e difficilmente in futuro saranno propensi a trattare con i rossoneri.

Il papero esprime tutta la sua gratitudine verso il proprio club ed i suoi tifosi mostrando grande determinazione nel voler scrivere pagine importanti nella storia di questa società.

L’INCUBO INFINITO

Parole alle quali purtroppo non seguono i fatti, Pato infatti incappa poco dopo in un nuovo infortunio, ancora una volta un guaio muscolare.

Il sorriso del presidente rossonero inizia a vacillare rischiando di  sparire completamente quando, al rientro dall’ennesimo stop, il papero esce malconcio dal Camp Nou dopo solo 14 minuti.

A nulla sono valse tutte le cure ricevute negli Stati Uniti.

“Pato sta benissimo, è pronto e sicuramente sarà a disposizione di Allegri per la Champions League”, aveva detto Jean Pierre Meersseman, responsabile sanitario del Milan, di ritorno da Atlanta.

Ancora un maledetto scherzo della sorte.

Quel ragazzino che iniziò a tirar calci a un pallone a soli quattro anni e che a dieci si ritrovò a scoprire per caso di avere un tumore ad un braccio (effettuando una radiografia per un infortunio ad un osso).

I suoi genitori non potevano permettersi l’operazione indispensabile ma il dottor Paulo Roberto Mussi, amico di famiglia, lo operò gratuitamente, permettendogli di vivere il suo sogno.

NUBI SUL FUTURO

Adesso sembra tutto più difficile, l’unica nota lieta è la sua relazione con Barbara Berlusconi (indiscrezioni la vorrebbero in dolce attesa).

Gli strani incroci del destino sembrano proprio non voler dar pace al piccolo grande talento.

Difficile immaginare di poter nuovamente ricevere offerte sui 35 milioni di euro.

Improbabile però anche pensare di poter andare avanti in maniera così discontinua in uno dei club più titolati al mondo.

Così, a soli 22 anni, il papero rischia di trasformarsi in un brutto anatroccolo…