CASO PATO : IL PAPERO CHE NON VOLEVA DIVENTARE CIGNO…

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di Michele De Angelis

ENNESIMO STOP DI UN CAMPIONE CHE RISCHIA DI DIVENTARE UN FLOP…

A volte accade che i riflessi di una pietra preziosa ci offuschino la mente, alterando la nostra percezione del reale. A volte accade che la testa e il cuore siano in disaccordo e che il prevalere di quest’ultimo non rappresenti la scelta più giusta.

A volte accade che, anche nel calcio, ci si faccia traviare dal passato. A volte… ma non è questo il caso.

Facciamo un passo indietro.

LA TRATTATIVA SALTATA

Gennaio 2012, Milan e il Manchester City sistemano anche i dettagli per l’affare legato a Carlos Tevez. Alexandre Pato sembra essere ormai un giocatore del Paris Saint-Germain.

Il giocatore esce da Milanello pronto a partire per Parigi. Escono i lanci dell’AFP che annunciano l’accordo tra il Milan e il PSG a 28 milioni più 7 di bonus.

Proprio sulla linea del traguardo accade l’incredibile, Berlusconi contatta Galliani e dà l’ordine di bloccare tutto, “questo matrimonio non sa’ da fare”, tale è la volontà del patron e del giocatore.

Il presidente Berlusconi non sarebbe stato convinto dall’efficacia di quest’operazione che avrebbe portato il club a privarsi di Pato per poter avere Tevez senza alcun vantaggio economico. Forse di mezzo c’è un altro possibile matrimonio…

I francesi non ci rimangono proprio bene e difficilmente in futuro saranno propensi a trattare con i rossoneri.

Il papero esprime tutta la sua gratitudine verso il proprio club ed i suoi tifosi mostrando grande determinazione nel voler scrivere pagine importanti nella storia di questa società.

L’INCUBO INFINITO

Parole alle quali purtroppo non seguono i fatti, Pato infatti incappa poco dopo in un nuovo infortunio, ancora una volta un guaio muscolare.

Il sorriso del presidente rossonero inizia a vacillare rischiando di  sparire completamente quando, al rientro dall’ennesimo stop, il papero esce malconcio dal Camp Nou dopo solo 14 minuti.

A nulla sono valse tutte le cure ricevute negli Stati Uniti.

“Pato sta benissimo, è pronto e sicuramente sarà a disposizione di Allegri per la Champions League”, aveva detto Jean Pierre Meersseman, responsabile sanitario del Milan, di ritorno da Atlanta.

Ancora un maledetto scherzo della sorte.

Quel ragazzino che iniziò a tirar calci a un pallone a soli quattro anni e che a dieci si ritrovò a scoprire per caso di avere un tumore ad un braccio (effettuando una radiografia per un infortunio ad un osso).

I suoi genitori non potevano permettersi l’operazione indispensabile ma il dottor Paulo Roberto Mussi, amico di famiglia, lo operò gratuitamente, permettendogli di vivere il suo sogno.

NUBI SUL FUTURO

Adesso sembra tutto più difficile, l’unica nota lieta è la sua relazione con Barbara Berlusconi (indiscrezioni la vorrebbero in dolce attesa).

Gli strani incroci del destino sembrano proprio non voler dar pace al piccolo grande talento.

Difficile immaginare di poter nuovamente ricevere offerte sui 35 milioni di euro.

Improbabile però anche pensare di poter andare avanti in maniera così discontinua in uno dei club più titolati al mondo.

Così, a soli 22 anni, il papero rischia di trasformarsi in un brutto anatroccolo…

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