IL VARESE E LA CLAUSOLA ETICA NEL CONTRATTO DEI CALCIATORI CONTRO LA RESPONSABILITÀ OGGETTIVA

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di Michele D’Alessio

L’argentino Emanuel Rivas è stato il primo calciatore ad aver firmato un contratto di lavoro sportivo contenente la clausola etica, in seguito al suo passaggio dal Bari al Varese perfezionatosi il 29 gennaio 2012. Il presidente del club lombardo, Antonio Rosati, ha voluto fortemente questa nuova clausola, per evitare l’inserimento della squadra biancorossa in eventuali problematiche legate alla regolarità delle partite ed al comportamento dei tesserati.

Questo è il testo della clausola contrattuale: «La Società mette a disposizione del calciatore, assumendosi direttamente ogni onere economico, una consulenza legale specializzata in diritto sportivo e diritto penale. Tale consulenza legale è prestata al calciatore per assisterlo nella valutazione giuridica ed, eventualmente, nelle modalità pratiche necessarie per assolvere i doveri imposti dagli artt. 6.5 e 7.7 del Codice di Giustizia Sportiva (Obbligo di denuncia alla Procura Federale di ogni fatto inerente il divieto di scommesse e gli illeciti sportivi). Il calciatore, recependo la volontà della società, si impegna ad attivare tale servizio di consulenza giuridica senza alcun ritardo, con il diritto di integrarla eventualmente con l’indicazione di un proprio legale di fiducia. Il calciatore dichiara di non essere a conoscenza di alcun tipo di procedimento di giustizia sportiva a suo carico. Dichiara inoltre di non aver mai posto in essere condotte riconducibili ad alcuna forma di illecito sportivo così come definito e punito dall’art. 7. La società richiama il calciatore al doveroso e completo rispetto delle norme previste dal Codice di Giustizia Sportiva anticipando che, in caso di coinvolgimento dello stesso in qualsivoglia procedimento disciplinare per gli artt. 6 e 7, verrà dato immediato ricorso alle procedure arbitrali previste dal contratto collettivo per la riduzione della retribuzione e la risoluzione del contratto». 

In sintesi, il Varese mira a ridurre al minimo l’impatto della tanto discussa “responsabilità oggettiva”, che colpisce i club a causa di comportamenti illeciti finalizzati all’alterazione del risultato, da una parte mettendo a disposizione una tutela legale a favore del proprio calciatore, dall’altra lasciandosi la possibilità di risolvere il contratto unilateralmente facendo ricorso ad arbitrato, decurtandogli lo stipendio fino al 100% del totale. Il presidente Rosati ha ribadito come questa clausola d’ora in poi sia fondamentale per la sottoscrizione di un contratto, e il giocatore che si rifiuta non potrà accasarsi al Varese.

Appare chiaro che i club, a partire da Varese, vogliano cominciare a tutelarsi per evitare di essere coinvolti in degli scandali. Qual è il vostro punto di vista sulla clausola e sulla responsabilità oggettiva? E’ giusto che un club venga penalizzato per i comportamenti illeciti di un suo giocatore?

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