Archivio mensile:giugno 2012

La famiglia Pozzo sbarca in Inghilterra

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Di Marco Mottini

Ormai Giampaolo Pozzo sembra collezionare squadre come le figurine. Dopo l’Udinese, punta di diamante del Presidente, ed il Granada, la famiglia Pozzo proprio ieri ha messo la firma sul contratto di acquisizione del Watford FC, club dell’estremo nord di Londra, militante in Prima Divisione.

In un primo momento, naturalmente, i tifosi friulani non hanno accettato positivamente la notizia, chiedendosi come mai quei soldi non potevano essere investiti nel loro club. Domanda che si sono posti anche tre anni fa, quando Pozzo rilevò il Granada, ma come poi abbiamo visto i risultati sono arrivati lo stesso, forse anche al di là di ogni più rosea aspettativa.

Le uniche dichiarazioni del Presidente confermano la volontà di esportare il progetto Udinese anche in Inghilterra, dopo esserci riuscito in Spagna portando il Granada in Primera Division dopo 35 anni di assenza.

L’italianizzazione del club è già iniziata: la società, in passato di proprietà del celebre Elton John e che con ogni probabilità sarà gestita dal figlio di Giampaolo Pozzo, Gino, avrà come responsabile dell’area tecnica Gianluca Nani, ex direttore sportivo del West Ham e, quindi, con una già affermata esperienza internazionale.

Il nome, invece, più accreditato per sedersi in panchina è quello di Gianfranco Zola, anche lui ex West Ham, rimasto a mani vuote dopo le tante voci che lo davano alla Lazio.

Ora non ci resta che aspettare, e vedere se il patron dell’Udinese riuscirà di nuovo a fare un piccolo miracolo.

I tifosi, intanto, possono iniziare a sognare.

Panchina Samp: tramonta Benitez, ecco l’ipotesi Deschamps

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Qualche giorno fa si è conclusa negativamente la trattativa tra Rafa Benitez e la Sampdoria. Dopo alcuni incontri, non è stato raggiunto un accordo, e il progetto è definitivamente tramontato.
A pochi giorni dal raduno, quindi, la neopromossa Samp si ritrova ancora senza un tecnico. L’idea che il presidente Garrone ha è quella di riportare Didier Deschamps in Italia. Dopo l’annata non eccellente con l’Olimpique Marsiglia, l’ex centrocampista della nazionale francese tornerebbe volentieri in Italia, dopo la parentesi in serie B con la Juventus nel 2006/2007. Ad avvalorare questa pista ci sono anche i buoni rapporti che intercorrono da tempo tra lo stesso Deschamps e il direttore sportivo dei blucerchiati Pasquale Sensibile.
L’ipotesi alternativa è quella che porta a Marco Giampaolo, ma al momento è in vantaggio il tecnico transalpino.

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Redazione Social Football

Flash calciomercato: Lucio – Juve, ci siamo

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Nello stesso giorno il difensore brasiliano Lucio rescinde consensualmente il contratto con l’Inter, ed è vicinissimo alla Juventus.
Le voci che stanno circolando in questi minuti parlano di un accordo imminente tra la società torinese e il difensore sulla base di 2,2 milioni netti per due anni.
Nel caso in cui l’affare andasse in porto, per la Juventus si tratterebbe di un altro ottimo colpo di mercato a parametro zero, dopo Pirlo lo scorso anno.

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Seguiranno aggiornamenti

Redazione Social Football

“L’inutile Balotelli”. (Quante volte abbiamo sentito e letto tutto ciò) di Michele Plastino.

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Di Michele Plastino

L’Italia è in finale. Incredibile se pensiamo che un biscotto avrebbe potuto impedirlo. E forse Buffon è uscito arrabbiato per questo. Aveva detto “non dimentichiamolo, dobbiamo un favore alla Spagna”. Scherzi a parte è stata una partita sontuosa. Ha vinto la determinazione, la mentalità, l’umiltà. Tradotto in tattica: ha vinto il nostro pressing. Ha vinto Balotelli con tutti i suoi significati, i suoi tormenti e le sue liberazioni. Ha vinto Prandelli con la sua fede nella sua squadra e nella sua cultura. Ha vinto l’Italia che è andata in Calabria nei campi dell’ ‘ndrangheta, e nei campi di concentramento in Polonia. Qualcuno potrebbe obiettare che manca la finale e che per ora non abbiamo vinto niente. Non è cosi e calmate Buffon, forse avvelenato con la stampa o con i suoi che si son mangiati il goal sicurezza. Ditegli che questa Italia, e quindi anche lui, ha fatto ritrovare amore per l’azzurro e questa è già una vittoria. E arriverà poi anche l’altra. Il rischio mi appartiene. I nostri sono carichi, De Rossi e Marchisio pressano anche il letto dove dormono, tutti corrono ormai pure quando mangiano aggredendo alto i camerieri. Dai che la Spagna ce la mangiamo.

Forza Azzurri, quante analogie con il 2006

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Di Alberto Rossi

Con la bellissima vittoria dell’Italia sulla favoritissima Germania, gli Azzurri approdano alla finale di Euro 2012 e si contenderanno il titolo contro la Spagna, già affrontata all’esordio nella fase a gironi. La prestazione della nazionale di Prandelli è stata più che convincente, la squadra dimostra di crescere di partita in partita e tutto ciò non fa che riempire di fiducia il popolo italiano in vista del traguardo finale.

Come in ogni competizione che si rispetti, entra in gioco anche la componente scaramantica. Infatti, la ricerca di ricorrenze con momenti passati, che hanno regalato gioie alla nostra nazionale, non può mancare. In particolare con il mondiale 2006, che sappiamo tutti come è andato a finire, facendo qualche sforzo di fantasia, si possono trovare alcune coincidenze più o meno evidenti.

Ovviamente, la similitudine che salta più all’occhio riguarda l’avversario affrontato in semifinale: in entrambi i casi la vittima, come da quarant’anni a questa parte accade, è la Germania, sempre presentatasi come la favorita alla vigilia. Come nel 2006, anche quest’anno c’era il Portogallo nell’altra semifinale: sei anni fa affrontò la Francia (che, in precedenza, eliminò la Spagna), stavolta i portoghesi hanno affrontato la Spagna, che ha eliminato i francesi ai quarti.

Ci sono anche coincidenze poco piacevoli da ricordare, come lo scandalo del calcioscommesse scoppiato prima dell’Europeo, che ricorda molto la vicenda Calciopoli che non diede una bellissima immagine all’Italia al mondiale in Germania.

Le aspettative sulla nazionale azzurra, anche da parte degli stessi tifosi italiani, non sono state per niente ottimiste alla vigilia di questa manifestazione, come anche la nazionale di Lippi sei anni fa non aveva goduto di grande fiducia dall’opinione pubblica, salvo poi far ricredere tutti a suon di risultati.

Prima del mondiale tedesco, l’Italia venne eliminata alla fase a gironi di Euro2004, in seguito al famoso biscotto di Danimarca e Svezia. Quest’anno gli Azzurri sono arrivati all’Europeo per riscattare la pesante eliminazione, sempre al girone, del mondiale sudafricano di due anni prima.

Ultima nota di colore, lo stadio: la finale si giocherà allo Stadio Olimpico di Kiev, così come olimpico era anche lo stadio di Berlino, dove la nazionale alzò la coppa in quell’indimenticabile 9 luglio 2006. In questi Europei, l’Italia ha già giocato all’Olimpico di Kiev, battendo l’Inghilterra ai quarti, guarda caso, ai rigori. Sei anni fa il quinto, e ultimo, rigore lo segnò Grosso, quest’anno Diamanti: entrambi mancini, entrambi , inizialmente, giocatori non di primo piano della nazionale. Infine, in entrambi gli stadi, la pista atletica intorno al campo è azzurra, come il colore della maglia che tutti speriamo di vedere trionfante. A questo punto manca solo l’ultima coincidenza…

Germania – Italia 1 – 2: le pagelle

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Di Michele D’Alessio

Italia

Buffon voto 7,5 – Nel primo tempo sventa una insidiosa conclusione volante di Khedira, nel secondo decisivo sulla punizione di Reus. Quando la Germania attacca lui c’è sempre, in particolare sulle palle alte. Trasmette sicurezza al reparto.

Balzaretti  voto 7 – Spostato a destra per l’occorrenza, il terzino del Palermo si batte valorosamente, e la Germania si rende quasi mai pericolosa dalla sua parte. Nel primo tempo salva in maniera provvidenziale su Podolski, nel secondo tempo gli viene annullato il gol che sarebbe stato giusto premio.

Bonucci voto 7 – Nel primo tempo controlla bene Gomez, nel secondo, in avvio, chiude alla stragrande su Klose. Alla fine si becca il giallo stendendo Muller al limite dell’area. Prestazione da incorniciare.

Barzagli voto 7,5 – Guida benissimo la difesa, se Gomez e Klose sono impalpabili il merito è il suo. Di testa è pressochè insuperabile.

Chiellini voto 6,5 – Giorgione viene dirottato nel suo ruolo originario, a sinistra, e nel primo tempo i tedeschi attaccano specialmente dalla sua parte. Nel secondo tempo rinuncia alla fase offensiva, ma chiude sempre bene sugli attacchi avversari.

De Rossi voto 7 – Gioca con l’evidente condizionamento del fastidio al nervo sciatico accusato contro l’Inghilterra. La sua è una partita ordinata e intelligente, nella prima frazione prende il sopravvento insieme al suo centrocampo su quello tedesco. Peccato per il giallo rimediato a 7′ dalla fine, per un fallo sintomo di (naturale) stanchezza.

Pirlo voto 7,5 – Sulle ali del cucchiaio Andrea si dimostra l’elemento insostituibile di questa squadra. Nel primo tempo detta i tempi alle manovre offensive, nel secondo, quando la palla scotta, i compagni la danno a lui, che la gestisce sempre al meglio.

Marchisio voto 6,5 – Il principino cresce alla distanza. Dopo una prima frazione in sordina, nel secondo accresce i suoi inserimenti nell’aria teutonica, e al 75° sciupa clamorosamente l’occasione che poteva dire 3-0.

Montolivo voto 6,5 – Ha il merito, specialmente nel primo tempo, di trovarsi protagonista nelle azioni offensive, senza però pungere mai più di tanto. Il primo tiro in porta è il suo. Dopo i supplementari di domenica scorsa, ha un’ora nelle gambe e viene sostituito. (Al 62′ Motta voto 6 – messo dentro per tenere la palla, lo fa senza cercare picchi. Rimedia un’ammonizione quasi allo scadere.)

Cassano voto 7 – Sembrava dover partire dalla panca, invece Fantantonio ha giocato da titolare e ha messo l’assist per il primo gol, e ha impensierito in più di un’occasione il fronte difensivo destro della nazionale tedesca. Nonostante si dicesse che fosse stanco, ha saputo dosarsi, calciando anche da fuori. (Al 57° Diamanti voto 6,5 – Prova la magia da lontano quando vede Neuer fuori dai pali. Dà il massimo nella mezzora in cui sta dentro, fornisce assistenze utili a Di Natale).

Balotelli voto 8,5 (il migliore) – A SuperMario mancava una partita così, in cui poter dimostrare che sa essere decisivo. I due gol sono il mix delle sue capacità: furbizia il primo, potenza il secondo. (Al 69° Di Natale voto 6,5 – Totò entra e fa il suo, ma non a pieno. All’85° su passaggio di Diamanti sbaglia clamorosamente. Nel complesso il suo apporto è più che sufficiente).

CT Prandelli voto 7,5 – Ha trovato il modo per schierare la squadra per farla rendere al meglio. Buono il lavoro fatto anche a livello psicologico. Da Italia-Russia 0-3 di un mese fa sembra passato un secolo.

Germania

Neuer voto 6 – Nel complesso dei gol appare privo di particolari colpe, il secondo è sul suo palo ma è un tiro violentissimo. Rischia poi la frittata con Di Natale.

Boateng voto 5 – Gli attacchi dell’Italia si sviluppano tutti dalla sua parte, compreso il gol. In fase offensiva non punge e quando c’è da recuperare, Low sacrifica lui. (Al 77′ Muller sv – La domanda è:  perchè non dall’inizio?)

Hummels voto 4,5 (il peggiore) – Colpevole sul primo gol, e sul secondo si fa scavalcare dal pallone proveniente da lontano, tenendo in gioco Balotelli. Chiude la sua serataccia con un’ammonizione per proteste nel recupero.

Badstuber voto 5,5 – In bambola con tutta la sua linea difensiva, combina però meno danni dei suoi colleghi di reparto.

Lahm voto 6 – Il capitano tedesco gira a vuoto, e fin dall’inizio capisce che non sarà una serata facile, ma gli attacchi dei suoi, specie nel secondo tempo, passano da lui.

Khedira voto 6 – Ci prova dalla distanza nel primo tempo, ma Buffon c’è. Passa il match imbrigliato nelle linee del centrocampo azzurro, punge poco.

Schweinsteiger voto 5 – Da un giocatore come lui ci si aspetta molto di più. Partita deludente la sua, forse condizionata dall’ingombrante presenza di Pirlo, da marcare.

Kroos voto 5,5 – La mossa a sorpresa di Low non sortisce gli effetti sperati. Si rende protagonista nel fraseggio, per il resto è poco pericoloso.

Ozil voto 6 – Forse lì davanti dei suoi è quello che ci crede di più. Allarga spesso il gioco, e realizza su rigore che illude la Germania.

Podolski 6 – L’occasione più ghiotta del primo è suoi piedi di King Podi, ma Balzaretti chiude. Non ha molte possibilità di farsi vedere e viene tolto all’intervallo. (Al 46° Reus voto 6,5 – E’ un ottimo giocatore e stasera lo conferma. Fa quel che può, in Germania lo considerano un grande prospetto).

Gomez voto 5 – Struscia pochi palloni grazie alle marcature dei difensori azzurri. Dopo 3 gol messi a segno nel torneo, passa una serata all’ombra. (Al 46° Klose voto 5,5 – Ha l’occasione in apertura di secondo tempo ma Bonucci chiude, per il resto non impensierisce il pacchetto arretrato italiano, anche se si sforza nel fare movimento).

Loew voto 5 – In Germania finirà sulla graticola per la scelta iniziale di tenere fuori Muller per Kroos, e anche per aver preparato male l’approccio psicologico dei suoi alla partita.

Arbitro Lannoy voto 5 – Arbitraggio buono fino al 90°. non si spiegano i 4 minuti di recupero, e soprattutto non si spiega il rigore per la Germania, in cui Balzaretti colpisce di mano, però viene spinto da Klose.

Il Taranto rivede la serie B. Una bufala

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Pomeriggio di fuoco a Taranto. I tifosi rossoazzurri, nel giro di poche ore, si sono ritrovati a due passi dal paradiso della serie B ( ultima apparizione vent’anni fa), per poi tornare nell’inferno della Lega Pro, ed in città era già scoppiata la festa tra clacson impazziti e bandiere al vento. Da alcune accreditate fonti tarantine era trapelata una notizia secondo cui il TAR del Lazio, accogliendo con sentenza di rito abbreviato il ricorso presentato dal legale del Taranto, Nicola Russo, aveva annullato i 6 punti di penalizzazione inflitti alla società pugliese nel corso del campionato 2011-2012 per inadempienze finanziarie, ammettendola di conseguenza in serie B.

Erano apparse anche delle dichiarazioni di Russo: “E’ una soddisfazione immensa, sono emozionatissimo. Sto rientrando a Taranto e dobbiamo festeggiare”.

“Qual è la notizia? Non c’è la notizia. E’ una cosa che non esiste, non c’è il dispositivo. Chi ha seguito la vicenda mi dice che non è stata emessa nessuna sentenza del Tar”. Assicura poi il direttore generale della Lega Pro Francesco Ghirelli.

A chi gli chiede di commentare le notizie che rimbalzano sul web circa la sentenza, risponde: “Qualche mente fantasiosa ha messo in giro questa notizia, qualcuno dalla mente creativa. Non so se è una cosa inventata, ma molto probabilmente è il frutto della fantasia di qualcuno”.

Redazione Social Football