LA STRANA TENDENZA AD AVERE PIU’ SQUADRE

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di Paolo Latini

Una delle ultime notizie di calciomercato riguarda il giocatore Torje dell’Udinese che passerà in prestito al Granada. Sembrerebbe una normale operazione di mercato che avviene tra due squadre. Per chi non lo sapesse, però, la seconda squadra proprietà dei Pozzo risulta essere proprio il Granada. Questo significa che il “giocatore rimarrà in famiglia”.

Avere più squadre oggi è diventata una tendenza comune a molti presidenti della Serie A. Addirittura il presidente Lotito sta tentando di modificare l’art. 16 delle Noif per rimanere ancorato al suo Salerno Calcio. Ma questa moda non ha colpito solamente i presidenti di Udinese e Lazio. Anche il presidente del Genoa Preziosi si è fatto prendere la mano con il Lugano, mentre il presidente del Palermo Zamparini risulta essere un dirigente finanziatore del Fidene Football Club, squadra laziale che, nella stagione 2009-2010, ha ottenuto la promozione in Serie D.Insomma, molti presidenti la pensano alla stessa maniera e forse in futuro sempre di più abbracceranno questa nuova idea.Ma avere due squadre a chi conviene? A sentire i tifosi delle squadre coinvolte, da questa vicenda sarebbero i presidenti a trarne i maggiori benefici. Cerchiamo però di fare chiarezza.

Oggi mantenere una squadra di Serie A è diventato costoso per tutti i presidenti. A causa del fair-play finanziario poi, anche le squadre di maggior calibro hanno dovuto abbassare le loro pretese, perché risulta di fondamentale importanza far quadrare bene i conti per tenere attivo il bilancio. La seconda squadra quindi, potrebbe per così dire “aiutare” la prima ad abbattere i costi. Per questo motivo, in futuro potrebbero essere sempre più frequenti gli scambi “in famiglia”, per alleggerire le rose delle squadre di Serie A spesso troppo numerose. I tifosi dunque dovrebbero stare sereni. A fare da disturbatori a questa vicenda però non sono solamente gli sponsor, ma i diritti tv, a cui tutti ambiscono. Appurato che, per un presidente di una squadra di medio-alta classifica, risulta essere troppo rischioso investire quel qualcosa in più per provare a vincere lo scudetto o la Champions, perché non accontentarsi di rimanere a galla? Inoltre con investimenti minimi i presidenti, oltre a tenere a bada i costi di gestione della squadra principale, potrebbero arrivare alla tanto ambita torta dei diritti tv, addirittura non con una, ma con due squadre. Si innescherebbe così un circolo vizioso che sicuramente non gioverebbe al campionato italiano che si attesterebbe così ad un livello medio-basso, con tutte le conseguenze del caso.


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