Archivio mensile:luglio 2012

Ecco le maglie della Lazio 2012/2013

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Al centro sportivo di Formello sono state presentate questo pomeriggio le maglie della Lazio per la prossima stagione.Immagine

La prima maglia (nella foto, indossata da Klose) presenta un colletto bianco a polo, colore tradizionale celeste e lo stemma dell’aquila  serigrafato. All’interno l’etichetta presenta la scritta “la prima squadra della capitale”.

La seconda maglia (quella indossata da Hernanes) è nera con una fascia centrale celeste, colore dei numeri e delle rifiniture.

La terza maglia (indossata da Diakitè) è bianca e ha un girocollo celeste, ed è ispirata alla maglia da trasferta degli anni settanta, periodo in cui la Lazio vinse il primo scudetto. Qui lo stemma non è serigrafato, ma in bassorilievo.

Programmati anticipi e posticipi della 1° e 2° giornata

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La lega ha comunicato gli orari di anticipi e posticipi delle prime due giornate di campionato. Ecco il programma:

Sabato 25 agosto ore 18 Fiorentina – Udinese, ore 20.45 Juventus – Parma
Domenica 26 agosto ore 18 Milan – Sampdoria, ore 20,45 Atalanta – Lazio, Chievo – Bologna, Genoa – Cagliari, Palermo – Napoli, Pescara – Inter, Roma – Catania, Siena – Torino

Sabato 1 settembre ore 18 Torino – Pescara, ore 20.45 Bologna – Milan
Domenica 2 settembre ore 18 Udinese – Juventus, ore 20.45 Cagliari – Atalanta, Bologna – Genoa, Inter – Roma, Lazio – Palermo, Napoli – Fiorentina, Parma – Chievo, Sampdoria – Siena

Redazione Social Football

Juve, patteggiano tutti

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Di Stefano Scaglietta

“Patteggiare non è una ammissione di colpa”. Queste le dichiarazioni dell’avvocato di Conte, il giorno dei deferimenti. Difficile non sorridere davanti a queste affermazioni, soprattutto per chi non mastica di diritto sportivo, ma tant’è.

Chi sceglie il patteggiamento davanti alla Procura Federale, in realtà, non deve ammettere alcuna colpa, in quanto si usufruisce di una possibilità prevista dal codice di giustizia sportiva.

Questo istituto, nel processo sportivo, e’ completamente diverso da quello penale. Per la giustizia ordinaria, il cui caposaldo è la presunzione di innocenza, è l’accusa che deve dimostrare la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio. Il patteggiamento, pertanto, ha il significato di ammissione di colpa onde evitare guai peggiori, e può essere richiesto sia prima che dopo la fase dibattimentale.

Nel procedimento sportivo il quadro è ribaltato. E’ l’imputato che deve dimostrare inequivocabilmente di essere innocente, e non è mai facile avere prove schiaccianti che lo dimostrino. Questo processo, di tipo accusatorio, trasforma la possibilità di accordarsi con l’accusa in una opportunità, aggirando la fase dibattimentale ed evitare ai giudici di studiare il caso, quindi di giudicare.

Tradotto in soldoni, la tecnica con la quale la Juventus spiegherà ai proprio tifosi e non solo questa strategia sarà: siamo convinti di essere innocenti, non eravamo certi di riuscire a dimostarlo, ergo abbiamo patteggiato per una squalifica, ritenuta congrua da entrambe le parti, per evitare disagi maggiori.

Discorso a parte rispetto al tecnico della Juventus, merita Leonardo Bonucci. Deferito per illecito, secondo la “Gazzetta dello Sport”, anche lui va verso il patteggiamento, che dovrebbe condurlo ad una squalifica di 14 mesi (rischia 3 anni), purchè si dimostri più collaborativo rispetto ai precedenti interrogatori.

Mercoledì ci sarà l’inizio del processo e conosceremo l’entità delle pene. Per la “Rosea”, Antonio Conte se la caverà con 3 mesi di squalifica ed una ammenda di 200 mila euro in favore della FIGC, che dovrebbe dimezzare la squalifica, che altrimenti sarebbe di 6 mesi.
Stessa sorte per l’altro tesserato della vecchia signora, Simone Pepe, anche lui deferito per omessa denuncia.

Squalifiche accettabili, dunque, quasi un successo per la Juventus: d’altronde, come già si legge sui social network, vincere non è importante, è l unica cosa che…Conte.

Preziosi: “non vedo l’ora di lasciare il calcio”

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In un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica, il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, ha esternato il suo malcontento a proposito della situazione attuale del calcio e della sua società. “Ho preso Lo Monaco proprio per avere un uomo che si occupasse direttamente della società – ha detto il presidente proprietario della Giochi Preziosi – invece il nostro rapporto si è interrotto subito”. Forse la crisi economica internazionale e anche quella del suo Genoa, oltre che il calcioscommesse, hanno demoralizzato il presidente, che in ogni caso non venderà a breve termine il Grifone: “sono stanco, ma purtroppo non vedo acquirenti all’orizzonte”.

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Redazione Social Football

Andrès Escobar, il difensore che fu ucciso per un autogol

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di Michele D’Alessio

Los Angeles, mercoledì 22 giugno 1994. La nazionale colombiana affronta quella statunitense nella seconda giornata del girone eliminatorio del campionato mondiale. La Colombia è super favorita, in virtù del buon livello tecnico della squadra, e grazie alla presenza della stella del Bayern Monaco, Adolfo Valencia. Di fronte, la nazionale che ospita i mondiali, gli USA, guidati da Bora Milutinovic, che partono sfavoriti.
E’ il 35° minuto del primo tempo, quando il centrocampista americano Harkes mette un traversone in area. Il numero 2 della Colombia, il difensore Andrès Escobar, mette fuori tempo il suo portiere e devia il pallone nella propria porta. Al 52° Stewart raddoppia, mettendo al tappeto le speranze di qualificazione per la Colombia. Non servirà la vittoria, nella partita seguente, contro la Svizzera nella partita di San Francisco del 24 giugno.

In Colombia la stampa è pesante nei confonti di Andrès Escobar, ritenuto, a causa di quell’autorete,  il colpevole del fallimento della spedizione al torneo mondiale della sua nazionale.

Martedì 2 luglio Andrès Escobar si trova a Medellin. Decide di andare a mangiare fuori con la sua ragazza, per distrarsi e tentare di dimenticare lo sfortunato autogol che è costato il mondiale alla Colombia. Quando i due finiscono la cena e si avviano verso l’uscita del locale, si avvicina ad Escobar una ex guardia giurata, Humberto Munoz Castro, che urlandogli “grazie per l’autogol!”, gli esplode 12 colpi di mitraglia. Escobar muore in ospedale poco dopo, al suo funerale ci saranno 120 mila persone, compreso il capo di stato colombiano.

La colpa di Andrès Escobar? Avere fatto un autogol, che molto probabilmente ha fatto saltare un giro di scommesse, legate alla circolazione di denaro sporco proveniente dal narcotraffico.

La sua maglia numero 2 fu ritirata, e solo Ivan Cordoba ha potuto indossarla nuovamente qualche anno dopo.

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il filmato dell’autogol http://www.youtube.com/watch?v=ubAx6kk4zQA