Manchester City-Gallagher: quando il calcio incontra la musica

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Di Marco Mottini

Secondo appuntamento con la nuova rubrica che cerca di avvicinare due mondi diversi, ma che hanno in comune la stessa passione ed emozione che provocano tra gli appassionati: calcio e musica.

La scorsa settimana vi avevamo raccontato la storia di Bob Marley e del suo grande amore per questo sport. Oggi, dalla Jamaica, andiamo direttamente in Inghilterra, precisamente a Manchester.

Quando si parla di questa città, sono tre le cose che vengono subito in mente: Manchester United, Manchester City ed Oasis.

E proprio di questi ultimi due vogliamo raccontarvi oggi la storia.

Manchester City ed Oasis, anzi Manchester City ed i fratelli Gallagher: un legame indissolubile che ormai va avanti da sempre; se si parla di uno è scontato che il discorso si sposti sull’altro.

Per i Gallagher l’amore verso il City nasce da subito, appena nati, e crescere in una città dove i rivali dello United sono la parte forte non è facile, lo sappiamo; anche questo sarà uno dei motivi per cui i due ragazzi nel tempo forgiano un carattere da duri e ribelli, cosa che tra l’altro farà innamorare di loro i fan.

A differenza di altri, i due fratelli non hanno mai avuto aspirazioni calcistiche, molto meglio un chitarra in mano ed un microfono davanti. Ma l’anima del tifoso c’è sempre stata, quella si, soprattutto quando bisogna fronteggiare l’altra parte del tifo di Manchester. Un esempio? Da ragazzo Liam, il fratello minore, quando lavorava come parcheggiatore ebbe a che fare con le macchine di Paul Ince ed Eric Cantona, giocatori di punta dello United: nel caso di Ince si limitò a qualche graffio sulla carrozzeria ed a bucare le gomme; nel caso del francese, sarebbe addirittura sparita una portiera.

Nel 1995 Noel scrive la canzone Acquiesce, uno dei pezzi più importanti della storia degli Oasis, ed inizialmente decide di regalarla alla sua squadra, per farla diventare il nuovo inno ufficiale, ma poco dopo si rende conto che è troppo bella per essere sprecata così, e ritorna nelle mani della band. Ma questo non intacca minimamente il rapporto con il club ed i tifosi; basta pensare che due tra i concerti più importanti della loro carriera si sono svolti proprio nello stadio del City: il primo nel 1996, nello storico Maine Road, di cui Noel , prima della futura ricostruzione, riuscì a portarsi a casa due file di tribune, un pezzo di porta ed alcune zolle del campo;  il secondo nel 2005, nel nuovo City of Manchester Stadium.

Sempre in quegli anni Noel entrò anche a far parte del club, rilevando un parte delle azioni, ma non ricoprì mai nessun incarico ufficiale. Anni dopo, poco prima dell’arrivo dello sceicco Mansur, verrà proposto di nuovo ai due fratelli di diventare comproprietari della squadra, ma il tutto finì nel nulla.

Naturalmente, quando si raggiungo certi livelli di fama, può capitare di avere qualche fan non gradito. Soprattutto quando si tratta di un calciatore dello United, in questo caso Wayne Rooney: la ragazza dell’attaccante inglese, conoscendo la grande passione del calciatore per gli Oasis, ebbe la brillante idea di regalare al compagno una chitarra autografata proprio dai Gallagher. Il giorno del compleanno si ritrovò si una chitarra autografata dai suoi idoli, ma anche dipinta con i colori sociali del City ed una bella decidica: ‘Buon compleanno ciccione’.

Questo è solo uno dei tanti esempi che descrivono la rivalità fra gli Oasis ed i tifosi dei red devils. Un rapporto che si può racchiudere perfettamente con le parole proprio di Noel: ‘ E’ chiaro che siamo tifosi del Manchester City; qui a Manchester la popolazione si divide in due parti, la classe operaia che tifa per il City, ed i fighetti borghesi che tifano per il fottuto United’.

Sempre presenti allo stadio, con le telecamere pronte ad ogni goal a cercarli tra le tribune, anche per i bookmakers inglesi sono diventati fonte di gioco, sfruttando i titoli delle loro canzoni attribuendoli alle scommesse. Prima della finale di FA Cup contro lo Stoke City, infatti,  la giocata Wonderwall ( ‘muro delle meraviglie’) quotava la possibilità che il portiere parasse un rigore; Don’t look back in anger ( ‘non portare rancore’) l’espulsione di uno dei giocatori; Stop crying your heart out ( ‘smetti di piangere a dirotto’) che qualcuno venisse ammonito per proteste e Roll with it ( in questo caso tradotto con ‘rotola con la palla’) dava la possibilità di giocarsi l’ammonizione per simulazione. In ultimo Slide away ( ‘scivola via’) che vedeva il Manchester passare in vantaggio ma perdere la coppa.

Questo legame con il calcio naturalmente non si ferma solo all’amore per il City. E’ ormai nota la grande amicizia che lega Noel con l’ex capitano della Juventus Alessandro Del Piero, grande fan degli Oasis, maturata principalmente ai mondiali del 2006: tutt’ora il chitarrista racconta di essere stato il vero portafortuna dell’ Italia in quella competizione, vestendosi sempre allo stesso modo durante tutte le nostre partite. Sempre riguardo quel mondiale, Noel racconta che dopo il goal di Del Piero alla Germania,  la corsa dell’attaccante fu proprio verso di lui per andare a salutarlo.

Tutt’ora i Gallagher sono i veri e propri rappresentati dei citizens, e la società negli ultimi due anni ha sfruttato la loro immagine per la presentazione delle nuove maglie: lo scorso anno con la nuova band di Liam, i Beady Eye, durante il videoclip della cover di Blue Moon, storico inno del City; quest’anno, invece, è stato scelto Noel per fare coppia con il difensore Kompany per il servizio fotografico.

Una passione che non è mai scemata, un rapporto con la tifoseria che si è fortificato con il passare degli anni, anche grazie al loro legame con la tradizione popolare della città.

Manchester City ed i Gallagher: il simbolo del binomio perfetto tra musica e football.

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Una risposta »

  1. Ottimo articolo, complimenti!
    I legami tra calcio e musica sono tanti, ci sono, come nel caso di Bob Marley o dei fratelli Gallagher, artisti che amano il pallone o che sono tifosissimi di una squadra di calcio, ma ci sono tanti altri legami tra il football e la musica:

    ci sono, canzoni che parlano di calcio, di squadre e di giocatori, ma ci sono anche tante canzoni famose riutilizzatedai tifosi che le fatte proprie “aggiustando” le parole per i propri cori.

    Ci sono cantanti che hanno calcato i campi di calcio e ci sono giocatori (molti famosi!) che suonano o cantano (Gullit, Gascoigne, Lalas).

    Poi ci sono canzoni scritte per gli ultras, sia generiche sia dedicate alla vita della curva di alcune tifoserie.

    Ci sono musiche composte dagli ultras, “il sabato a ballare”ad esempio la conoscete?

    Tutti questi argomenti sono trattati in http://www.footballa45giri.it un blog che parla di calcio e musica e che parla di calcio usando la musica.

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