Il dog hunter Alexey Vedula condannato anche in appello: uccise centinaia di randagi

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Di Gualtiero Lugli

E’ stato condannato anche in secondo grado. Alexey Vedula, il giovane dog hunter che ha torturato e ucciso  più di cento cani randagi tra le strade di Kiev, dovrà scontare, secondo il verdetto della Corte d’Appello della capitale ucraina, quattro anni di carcere. La sentenza di primo grado era arrivata a giugno scorso. Per la prima volta dal 2006, anno della sua promulgazione, veniva applicata la legge “contro la crudeltà e il maltrattamento degli animali”.

La scia di sangue di migliaia di cani e gatti randagi ha inizio nel 2010, quando il governo ucraino, in collaborazione con la Uefa, decide di “ripulire” le strade delle città che ospiteranno gli europei di calcio nel 2012. Entrano in azione i dog hunter, gente assoldata dallo Stato per uccidere, o che, più semplicemente, sull’onda della barbarie, sfoga su animali indifesi le frustrazioni di una vita imbevuta di ignoranza. Vedula ne è un ottimo esempio.

Tra gli animalisti che denunciano con maggior forza quel accade nel Paese, c’è un nostro connazionale trapiantato ormai da anni a Kiev, Andrea Cisternino, fotoreporter che con coraggio ha raccontato all’Europa la mattanza dei randagi. Social Football lo ha intervistato dopo la sentenza di Alexey Vedula.

Andrea, dopo la sentenza di appello che condanna Vedula a quattro anni di reclusione, cosa ti aspetti dalla Cassazione? 

Non ci sarà il ricorso in Cassazione. I due compari sconteranno i quattro anni di galera.

I due compari? Già è vero c’è anche il suo amico fidato

Si, inizialmente sono andati in galera sia Vedula che il suo ‘socio’, ovvero quello che riprendeva e fotografava gli orrori. In un secondo momento quest’ultimo venne liberato, ma dato che andò in giro dicendo che avrebbe vendicato Vedula uccidendo randagi e facendola pagare agli animalisti, venne incarcerato anche lui.

Per la prima volta viene applicata in Ucraina la legge ‘contro la crudeltà e il maltrattamento degli animali’. Quanto è importante questo risultato?

Molto, perché girava voce che avessero trovato un escamotage per uscire, invece il giudice ha rifiutato il ricorso. E’ una piccola vittoria, pero’ purtroppo ci sono dei dog hunter più potenti che vanno addirittura in tv e dicono di fare quello che le aziende comunali invece non fanno. Ovviamente è falso. Questa gente uccide i randagi andando pubblicamente contro una legge del 2006 paragrafo 17 che proibisce l’uccisione dei randagi.

Che atmosfera c’è a Kiev tra le associazioni animaliste dopo questa sentenza ‘epocale’?

Tutti molto soddisfatti, ma purtroppo oggi ho saputo, anche se lo devo verificare, che in Parlamento hanno approvato un paragrafo nuovo della legge contro il maltrattamento degli animali che permette di sparare a cani e gatti randagi se hanno malattie o creano pericolo per l’uomo. Praticamente è una norma fatta ad hoc per i dog hunter. In questo modo, dato che le autopsie sugli animali uccisi qui non sono veritiere, sarà la fine anche dei pochi randagi rimasti. Oltretutto io e altri animalisti abbiamo fatto una manifestazione contro questa legge davanti il Palazzo di Gabinetto dei ministri proprio dieci giorni fa, ma non è servita.

Hai avuto alcuni contatti con esponenti del governo Yanukovich ?

C’è molto menefreghismo. A loro non importa niente dei randagi, anzi prima se li toglieranno dai piedi meglio sarà.
La dimostrazione è che c’è questa legge ucraina che non viene rispettata da nessuno, neanche da chi dovrebbe farla rispettare.
Sono stati uccisi migliaia di animali con veleno e fucili e nessuno è mai stato preso. Ti rispondono, tramite lettera, che non ci sono testimoni quindi non c’è reato. Peccato che quando ci sono testimoni non li ascoltano. Adesso dovrei essere riuscito a convincere il vice ministro ucraino dell’ambiente, Igor Vildman, a incontrarsi con i violontari di strada. I primi di agosto mi ha dato l’ok e spero mantenga la parola data davanti al dott. Andrea Domeniconi dell’ambasciata italiana a Kiev.

Soprattutto quest’estate hai denunciato lo sterminio di migliaia di randagi in tutta l’Ucraina, vittime di un campionato di calcio. Quando partì tutto?

Circa due anni fa , durante un reportage sul randagismo per il mio libro, scoprii che in Ucraina per Euro 2012 stavano massacrando migliaia di animali per pulire le città dove si sarebbero svolte le partite di calcio.
Iniziai allora con video e fotografie a testimoniare questo orrore, a  farlo conoscere fuori da questo paese, a denunciare le colpe della Uefa e del suo presidente Platini che sapevano e non facevano niente. Si sono scandalizzati in molti ma nessuno si è attivato, tante chiacchiere da parte di Figc e associazioni italiane ma aiuti concreti nessuno, solo manifestazioni.
Tante bugie da parte di Platini, Uefa, Figc e presidente Abete, tante e troppe. Non hanno mai detto ufficialmente cosa hanno fatto realmente qui in Ucraina per salvare gli animali. Il problema è che non hanno fatto nulla. Solo a Kiev, nel 2011, sono stati massacrati circa 20.000 animali. A Kharkov, dichiarazione fatta dal sindaco, tra il 2011 e inizio 2012 ne sono morti circa 16.000. Il dramma è che continueranno.

Ci sono ancora tanti dog hunter nel paese? 

Purtroppo i dog hunter ci sono ancora, alcuni sono figli di persone molto potenti in Ucraina e quindi non vengono toccati da nessuno.

Come sta Ciliegia? Ricordaci chi è

Ciliegia è una randagina di due anni che venne sparata in strada, presumibilmente da un dog hunter, mentre stava allattando i suoi sei cuccioli dentro uno scatolone. Lei venne ferita da diversi colpi di fucile mentre i cuccioli morirono tutti.
Restò paralizzata alle zampe posteriori, e quando la vidi la prima volta in ospedale, le promisi che le avrei regalato una nuova vita lontano da quella terra. E’ dovuto trascorrere del tempo, ho superato molti ostacoli, ma alla fine sono riuscito a mantenere la promessa: Ciliegia ha una nuova vita in Italia, sta benissimo e ora si chiama Kikki.

Grazie Andrea e buona fortuna per un lavoro nobile che certamente non è finito con Euro 2012

Grazie per darmi ancora voce a favore dei randagi ucraini. Purtroppo io lo dissi nel novembre 2011 ad una conferenza a Kiev e anche in altre successive in Italia che non sarebbe finito tutto dopo Euro 2012. Non mi hanno ascoltato e i risultati sono questi.
Calata la pressione mediatica sull’Ucraina ora sono liberi di finire il lavoro iniziato e nel silenzio generale.

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  1. Bravo Andrea! Continua con il tuo lavoro!
    Certo che c’è gente così ignorante che non abbiamo bisogno di andare fino in Ucraina per trovare atteggiamenti del genere.. Basta andare nel Sud Italia (di cui sono originario) e vedere che concezione hanno degli animali domestici. Quest’estate, scendendo nella mia Sicilia, ho dovuto litigare per ogni minima cosa riguardo al mio cucciolo. Certo, non bisogna generalizzare troppo, però la cattiveria umana non ha limiti.
    Beh se la gente è crudele fra i propri simili, figuriamoci verso gli animali.

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