Punto Lazio: Senza Miro non si segna

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La Lazio e la sconfitta surreale.

Di Michele De Angelis

Quando tiri in porta più di venti volte, quando giochi ad una porta sola e il tuo avversario fatica ad avvicinarsi a quest’ultima e oltre a non riuscire a vincere, arriva anche la sconfitta, quando senti dichiarare dal mister dell’altra squadra che non hai avuto occasioni nitide, non puoi che pensare di trovarti nel pieno di incubo notturno,
Niente da fare, l’oscurità serale c’era ma quello che avvolgeva non era uno scenario onirico, tutto vero, tutto inspiegabile.
I biancocelesti hanno continuato ad eseguire gli ordini di Petkovic, come una macchina, senza fatica, senza indecisioni e purtroppo senza goal.
Una squadra corta, attenta, affondata solo dalla mala sorte, da un portiere impeccabile e dalla mancanza di cattiveria sotto porta.

Luci: Il team capitolino ha dato vita ad un’altra prestazione di altissimo livello, i giocatori continuano a regalare intensità e qualità. La manovra è fluida e il gioco sulle fasce viene alimentato brillantemente per il corso di tutti i novanta minuti. La squadra ospite viene intimidita e anche nel secondo tempo appare evidente la volontà di voler vincere a tutti i costi. Hernanes continua a volare tra giocate e sprint mai visti, bene anche Candreva e Cavanda, buono l’esordio di Ciani.

Ombre: Manca solo il goal, salgono le preoccupazioni per la carenza di reti in assenza del bomber tedesco. Sottotono Lulic, male le due punte titolari. Nient’altro da dire se non sulla mancata reazione allo svantaggio finale ma d’altra parte la squadra aveva dato tutto ed è stato un colpo troppo duro.

Quello che verrà: Saranno ore di fuoco, si giocherà ogni tre giorni e dopo la prima sconfitta stagionale, gli uomini di Petko dovranno rilanciarsi proprio su uno dei campi più difficili. Ad aspettarli ci sarà un Napoli col dente avvelenato, reduce da un pareggio scialbo ottenuto contro un Catania costretto a giocare l’intero match con un uomo in meno. Questo è il momento di mostrare il carattere. Chissà se il mister riuscirà a mantenere intatta l’identità del proprio gruppo.

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