Scommesse senza confini e guerra di clan

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Di Patrizio Marcoccio
Tutti lo cercano ma nessuno lo trova. Il boss, per tutti Dan o Dan Tan , adesso non si sente sicuro,ha cambiato casa e fatto perdere le sue tracce.
“In molti vengono a cercalo” dice il portinaio. Ormai e troppo esposto dopo che la procura di Cremona è arrivata a scoprire l’ organizzazione transazionale con oltre 400 partite truccate in dieci  anni e in tutto il mondo. Secondo il giornalista del The New Press, che per primo si è occupato di scommesse e unico che ha intervistato Dan, ci sono cinque o sei clan che si spartiscono il business. Il principale è quello di Dan, ora deve vedersela con un altro gruppo che ha accumulato abbastanza potere: quello di Wilson Raj Perumal, il suo ex braccio destro. Una delle cose che manda più in bestia l’ex numero 2 delle scommesse mondiali finito agli arresti,  che per sbarazzarsi del  primo concorrente in affari, Tan Seet Eng abbia fatto la soffiata alla polizia
finlandese e l’ abbia fatto arrestare. Cercare l’aiuto della polizia è la violazione  numero 1 di ogni affare criminale. Cosi Perumal ha cominciato a raccontare alla polizia tutto quello che sapeva sul gran capo. Ricordiamo  che Wilson Perumal è colui che ha avuto idee brillanti, in Premier League nel 95 suggerisce di spegnere le luci sui campi per fissare i risultati delle partite. In  Asia le scommesse si pagano anche se le partite vengono interrotte. In West Ham- Crystal Palace (3/11/97) e Wimbledon- Arsenal (22/12/97). Un documento della Fifa, fa il punto sullo stato delle indagini sulle scommesse nei vari paesi , si ha un’idea precisa di  quanto impressionante sia la rete d’affari che parte da Singapore, si va dall’ Italia all’ Ungheria, dal Panama usato come base per incontri d’affari all’ Egitto dove Perumal  ha vissuto e fondato società, dallo Zambia che era il serbatoio di giocatori da mandare in Finlandia a manipolare partite alla Colombia fino a toccare la Siria. Dan nel 2009 contatta la prima squadra italiana, l’Albinoleffe da qui si arriva ai calciatori di casa nostra. I membri dell’organizzazione sono ancora a Singapore e un nuovo nome si aggiunge alla lista Gaye Allasan, che gestisce una scuola calcio ovviamente finta.

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