Punto Lazio: Capitan Petko e la rotta smarrita

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I biancocelesti rimangono in partita solo per venti minuti.

Di Michele De Angelis

Il team romano fallisce completamente il primo test importante, una prova di maturità che ha soffocato l’eccessivo entusiasmo che si respirava fino a pochi giorni fa in quel di Formello.
La squadra di Petkovic ha provato ad imporre il proprio gioco anche al San Paolo, senza avere però la testa e le gambe giuste per poter eseguire gli ordini del proprio comandante.
La formazione ospite è sembrata tanto sperduta quanto presuntuosa, sensazioni che non rispecchiano certamente il reale intento degli undici biancoazzurri.
Il mister aveva probabilmente chiesto di tornare a pressare più alti, salendo con la difesa per giocarsela poi in fase difensiva con la trappola del fuorigioco.
Tattica completamente fallita, troppo esiguo il filtro a centrocampo, eccesso di palleggiatori e pochi uomini di sostanza. Pesante sotto quest’ottica l’assenza di Gonzalez.
Una batosta che potrebbe far cambiare idea sul modo di approccio alle partite, una sconfitta che non deve però far buttare al vento tutto ciò che di buono si è visto fino ad ora.

Luci: Ridotte al lumicino. Solo nei primi venti minuti la Lazio dà l’impressione di potersela giocare, dopo il primo rocambolesco goal dei padroni di casa non c’è più partita. Un plauso unicamente alle intenzioni di gioco mostrate proprio nei primi minuti. Non male la prestazione di Cavanda e di Konko che quantomeno non ricadono in errori grossolani. In leggera crescita di condizione Lulic. Solo qualche sprazzo di classe da parte di Hernanes.

Ombre: Tante, molteplici, paurose. Con il Genoa si erano visti i fantasmi di una porta stregata, in questo match hanno fatto la loro entrata in scena i ben più temibili spettri dell’assenza di gioco, del calo fisico, della mancanza di caparbietà. Le sovrapposizioni in questo caso sono rimaste solo nella testa dei giocatori ed ha colpito la carenza di occasioni e conclusioni pericolose. Malissimo i centrali difensivi, assenza totale di muscoli a centrocampo dove Candreva e Mauri non lasciano tracce. Klose si mette in mostra solo per un gesto di fair play più unico che raro.

Quello che verrà: Difficile fare previsioni. Il team capitolino è atteso da tre match alla propria portata prima della sosta per la nazionale. Sei punti nei due incontri di campionato potrebbero già spazzare via i detriti raccolti in questi ultimi giorni. Meglio però non fare più troppi calcoli. La testa deve concentrarsi unicamente sul match di domenica con il Siena.
Probabilmente si penserà anche a qualche possibile variante a livello di modulo. Soprattutto nei match casalinghi, contro le provinciali, preferibile schierare due punte vista la mancanza degli spazi che renderebbe arduo l’inserimento dei centrocampisti. Intanto stanno per tornare a disposizione Radu e Brocchi.
Sono questi i momenti in cui si valuta la forza di un gruppo, la capacità di reagire e soprattutto il carattere. C’è bisogno di tutti per riprendere la rotta giusta e far gonfiare il petto al proprio capitano, l’unico convinto di avere a disposizione un equipaggio insuperabile.

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