Archivio mensile:ottobre 2012

On Air Planeta Futbol

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E’ online la nuova puntata di “Planeta Futbol“.

Come ogni mercoledì il punto della situazione su Liga e Bundesliga, con un occhio al turno infrasettimanale di Serie A.

In studio: Marco Mottini, Fabiano Di Stefano e Francesco Carolis.

Per ascoltare la puntata: http://213.175.198.64/~tv3/socialfootball.it/web-radio_socialfootball5.htm

Per scaricare il podcast CLICCA QUI

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Carling Cup, storica rimonta dell’Arsenal (video)

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Nell’incontro tra Reading e Arsenal, valido per il quarto turno di Curling Cup, la coppa di lega inglese, si è verificato un risultato clamoroso. I Gunners, dopo uno svantaggio di 0-4 nel primo tempo, sono riusciti a ribaltare completamente il risultato andando a vincere sul campo del Reading per 7 a 5 dopo i tempi supplementari. Di seguito il tabellino dei marcatori e le immagini:

Reading – Arsenal 5-7.

RETI: 12′ Roberts, 18′ Koscielny (o.g.), 20′ Leigertwood, 37′ Hunt, 45′ Walcott, 64′ Giroud, 89′ Koscielny, 95′ st  Walcott, 103′ Chamakh, 116′ Pogrebnyak, 121′ Walcott, 123′ Chamakh

 

Redazione Social Football

Berlusconi-Galliani-Allegri: prima la lite, poi la pace

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“Cambi di modulo inutili ed eccessivi”. 

Queste le parole del Presidente Berlusconi in riferimento alla partita di ieri sera Palermo-Milan, finita 2-2.

Una rimonta che ha lasciato l’amaro in bocca al Presidente, soprattutto per il modulo adottato dal mister, sfogandosi subito dopo il match con Galliani. L’amministratore Delegato del Milan si è confrontato immediatamente con il tecnico Allegri, facendosi portavoce delle parole di Berlusconi, chiarendo comunque il tutto di fronte alla stampa “Nei confronti di Allegri nessun provvedimento”.

“Abbiamo chiarito due o tre cose e abbiamo fatto pace.Ma il presidente Berlusconi non c’entra, il presidente è sereno. Lo sento tutti i giorni e conosco bene il suo umore. So che cosa pensa. Ma io non ho bisogno di sollecitazioni: mi arrabbio da solo. E mi arrabbio quando vedo cinque mediani”

Pace fatta e rischio esonero rimandato, almeno fino a quando il ‘grande capo’ non decida di rimettersi a studiare i moduli del tecnico toscano.

Redazione Social Football

Focus player: ma dove può arrivare davvero El Sharaawy?

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Nel tormentato inizio di stagione in casa rossonera, c’è una lieta storia. E’ quella di Stephan El Sharaawy, vent’anni compiuti tre giorni fa, già 7 gol in campionato più 1 in Champions League. E’ grazie a lui che la baracca rossonera è in piedi e che Max Allegri ha ancora la possibilità  di mangiare il panettone. Il faraone, così viene chiamato per le sue origini egiziane pur essendo nato a Savona, ha tolto le castagne dal fuoco in più di un’occasione, e senza di lui il Milan a quest’ora avrebbe ancora meno punti di quelli che ha in classifica.
Come detto, Elsha ha solo 20 anni e in questi giorni si stanno sprecando i titoli su quello che è ma soprattutto su quello che può diventare. Si dice che diventerà un punto fermo del Milan e della Nazionale per almeno i prossimi dieci anni. Ma non è che queste ipotesi sono un pò troppo avventate?

Il nuovo – Lo sport preferito degli appassionati di calcio e degli addetti ai lavori è dire che il giocatore x diventerà il nuovo y. Allora tentiamo anche con El Shaarawy questa sorta di pronostico. Galliani, in un attimo di euforia, qualche settimana fa ha detto che El Shaarawy diventerà, anzi è già, il nuovo Eto’o (e lui ci crede). Altri, molti, dicono che il Faraone diventerà il nuovo Di Vaio. Per carità, una signora carriera, ma da qui ad essere il nuovo crack del calcio mondiale, ce ne passa. Mai come ora è il caso di dire “ai posteri l’ardua sentenza”.

Redazione Social Football

 

PSG: si pensa a CR7 e non solo…

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di Marco Mottini

A Parigi è già tempo di calciomercato. Se nelle altre piazze è ancora presto per parlarne, i petroldollari di Al Thani iniziano a muoversi, e si sa, lo sceicco piazza solo colpi importanti.

L’ultima idea è quella di portare Ronaldo alla propria corte, ma partiamo dall’inizio: è dai primi settembre che il famoso ‘mal di pancia’ del portoghese tiene banco in casa madrilena, l’insoddisfazione del calciatore a livello economico è ormai nota. I 10 milioni che guadagna ora sono pochi, ed il Real si è mosso subito per accontentare il proprio gioiello: aumento dell’ingaggio a 14 milioni e tutti contenti.

Sembrava una questione chiusa, ma la richiesta di 18 milioni da parte di Ronaldo, in un periodo in cui anche i club più importanti accusano la crisi ed il Fair Play finanziario, ha spiazzato completamente la dirigenza.

A questo punto entra in gioco Jorge Mendes, agente del calciatore e di Mourinho. Iniziano i primi contatti con il PSG, pronto ad accontentare il portoghese ed a mettere sul piatto 100 milioni da versare nelle casse de Real. Oltre al calciatore Al Thani vorrebbe portare a Parigi anche il tecnico di Setubal, a prescindere dai risultati di Ancelotti.

Due colpi in uno, un’offerta irrinunciabile per il Real ma che potrebbe far vacillare la posizione di Florentino Perez nelle future elezioni.

L’unico modo per colmare il vuoto che lascerebbe Ronaldo è acquistare un giocatore non di pari valore, ma che almeno ci si avvicini. In questo momento c’è solo un nome in cima alla lista dei desideri di tutte le squadre, quel Radamel Falcao in procinto di firmare il nuovo contratto con l’Atletico con una clausola rescissoria vicina ai 70 milioni di euro, ma che quasi sicuramente lascerà il club a fine stagione. Il procuratore? Sempre Jorge Mendes, il quale farebbe di tutto pur di rimanere in buoni rapporti con il Presidente Perez, portando il suo assistito nell’altra squadra di Madrid.

Un’operazione ancora in fase embrionale, un giro di giocatori su cui lavorare con calma, ma chissà se il prossimo anno vedremo CR7 formare con Ibra una delle coppie d’attacco più forti della storia.

Questa sera un volo per Mirko

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Tutti a guardare l’angelo volato in cielo

di Michele De Angelis

Stasera il volo del simbolo della Lazio sarà per Mirko. Tutti con lo sguardo verso il cielo biancoazzurro. Una stella brillerà più delle altre. Si cerca di tenere in vita il suo ricordo: sarà il volo del dolore, nel ricordo di Mirko Fersini, scomparso ormai quasi sette mesi fa. La società biancoceleste non dimentica i suoi figli. Dopo lo stadio intitolato a Formello, la scorsa settimana, col Torino ci sarà ancora un pensiero per l’allievo di  Mister Inzaghi. Un ricordo intimo, della famiglia biancoceleste.

L’ambiante del team romano solitamente in queste occasioni sa compattarsi come pochi altri per cercare di fare un ulteriore regalo ad un talento strappato così presto alla vita.

Punto Roma: una squadra imprevedibile e quante follie

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di Alberto Rossi

Ennesimo momento di riflessione in casa Roma. Ancora una volta la squadra giallorossa deve fare i conti con una sconfitta pesante, non solo per il risultato ma anche per il modo in cui questa è arrivata. Il 2-3 di domenica sera contro l’Udinese ha avuto l’identico andamento di quello subito col Bologna un mese e mezzo fa: in entrambi i casi la squadra di Zeman è riuscita a farsi rimontare da un momentaneo vantaggio di 2-0. A questo punto la Roma diventa una squadra completamente indecifrabile soprattutto per quanto riguarda la tenuta dei 90’. Se dopo le partite contro Catania, Juventus, Atalanta e Genoa si pensava che i giallorossi soffrissero eccessivamente l’approccio alla gara, dopo le rimonte (alcune clamorose) subite contro Bologna, Sampdoria e Udinese la squadra dà l’idea di giocare altissimo calcio nella prima mezz’ora per poi crollare inesorabilmente. La sensazione è che da questa Roma ci si possa aspettare di tutto in qualunque partita ed in qualsiasi momento della partita, ma con i numeri di questa squadra non si va lontano: se da una parte è il migliore attacco, dall’altra è anche la peggior difesa del campionato. Zeman sembra non muoversi minimamente dal suo credo tattico applicando sempre lo stesso modulo anche con diversi uomini che non danno l’idea di essere adatti al suo tipo di gioco. Fa discutere l’insistenza con cui il tecnico boemo consideri Tachtsidis, non certo brillante in questo inizio di stagione, l’unico regista di centrocampo a discapito di giocatori come De Rossi e Pjanic, “relegati” ad agire da intermedi. La difesa subisce eccessivamente in termini di occasioni da gol, oltre che di reti vere e proprie. Le buone prestazioni degli attaccanti non bastano naturalmente a portare punti ogni domenica.

Luci: sicuramente una piacevole notizia l’ottimo momento di Lamela, ormai definitivamente sbloccatosi in zona gol e uno dei migliori nell’applicazione degli schemi di Zeman. L’eccellente stato di forma di capitan Totti è sempre una garanzia, e Zeman può finalmente contare su Dodò, completamente recuperato. Se la squadra riuscirà a giocare per tutti i 90 minuti come nei primi tempi contro Bologna e Udinese o come il secondo tempo di Genova i risultati arriveranno sicuramente.

Ombre: tante, forse troppe. Sconcertante come la squadra riesca a perdere una partita fino al 2-0 dominata per poi smettere completamente di giocare. Una volta subite le rimonte, i giallorossi non reagiscono e mancano di carattere. Troppo pochi i 5 punti raccolti all’Olimpico su 15 disponibili. Da rivedere Tachtisdis in posizione di regista di centrocampo, apparso troppo impacciato e ancora non abituato alla serie A. Comincia ad essere lunga l’astinenza da gol di Mattia Destro che non sta rispecchiando il suo valore di mercato.

Quello che verrà: come detto, la Roma è una squadra quasi impossibile da pronosticare in ogni partita. In vista dell’infrasettimanale di Parma, la squadra giallorossa deve assolutamente cercare di prendere i 3 punti se non vuole perdere troppo terreno dalla zona europea ma deve cominciare a fare risultati con continuità che fin qui è clamorosamente mancata. Probabile la conferma di Dodò vista l’emergenza a sinistra con Taddei e Balzaretti ancora out. La vera incognita è a centrocampo: con la squalifica di Tachtsidis, per la prima volta Zeman dovrà fare forzatamente a meno del greco ritenuto dal tecnico una pedina indispensabile. Ci potrebbe essere il ritorno di De Rossi nella posizione di mediano centrale. La certezza, comunque, è che alla Roma serva prima di tutto tenere la concentrazione ed il ritmo alti per l’intero match.