La Petko-Therapy: il punto dell’Ispirato di Goal di Notte

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Di Luca Labricciosa

Ricominciare ad accarezzare il pallone era l’unica terapia auspicabile per una squadra ricolma di tecnica come questa Lazio…

La critica, per noi, ha motivo di esistere solo se volta ad un miglioramento di un qualunque status quo palesemente deficitario, al nulla della Lazio targata Reja bastava poco per ottenere un immediato miglioramento. Trincerarsi dietro i buoni risultati ottenuti in un campionato scarso come il nostro, non faceva a mio avviso bene ad una compagine di grandi potenzialità come quella dei biancocelesti.

Petko ha avuto proprio questo enorme merito: tramutare un’accozzaglia di giocatori forti, in una squadra forte che ha il dovere di puntare in alto in Italia quanto in Europa (League, almeno per quest’anno…). Certo “puntare” non significa vincere e non significa non fallire, ma è anche vero che il buon calcio rende speranzosi e magari può spingere i Profeti (vedi Hernanes) a vaticinare un “salto di qualità”.

La squadra è più o meno la stessa dello scorso anno, con un  paio di pezzi pregiati in più (forse si riveleranno tali Ederson e Ciani..), ma anche un paio di elementi importanti in meno (Matuzalem e Diakitè, almeno per ora..), i veri elementi innovativi dei Petko Boys stanno invece nella stabilità dell’undici titolare (pur nelle sue alternative), nella condizione espressa e nella famigerata organizzazione di gioco che finalmente inizia a intravedersi.

Il tecnico bosniaco ha avuto, inoltre, il grande merito di capire subito cosa aveva in mano: una squadra piena di centrocampisti di qualità (dei quali la sua formazione tipo 4-‘1-4’-1 è zeppa), dove Hernanes andava trattato da fuoriclasse (e non sostituito senza motivo), nella quale è ammissibile rinunciare all’immarcescibile Brocchi e dove Cavanda poteva risultare un eccellente alternativa ai terzini titolari (anziché bruciarlo per due anni di fila contro Juve e Udinese per poi mandarlo in prestito in Serie B a Gennaio). Ci voleva tanto? No, ci voleva Petko.

Il Quaglia si squaglia, ma non certo per colpa sua. Risultato? La Juve persevera nella propria stitichezza offensiva. Per noi è una crociata: siamo sicuri o siete sicuri o ne è sicuro Conte che questo ragazzo sia inferiore a Vucinic (dico Vucinic perchè viene reputato il migliore degli attaccanti Juventini)?

Noi siamo sostenitori di una folle teoria: i giocatori forti fanno la differenza nelle grandi partite.

Per noi il Quaglia era l’unico (insieme a Vucunic, speriamo…) a poter fare quello che ha fatto contro il  Chelsea, forse anche Matri e Giovinco (quest’ultimo ha comunque fatto bene contro il Siena, risultando probabilmente decisivo) possono fare altrettanto, ma sono ancora lontani dal dimostrarlo.

PS bianconero: il 3-5-2 è il nuovo trend del calcio italiano (ormai il rombo è demodé..), ma talvolta un sano 4-3-3 con Asamoah terzino a noi non dispiacerebbe, in fondo la Juve col 4-3-3 l’anno scorso c’ha vinto mezzo scudetto…

Il Napoli intanto risponde, forte del suo turn over in Europa, con un meraviglioso gol di Pandev e qualche rimpianto in meno per la perdita di Lavezzi.

Dedicato a tutti i detrattori estivi dei partenopei (prontamente dileguatisi, come sempre accade..): era stato talmente fallimentare il mercato biancazzurro? Questa squadra, secondo i vari Criscitiello e Pedullà, non era forse la stessa che aveva urgenza di fare qualcosa sul mercato non essendo andata in Champions nell’ultima stagione, e che invece si era addirittura indebolita avendo perso due pedine fondamentali come i fortissimi Gargano e Lavezzi?

Aspettando Juve-Napoli, vedremo…

Zeman, da par suo, ritrova una sofferta vittoria casalinga grazie alla sua “gerarchia di quello che mi fanno vedere in settimana”. Per il boemo i problemi della squadra non si dissolvono certo in una vittoria così faticosa, ma l’aver fatto risultato pieno portando avanti scelte così coraggiose è sicuramente una bella prova di forza.

Dulcis in fundo, ma a dire il vero dulcis neanche tanto, il derby meneghino tra due squadre che hanno ancora tanto da lavorare per tornare ai fasti di un tempo. Il nostro calcio ha bisogno di loro, confidiamo che la Madonnina faccia il miracolo…

 

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