Domenica senza calcio. Una nota stonata

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Un’atmosfera indefinita

di Michele De Angelis  

Pranzo domenicale, sono quasi le quindici eppure nessuno smania per alzarsi dalla tavola, manca qualcosa?

E già, quando il campionato di serie A si ferma, è dura per tutti noi “malati” di questo sport sempre meno nobile e sempre più ricolmo di ombre.

Un vuoto che spiazza, che rallenta l’atmosfera di un giorno che, senza pallone, stenta nel sembrarci festivo. Forse servirà per farci riflettere su tante cose, per poterlo fare senza l’ansia dei ritmi scanditi dalle mille emozioni, ansie, gioie, che per uno strano mistero, quell’oggetto sferico, ci permette di provare a ripetizione. Stadi chiusi, televisori spenti e luoghi che si popolano di volti smarriti, ai quali sembra esser stata tolta la propria guida. Passi incerti mossi verso altri paesaggi.

Una pausa che generalmente serve per donare un minimo di pace ad un ambiente che l’ha smarrita da tanto tempo ma che, arrivando così presto, stona. Stona con un ritmo appena preso, fatto di urla, gioie, canti, scherzi, polemiche, battute, viaggi colmi di risate, adunate in casa di amici e tanto altro ancora.

Una domenica italiana che non riflette completamente le sfumature che la contraddistinguono… per noi. Per tutti gli altri una domenica come le altre.

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