Calcioscommesse. Penalizzazione per il Napoli? Erodiani incastrerà Lotito?

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Qui Napoli

Deferimenti dovevano essere e deferimenti sono stati. Tutto come previsto, senza lo stupore di nessuno. A Gianello, come da copione, è stato contestato l’illecito (sportivo) commesso ed ammesso da lui stesso in Sampdoria – Napoli del 16 Maggio del 2010. Insieme all’ex portiere del Napoli, deferito con la stessa accusa Silvio Giusti (ex calciatore), che dalle intercettazioni emerge come la persona che avrebbe spinto Gianello a coinvolgere i suoi compagni. Già i suoi compagni, Paolo Cannavaro e Gianluca Grava, che per ammissione dello stesso portiere avrebbero respinto qualsiasi discorso di combine. I due hanno sempre rigettato le accuse nei loro confronti. Il Procuratore federale Stefano Palazzi non gli ha comunque creduto e li ha deferiti per omessa denuncia. Il Napoli, invece, dovrà rispondere di responsabilità oggettiva sia per la posizione di Gianello, sia per quella di Cannavaro e Grava.

La Commissione Disciplinare, secondo la “Gazzetta dello Sport”, dovrebbe riunirsi non prima di tre settimane, per la sentenza di primo grado.

Cosa rischiano?

  • Matteo Gianello: negli interrogatori, dopo aver fornito ampie ammissioni sia davanti ai pm del pool della Procura di Napoli (Antonello Ardituro, Stefano Capuano, Danilo De Simone, Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo) sia davanti alla Procura federale, dovrebbe ottenere il patteggiamento (art. 23 e 24 del codice di giustizia sportivo) ed evitare una lunga squalifica. In questo caso la squalifica sarebbe ridotta ad un anno e sei mesi.
  • Paolo Cannavaro e Gianluca Grava per omessa denuncia rischiano fino a sei mesi di squalifica. Impropabile l’ipotesi che possano ricorrerre ad un eventuale accordo per il patteggiamento, dal momento che la loro linea difensiva appare estremamente chiara, anche per bocca del legale Luciano Malagnini:” Totale estraneità” e querela presentata nei confronti di Gianello.
  • Napoli: cosa rischia lo spiega per filo e per segno il suo avvocato Mattia Grassani: “I tempi sono prematuri per fare previsioni ma la richiesta dell’accusa in sede dibattimentale potrà quantificarsi in un range che va da 1 a 3 punti di penalizzazione a seconda delle circostanze aggravanti. Ora, però, affrontiamo un passo alla volta”,aggiungendo poi a proposito del deferimento: “E’ una beffa, siamo infastiditi e sdegnati, ma anche decisi a far valere le ragioni della società. Tra i vari scenari che ci eravamo prefigurati si è sicuramente verificato il peggiore. Di sicuro non ce l’aspettavamo: il deferimento per il comportamento di Gianello era ipotesi preventivabile, ma la responsabilità oggettiva per le omesse denunce contestate a Cannavaro e Grava era una fattispecie molto residuale. Dovremo affrontare tutte queste accuse, sono contestazioni assolutamente pesanti, serie e anche gravi, di conseguenza pericolose per il Napoli. Il deferimento è molto corposo e prima di individuare ulteriori strategie mi confronterò con la proprietà. Di sicuro, però, non lasceremo nulla al caso, non saremo passivi spettatori, non staremo a guardare e anzi reagiremo: al riguardo non è esclusa anche una tutela extra sportiva di natura risarcitoria nei confronti di Gianello”.

Qui Lazio

Settimana prossima è atteso a Cremona Massimo Erodiani, arrestato nel Giugno del 2010, per spiegare davanti al pm Di Martino alcuni passaggi molto delicati su Lotito e la Lazio, emersi durante l’audizione con Stefano Palazzi.

L’interrogatorio ruoterà intorno alle accuse di Erodiani nei confronti della società capitolina per le presunte combine con il Siena (2007) e l’Albino Leffe (Coppa Italia 2010) delle quali il Presidente Lotito, secondo il tabaccaio abruzzese, sarebbe stato a conoscenza. Accuse respinte con sdegno dalla Lazio, che ha minacciato querele.

Quelle rivelazioni, oltre ad alcuni attacchi di Erodiani sulla sua pagina Facebook nei confronti della Lazio, hanno spinto molte persone a contattarlo sul suddetto social network minacciandolo di morte. Attacchi, poi continuati anche via poste e in altre modalità, che lo avrebbero spaventato a tal punto da richiedere protezione alla Procura, tramite il suo legale Paolo D’Incecco, come fosse un pentito di mafia.

Lunedì il pm Di Martino vorrebbe che quelle accuse contro Lotito siano messe a verbale anche davanti a lui. Da quanto riporta la “rosea”, gli investigatori di Cremona sono convinti che Erodiani abbia molto da raccontare e che finora si sarebbe limitato al minimo sindacale. Ecco perchè il suo interrogatorio potrebbe essere importante, ma altrettanto pericoloso.

Redazione Social Football

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