Punto Roma: campo impraticabile ma stessa storia

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di Alberto Rossi

Non sembrava una partita di calcio quella di ieri sera al Tardini, e, forse, nemmeno lo era. E’ pur vero, però, che il terreno di gioco, ridotto ad una sorta di piscina dove i rimbalzi del pallone erano assolutamente imprevedibili, non può costituire un alibi alla sconfitta della Roma. Del resto, il campo era improponibile anche per il Parma. Ma la squadra di Zeman ha mostrato per l’ennesima volta tutti i suoi limiti nella fase difensiva, nel carattere ed anche nella qualità di alcuni singoli. Il copione sembra terribilmente lo stesso di tante partite: buona Roma nei primi minuti riuscendo a trovare anche il vantaggio, poi il black out. Ancora una volta i giallorossi subiscono due gol nel giro di pochissimi minuti e danno un segnale preoccupante per quanto riguarda la forza caratteriale della squadra. Se la Roma perde totalmente il controllo del match dopo aver subito il primo gol, le premesse per la stagione diventano inquietanti soprattutto se questo si ripete con costanza ad ogni giornata. Ed ora, a dimostrazione della delicatissima situazione in cui versa il club giallorosso, anche Zeman, l’uomo che aveva riunito l’intera tifoseria al momento del suo ingaggio e mai dimenticato dalla gente in questi 13 anni, è finito sotto l’occhio del ciclone. Gran parte dei tifosi, infatti, iniziano a dubitare dell’integralismo del boemo e dei soliti difetti della sua filosofia di gioco (i troppi gol presi su tutti) e per la prima volta, forse, mostrano perplessità sulla sua gestione. Ma non viene risparmiata nemmeno la dirigenza, rea di aver portato nella capitale giocatori non all’altezza.

Luci: sono sempre di meno e sempre le stesse. Lamela è uno dei pochi che riesce a salvarsi e continua a convincere sia sotto rete che con le prestazioni. Come sempre la squadra ha fatto vedere delle buone cose nei primi 20 minuti di gioco, resto della partita permettendo.

Ombre: oltre alla fragilità difensiva ed alla poca personalità nei momenti di difficoltà, aspetti ormai consolidati, non convincono alcuni giocatori che sembrano non capire gli schemi di Zeman come sottolineato, non tanto velatamente, anche da Totti nel post partita. Deludente la prova di Dodò, che non sembra ancora in condizione. Ma le colpe ricadono anche sul tecnico se la squadra subisce quasi tutti i gol nella stessa maniera. Inammissibile subire 19 reti (peggior difesa del campionato) dopo le prime dieci giornate.

Quello che verrà: le prossime due partite hanno tutte le credenziali per essere decisive per la stagione della Roma e, chissà, anche per la panchina di Zeman. La dirigenza della Roma, si sa, è assai paziente con gli allenatori che sceglie ma se già domenica contro il Palermo, avversario non certo irresistibile, dovesse arrivare un altro brutto stop allora le cose potrebbero cambiare. L’aspetto da tenere con maggiore attenzione è che la stagione rischia di scappar via e scivolare anche quest’ anno nell’anonimato. E tra due domeniche il derby incombe…

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