Europa League: il punto sulle italiane

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di Marco Mottini

Quarto turno di Coppa per le italiane, la prima di ritorno del girone. Cominciano a delinearsi le classifiche, soprattutto per l’Inter che, vincendo per 3-1 contro il Partizan, mette in cassaforte la qualificazione con 2 turni di anticipo. L’Udinese perde ancora in casa contro lo Young Boys, il Napoli vince per 4-2 contro il Dnipro e la Lazio batte 3-0 i greci del Panathinaikos, riscattando l’1-1 dell’andata.

Lazio: la squadra di mister Petkovic si presenta in campo con un 4-3-3 ed una formazione rimaneggiata, anche in vista del derby di domenica. Tra i pali torna Marchetti mentre, sulla fascia sinistra, si rivede Radu, dopo una lunga assenza che stava prendendo una piega grottesca. La difesa inedita con Cana e Ciani ha retto bene tutti i 90 minuti, in virtù del fatto che gli avversari non si sono quasi mai visti dalle parti del portiere italiano. Il tridente d’attacco formato da Zarate-Kozak-Floccari è andato oltre le più rosee aspettative, con l’attaccante ceco che firma una doppietta dando ottimi segnali al mister, e Floccari che mette a segno il primo gol stagionale.

Una vittoria importantissima, sia per il morale della squadra che per la classifica, che ora vede i biancocelesti primi con 8 punti, seguiti dal Tottenham a 6, il Maribor a 4 ed i greci ultimi a quota 2 punti.

Inter: decima vittoria consecutiva tra campionato e coppa per l’Inter, 3-1 ai serbi e qualificazione conquistata. Una squadra su cui si vede sempre di più la mano di Stramaccioni, aiutato anche da quel trio delle meraviglie in attacco che sta dando grandi soddisfazioni sia al mister che ai tifosi. Partita risolta dai soliti noti: Handanovic, autore di un paio di parate eccezionali, e Palacio, che mette a segno una doppietta grazie anche a Guarin che, oltre a segnare il terzo gol, sforna i 2 assist per i gol dell’argentino.

Dieci vittorie consecutive esterne danno il termometro di una squadra che ha carattere e mentalità, ci rende orgogliosi, ma rimaniamo coi piedi per terra. Siamo contenti di aver portato a casa la qualificazione contro un ottimo Partizan, ora vorremmo arrivare in testa al girone per avere magari un accoppiamento più agevole” queste le parole del tecnico romano a fine gara.

Napoli: 3 punti e seconda vittoria per i partenopei nel girone F, dopo le due ultime brutte uscite contro PSV e Dnipro. Mazzarri schiera come al solito le riserve, lasciando tra i ‘titolari’ solo Aronica, Inler e, finalmente, Cavani. E’ proprio l’uruguaiano a portare in vantaggio i padroni di casa al 7′, insaccando con un destro all’interno dell’area. Dopo un paio di gol sbagliati clamorosamente la squadra abbassa la guardia, consentendo agli ucraini di salire in cattedra, prima pareggiando al 34′ con Fedetskiy e, successivamente, passare in vantaggio grazie al gol di Zozulya al 52′. Mazzarri sostituisce i fischiatissimi Vargas e Donadel con Hamsik e Insigne, inserendo, pochi minuti dopo, anche Pandev. Il gioco diventa più offensivo, Cavani prende per mano la squadra segnando tre gol in 15 minuti: 3 punti portati a casa e poker servito.

Ora, con questa vittoria, la classifica sorride a Mazzarri, che vede il Dnipro a 9 punti, il Napoli a 6, l’AIK e PSV a 4 punti.

Udinese: seconda sconfitta consecutiva in Europa per la squadra guidata da Guidolin, sempre contro lo Young Boys con 6 reti subite complessivamente. Un’ Udinese lenta e macchinosa già dai primi minuti, che va sotto al 27′ grazie al gol di Bobadilla. Poco prima dello scadere del primo tempo Di Natale sbaglia malamente un calcio di rigore, ma si riscatta al 47′ portando la squadra sul momentaneo 1-1. Nel secondo tempo, in meno di 10 minuti, gli svizzeri si portano sul 3-1, grazie anche alla prova negativa del portiere Brkic. A nulla serve il gol di Fabbrini al 83′, che lascia il risultato sul 2-3.

Una sconfitta che porta l’Udinese all’ultimo posto in classifica a 4 punti, la qualificazione ai sedicesimi sempre più lontana ed un alone di nervosismo intorno al mister che trapela nelle interviste post gara ” Mi risulta che all’ultimo posto ci siano anche Zenit e Manchester City, che spendono 40 milioni l’anno per un giocatore. Sapevamo che era una partita difficile. Abbiamo costruito tanto e quindi posso dire di essere orgoglioso di questo gruppo che ha dato tutto in campo. Il doppio confronto contro lo Young Boys è andato male, dobbiamo fargli i complimenti. Ma va anche detto che noi giochiamo ogni tre giorni. Quest’anno non ci è possibile fare ampio turnover, ma lamentarsi è inutile, dobbiamo convivere con questo momento”.

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