Anche il cielo ha pianto per te Gabriè….

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di Matteo Mansueti

Undici Novembre 2007. Me lo ricordo bene quel giorno. Freddo, cupo, uggioso. Proprio come ieri. Ero malato, febbre alta, mal di gola e malessere fisico dovuto alla stagione novembrina. Camino acceso si aspettava con ansia le ore 15 per vedere Inter – Lazio. L’Inter di Mancini viaggiava a spron battuto e la Lazio, nella sua modestia, quell’anno non era una squadra stratosferica, giaceva nel limbo di una classifica non esaltante. La speranza era quella di non far brutta figura, dico a mio padre: “certo che se oggi beccamo un punto è bono!” E lui mi risponde ” a si si ma lo vedi come stamo messi”? Intorno all’ora di pranzo arriva la notizia che mai nessuno voleva ascoltare. ” In un Autogrill di Arezzo è morto un tifoso laziale”. L’angoscia sale, penso al mio amico Andrea in viaggio verso Milano. Lo chiamo, ” Ahò hai sentito? stai bene? e lui ignaro di tutto cade dalle nuvole sconvolto da tutto ciò. Io mi chiudo, nel mio raffreddore continuo a dire non è possibile non è possibile. Arriva il nome, Gabriele Sandri, 27 anni. Gabbo Dj come tutti lo chiamavano, il dj del Piper Club, il dj della discoteca dove tanti della mia generazione sono cresciuti. La giornata è angosciante. Arrivano notizie frammentarie che non chiariscono cosa sia realmente successo in quel momento. Le nubi si addensano ancor di più, piove piove piove. Non vuole smettere , il maltempo fa da cornice ad una delle  giornate più brutte dell’ultimo decennio italiano. Passano cinque anni, il destino vuole che sia il giorno del derby. Proprio di 11 Novembre. Gabbo dj da lassù suona la sua melodia. I suoi bit arrivano sulla terra sotto forma di pioggia. I tuoni e i fulmini sono il rumore di bassi che inserisce nel suo ultimo mix. Ma nello stesso tempo quella pioggia rappresenta  il cielo che non accetta che tu non ci sia più. Si spegna la luce!  è il momento dove lanci lo stacco tra un pezzo e l’altro. Tutti ti acclamano, la curva Sud alza al cielo gli accendini, sembra quasi che ti stiano applaudendo e incitando di continuare a far sentire a tutti la tua musica. Le luci si riaccendono ma tu non ti fermi, nessuno riesce a dire basta! Ci saremmo fatti volentieri la doccia sotto quell’acquazzone come in uno spettacolare flash mob, il flash mod di Gabbo.  La pioggia continua a cadere fitta e battente, come se solcasse e scavasse il volto di tutti noi. Che sia pianto o che sia musica stavolta l’acqua ha un dolce sapere, ” il tuo sapore”. Il piccolo Gabriele indossa la maglia con impresso il tuo nome, fa il giro di campo ( encomiabile applauso di tutto lo stadio) mentre il cielo scatena la sua furia , papà Cristiano lo tiene in braccio, sembra dirgli ” stai tranquillo  quest’acqua non bagna e non fa male, è solo tuo zio che ci sta salutando”.

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