Punto Roma: un diluvio senza fine

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di Alberto Rossi

Continua a piovere in casa Roma. E non solo in occasione del derby di domenica pomeriggio. La squadra giallorossa rischia di essere travolta da un nubifragio in grado di portarla verso l’ennesima stagione anonima, priva di emozioni, di basi solide e di certezze. Verso la deriva. Perché è a tutto questo che il derby potrebbe portare se non si cambia subito rotta, se non si trova una scossa forte, se necessario anche dolorosa, che dia una svolta netta a questa stagione che sta riservando molte frustrazioni alla tifoseria. La sconfitta contro la Lazio, oltre ad essere l’ennesima partita persa subendo almeno tre gol (inquietante come la Roma si confermi sempre più la peggior difesa del campionato), ha mostrato una volta per tutte i tanti limiti tecnici, e soprattutto caratteriali, di questa squadra, da ricondurre a diversi giocatori. Inaccettabile per i tifosi vedere come la propria squadra, che in una partita chiave come il derby, regali la bellezza di tre gol su tre agli avversari. In ogni gol c’è un errore grave di almeno un singolo, fattore che si ripete ormai troppo spesso. E poi c’è Zeman, destinato (e condannato)  sempre ad essere protagonista nel bene e nel male. Ultimamente, però, che sia per colpe sue o di altri, è spesso protagonista nel male. Troppi errori nel disporre la formazione iniziale (inspiegabile l’improvviso passo indietro sul ruolo di De Rossi), nelle sostituzioni e nell’ostinazione a voler continuare con un modulo e con un tipo di gioco che tardano a portare risultati soddisfacenti dopo 12 giornate. Troppe.

Luci: nel vero senso della parola, le uniche sono arrivate dai tifosi della Curva Sud, autori di una spontanea scenografia ricca di accendini e cellulari per illuminare l’Olimpico coinvolto da un black out di pochi secondi. La bellezza e la genuinità, marchi di fabbrica di questa tifoseria, principale vittima di questa stagione. In campo, invece, il buon finale di gara disputato da Pjanic dovrebbe far riflettere.

Ombre: la papera di Goicoechea, l’assist di Piris a Mauri, l’assente reattività di Balzaretti e Marquinhos sul gol di Klose, gareggiano per essere, tra i tanti errori della squadra, la copertina negativa del momento della Roma. Ma, forse, la gara la vince la pesantissima espulsione di De Rossi su cui, probabilmente, non c’è più bisogno di dare ulteriori commenti.

Quello che verrà: dopo un derby perso servirà una reazione più forte del solito per poter rialzarsi. E’ ora di cominciare a pensare che sia arrivato il momento di mettere da parte filosofie, idee e utopie per lasciar spazio a risultati, punti, vittorie e carattere. In una parola, concretezza. E tutto ciò si deve raggiungere con qualunque rimedio, anche se dovesse essere doloroso e rappresentare la fine di un sogno di un calcio diverso…

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