Incastro violento. L’editoriale di Michele Plastino

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Mi permetto di analizzare l’indegno episodio di Campo di fiori. E’un fatto che merita un approfondimento oltre la dura cronaca. Cerchiamo di riflettere senza pregiudizi alla ricerca anche di verità scomode. La prima cosa che balza all’occhio è l’immediata condanna di tifosi laziali. Perché? La prima risposta facile sta nella concomitanza della partita con gli Spurs, la seconda,più amara, sta nel passato della tifoseria laziale. Questa è la vera sconfitta di chi è laziale civile: l’essere sempre accostato al nazismo, al razzismo. Di chi sono le colpe? a) La tolleranza goliardica di altri tifosi, della stampa e dei comunicatori quando crebbe il proselitismo nazi fascista in curva. Questo silenzio omertoso diede potere al teppismo organizzato. b) I politici che si divisero in interessati ad avere elettori in massa e dall’altra parte assoluto snobismo del problema con consegna del territorio-stadio.c) la società, che in un primo momento si servì degli ultrà nel momento dell’acquisizione (ricorderete l’affluenza all’agenzia delle entrate e l’acquisto di Di Canio) per poi distaccarsi fino al punto di denunciare e mandare in carcere i capi. In quella fase avevo tentato un avvicinamento dando risalto ad alcune iniziative sociali nella speranza poi realizzata dell’abbandono di cori e striscioni anti semiti e razzisti in genere. I miei contatti erano Fabrizio Toffolo e Paolo Arcivieri, ma nel momento della loro detenzione mi schierai con tutte e quattro, perché sinceramente non credevo a quelle imputazioni e tutto bloccava un percorso di rivoluzione culturale nella curva. d) Le operazioni di intelligence che non potevano scaturire solo da delazioni. Ora la situazione è oltremodo complicata. La curva laziale non è responsabile di quello che è accaduto. In questi momenti soprattutto i capi non hanno motivi ne interessi a creare disagi alla società con cui ormai hanno ripreso stretti contatti. Lotito ha dato il giusto risalto alla commemorazione di Gabbo e poi ha invitato Gascoigne oltre ad avere concesso il famoso Terzo tempo, gestito dalla stessa curva. Di contro non ci sono più cori di contestazione nei suoi confronti, ne può essere nelle loro intenzioni metterlo a disagio con manifestazioni razziste, che lederebbero la sua immagine. Per questo il presidente si è affrettato a difenderli, immediatamente, come mai aveva fatto. Peccato per loro, però, che non sempre si organizza l’istinto e cosi è partito quell’orrendo “juden Tottenham”, quasi un’autoaccusa per i fatti del giorno prima. La cosa più incredibile è che ritengo che non sia vero, ma quel coro voleva solo essere un sottoculturale simbolo di solidarietà e appartenenza cogli aggressori. Il branco ha chiaramente matrice nazista, ne bisogna confondere il terribile e disumano antisemitismo con le critiche al governo israeliano. Uno è un atteggiamento razzista, l’altro una opinione politica. Confondere il dramma dei Palestinesi con l’olocausto è un ignobile falso storico e culturale. Mi auguro che la Lazio, oltre alle difese d’ufficio, sia promotrice forte e dichiarata della lotta al razzismo e all’antisemitismo, che tra l’altro coinvolge tanti concittadini romani. E Lotito non ripeta errori, magari di sola superficialità, come quando si presentò alla cena del presidente iraniano e che prenda, invece, una posizione netta, costi quel che costi. Io sarò al suo fianco, anche se conta poco. Forse per l’unica volta. Ma anche i tifosi, tutti, prendano posizioni nette, da diffondere nel mondo, per evitare che il pregiudizio,come questa volta, ancora una volta vinca. E alla comunità ebraica vada il mio abbraccio, soprattutto ai romanisti, che mai, avrebbero pensato che i primi due arrestati fossero giallorossi. Da sempre la Roma è stata nei loro cuori. Si consolino, come sempre ho fatto io. Il razzismo non ha colori. E, infatti, ogni momento arriva notizia che tra quei delinquenti ci sono tifosi di varie squadre. In realtà sono tifosi solo del male.

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  1. Ciao Michele speravo che scrivessi su questo argomento, condivido pienamente la tua analisi, io sono uno di quei tifosi laziali stanco di essere abbinato a certe persone che nulla c’entrano con lo sport, purtroppo siamo in un paese che “tollera certi comportamenti inaccettabili” che danneggiano anche il nostro paese, avendo il calcio tanta visibilità. Ti saluto con una domanda/battuta, siamo noi laziali ormai condannati ad essere conosciuti come i nazisti dell’Illinois, odiati da tutti, come nel film Blues Brothers?
    Saluti Enrico

  2. Caro Michele, devo purtroppo constatare che quando si tratta di dare sfoggio di imbecillità e razzismo a Roma non siamo secondi a nessuno. Mi dissocio fortemente con l’idea che tali atti abbiano a che fare con il calcio, anche se i responsabili vestono magliette di Roma, Lazio o altro. E’ fuorviante; il tifoso vero è quello che magari sfotte l’avversario, a parole, ma poi fuori del mondo-calcio torna ad essere il cittadino rispettoso delle idee altrui.
    Queste etichette, che ormai da molti anni vengono affibbiate dalla stampa e televisione è tempo di rimuoverle! E ai tifosi, i gruppi in particolare, dico: DISSOCIATEVI UFFICIALMENTE DA CHI VUOLE ATTRIBUIRVI COLPE CHE NON AVETE, E ALLONTANATE DEFINITIVAMENTE CHI AL VOSTRO INTERNO SI DOVESSE MACCHIARE DI REATI PUNIBILI DALLA LEGGE.

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