Archivio mensile:dicembre 2012

Lazio, Tare in Inghilterra per convincere Frank Lampard

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La Lazio cerca il colpaccio di mercato. Ighli Tare è volato in Inghilterra per cercare di convincere Frank Lampard a trasferirsi alla Lazio già nel mercato di Gennaio. Il centrocampista inglese è in scadenza di contratto, e sulle sue tracce di sono club Russi e Cinesi che sono pronti ad accaparrarselo. L’offerta della Lazio si aggirerebbe intorno ai 2,5 milioni netti per tre anni, molto simile a ciò che percepisce già Miroslav Klose.

Tare nei prossimi giorni incontrerà di nuovo l’entourage del calciatore per cercare una soluzione per chiudere l’affare, che consentirebbe a Lampard (a segno con una doppietta nell’ultima di campionato in casa dell’Everton) di rimanere in un calcio di alto livello, per puntare ai prossimi mondiali. Altrove guadagnerebbe di più, a andrebbe a finire in un calcio sicuramente meno prestigioso.

Everton v Chelsea - Premier League

Redazione Social Football

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Fair-play finanziario, tempo di bilanci

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di Marco Marini

La Uefa incomincia a fare sul serio. A pochi giorni dal 31 Dicembre sono arrivate le prime sentenze da parte del collegio consultivo della Commissione per il controllo finanziario dei club del massimo organo sportivo europeo. Otto società su nove prese in esame sono state sanzionate. Le squadre in questione per cui è scattato il procedimento dell’esclusione dalle Coppe Europe sono Malaga, Hajduk Spalato, Rapid Bucarest, Osijek, Dinamo Bucarest e Partizan Belgrado. Le altre due coinvolte, Vojvodina e l’Arsenal Kiev, sono state punite solo con un ammenda, rispettivamente, di 10 mila e 75 mila euro. D’altronde il bilancio è una realtà che le società calcistiche non possono far finta che non esista. E ancor di più adesso, dal momento che la Uefa sta effettuando controlli a tappeto riguardo le gestioni societarie della stagione 2011-2012. I punti su cui le società sono e verranno monitorate, a detta di Michel Platini, sono l’eventuale presenza di debiti, la fornitura di informazioni finanziarie e l’obbligo del pareggio di bilancio. Chi non rispetterà questi parametri verrà sanzionato.

L’idea di fair play finanziario nasce dal fatto che le disparità tra le società, nel calcio moderno, sono sempre più spesso dovute a un fattore economico piuttosto che a uno sportivo. Infatti, con questo termine si indica un progetto tramite il quale si  vogliono estinguere i debiti contratti dalle società calcistiche inducendole a un auto-sostentamento finanziario.

Le società italiane, per il momento, come Napoli, Lazio e Udinese riescono ad avere dei buoni introiti e a chiudere sempre l’anno in positivo. La Juventus, sebbene in rosso, si trova in una situazione abbastanza rassicurante. Così come quella del Milan che dovrebbe ripianare il deficit grazie alle cessioni illustri. Decisamente negativo è il bilancio dell’Inter con un bilancio in negativo di 77 milioni di euro così come quello della Roma, in rosso di 58,4 milioni di euro. Leggermente migliore il bilancio della Fiorentina che, grazie al finanziamento di 15 milioni da parte dei Della Valle, è riuscita a diminuire il deficit del 2011, attestatosi sui 32,5 milioni.

In Europa, nei primi mesi del 2012, sono state controllate le società calcistiche ed i dati hanno attestato che il debito si aggira intorno a 1,5 miliardi di euro. Inoltre è stato notato che il 75% delle società non riesce ad avere un bilancio in parità. Sono moltissime quelle indebitate. Il Manchester City ha concluso il 2011 con una perdita di 225 milioni di euro. Tra le squadre inglesi anche Chelsea, il Manchester United ed il Liverpool si trovano con il bilancio in passivo. In Spagna il Barcellona ha un indebitamento di 98 milioni di euro mentre il Valencia si trova in passivo di 260 milioni di euro.

Ma c’è già chi ritiene che sia una provvedimento che non verrà applicato ugualmente a tutte le squadre e che verranno fatti eventuali “trattamenti di favore”. Questa è la preoccupazione di Karl-Heinze Rummenigge. All’ex campione tedesco non è passato inosservato il contratto sottoscritto dal Paris Saint Germain con la Qatar Tourism Authority, azienda responsabile delle attività turistiche del Paese la cui promozione spetterà alla squadra francese. Un accordo che offrirà la possibilità alla società transalpina di intascare già da questa stagione ben 150 milioni che gli consentirebbero di coprire quasi tutto il monte ingaggi. Ciò che turba maggiormente il presidente del Bayern Monaco è che il Paris Saint Germain, con questo meccanismo, aggirerebbe le regole del fair-play finanziario. In merito a ciò, infatti, ha dichiarato di “osservare questa situazione con grande interesse e con altrettanta preoccupazione” confidando nel fatto che “la Uefa faccia chiarezza”. Dello stesso parere è anche Hans Watzke, amministratore delegato del Borussia Dortmund, il quale ha sottolineato il fatto che “bisogna stare attenti al mercato delle  sponsorizzazioni”.

Per questo motivo, infatti, bisogna vigilare con ancor più attenzione perché molti club, soprattutto quelli legati agli sceicchi, potrebbero aggirare l’ostacolo con sponsorizzazioni milionarie. Ciò significherebbe, quindi, addio fair-play finanziario.

Il Sunderland caccia 38 tifosi

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Il modello inglese. In Italia non si parla d’altro. La bellezza degli stadi, la facilità di raggiungerli, l’aria di tranquillità che si respira ad ogni partita.

In molti, però, dimenticano la rigidità ed il potere che hanno le società sui propri tifosi.  Dal divieto di fumare alle curve senza vessilli o bandiere da sventolare. Ma alcune imposizioni non si fermano qua. Basta chiedere a quei 38 tifosi del Sunderland che, durante il match di mercoledì vinto per 1-0 sul Manchester City, sono stati allontanati dalla tribuna rei di essere rimasti troppo tempo in piedi, ostacolando la visuale agli altri spettatori. Il rischio, ora, è quello di vedersi annullare anche l’abbonamento.

Alla base della decisione c’è, naturalmente, un problema di sicurezza, visto che in questa stagione gli episodi di scontri tra tifosi e steward sono stati superiori agli anni passati. “Non vogliamo rovinare la partita a nessuno, ma abbiamo obblighi di legge oltre alla preoccupazione che disabili e anziani ci hanno comunicato riguardo i tifosi più scalmanati”. Queste le parole del capo della sicurezza del club.

Chissà se anche in Italia questa decisione sarebbe stata accetta senza le solite polemiche che seguono ogni minimo evento.

Redazione Social Football

 

 

Punto Premier League: lo United sale a +7, Benitez punta il City

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di Marco Mottini

Anche sotto le feste di Natale la Premier non si ferma, ed il giorno di S. Stefano va in scena il classico Boxing Day.

Il match su cui sono puntati i riflettori di questa 19° giornata è quello tra United e Newcastle, con la squadra di Ferguson pronta a rilanciarsi dopo lo stop avvenuto domenica scorsa contro lo Swansea. Partita esaltante conclusasi sul 4-3, con i Magpies pronti a ribaltare il risultato tre volte ma, proprio allo scadere, obbligati ad inginocchiarsi quando il Chicharito sigla il quarto gol regalando i 3 punti ai Red Devils. 15° vittoria in campionato, + 7 sui rivali del City, ma una partita che ha evidenziato i grossi problemi difensivi che più volte si sono visti nell’arco della stagione.

Panettone indigesto, invece, per Mancini. In casa del Sunderland i citizens provano da subito a mettere sui binari giusti la partita, prendendo in mano il possesso del gioco ma non riuscendo quasi mai a superare il muro difensivo dei black cats. Ad inizio ripresa le carte in tavola cambiano, e proprio l’ex Johnson porta in vantaggio il Sunderland con un sinistro a giro che supera un Hart posizionato malissimo. 1-0 che rimarrà invariato fino al fischio finale, con le proteste del City per un fallo subito da Zabaleta proprio in occasione del gol.

Il Manchester, oltre ad allontanarsi dal primo posto, comincia a guardarsi le spalle. Il Chelsea, con una partita ancora da giocare, grazie alla vittoria per 1-0 sul Norwich firmata Mata, si porta a soli 4 punti dal secondo posto. Dopo l’8-0 rifilato all’Aston Villa la settimana scorsa, questi 3 punti fanno respirare Benitez, che sembra essersi messo alle spalle la brutta figura rimediata al Mondiale per Club, iniziando a trovare una quadratura che non si vedeva da tempo.

Le inseguitrici dei blues, Everton e Tottenham, non sembrano voler mollare. La squadra di Liverpool, autentica rivelazione del campionato, vince in casa 2-1 contro il Wigan, mantendo l’imbattibilità casalinga. Per il Tottenham tutto facile contro i villans: dopo un primo tempo chiuso a reti bianche, nella ripresa sale in cattedra Bale, firmando il primo hat-trick in Premier League e prendendosi le  copertine dei giornali del giorno dopo. 4-0 e 12° gol incassato in due partite dall’ Aston Villa.

Giornata negativa per Liverpool e QPR. I Reds, caduti sul campo dello Stoke City per 3-1, salutano già a metà stagione il treno Champions, mentre i londinesi accusano l’ennesimo colpo perdendo 1-2 contro il WBA, tornando ultimi in classifica insieme al Reading.

L’atteso derby di Londra tra Arsenal e West Ham, invece, è stato rinviato a causa dello sciopero dei conduttori della metropolitana, come protesta per il mancato accordo sui compensi nei giorni festivi. Il march verrà probabilmente recuperato a fine Gennaio.

Risultati:

Everton-Wigan: 2-1

Fulham-Southampton: 1-1

Manchester United-Newcastle: 4-3

Norwich-Chelsea: 0-1

Reading-Swansea: 0-0

Sunderland-Manchester City: 1-0

QPR-West Bromwich: 1-2

Aston Villa-Tottenham: 0-4

Stoke City-Liverpool: 3-1

Classifica:

Manchester United 46, Manchester City 39, Chelsea 35*, Tottenham 33, Everton 33, West Bromwich 33, Arsenal 30*, Stoke City 28, Swansea 25, Liverpool 25, Norwich 25, West Ham 23*, Sunderland 22, Fulham 21, Newcastle 20, Aston Villa 18, Southampton 16*, Wigan 15, Reading 10,QPR 10.

* una partita in meno

Il Cagliari chiede aiuto: “siamo sull’orlo del fallimento”

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E’ un autentico grido di aiuto quello lanciato dal d.g. del Cagliari Marroccu. Queste le parole rilasciate oggi ai microfoni di Sky.

“Il Cagliari, che non ha mai chiesto contributi, ha speso 10 milioni per l’acquisto dei terreni di Elmas, dove fare lo stadio. Investimento perso. Altri 8 milioni sono stati messi per lo stadio a Quartu, un impianto dove però non possiamo ancora giocare. E poi c’è stato il pignoramento da parte del Comune di Cagliari di circa 2 milioni e mezzo, pignoramento effettuato in Lega per presunti debiti non saldati, relativi agli anni 80 e 90. A questo si deve aggiungere che nel mercato estivo, tra acquisti e riscatti, abbiamo chiuso con un saldo negativo di 10 milioni. E poi da sempre portiamo in giro il marchio della Sardegna, ma alle nostre richieste, non abbiamo avuto risposte dalla regione, per i contributi delle ultime due stagioni (circa 6 milioni). Ci sentiamo abbandonati e ci dobbiamo difendere soprattutto da chi, invece, dovrebbe sostenerci. Con la Juve abbiamo ricevuto lo schiaffo più grande. Ci siamo ritrovati a giocare la partita più importante, dal punto di vista degli incassi e dal punto di vista tecnico, in casa del nemico. Il Cagliari era e resta una società sana. Ma dopo tanti investimenti, ultimo Is Arenas, ci si ritrova con un pugno di mosche. Il mio è un grido di allarme, perché il presidente ha terminato le energie per combattere i mulini a vento e ci rendiamo conto che le battaglie più dure sono quelle da fare in casa nostra. La società continua a non aver debito, ma per la prima volta è in difficoltà per il pagamento degli stipendi. 

Redazione Social Football