El Shaarawy, Destro, Insigne e (Tachtsidis..) vs. Ibra, Lavezzi, Thiago Silva (e De Rossi..) Crisi o opportunità? L’editoriale dell’Ispirato di Goal di Notte

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el sha

di Luca Labricciosa

Ormai per tutti, ma solo da quando si sono finalmente palesate sole tre squadre che partecipano alla Champions League, il nostro calcio gravita in una crisi nera senza alcuna vi d’uscita.
Sono invece moltissimi anni che nel Belpaese si gioca un calcio deficitario e che, in virtù di ciò, non facciamo che prendere schiaffoni in Europa che ci hanno portati ad essere fuori dalla ristretta cerchia dei primi tre campionati del vecchio continente.
Quella che per tutti è crisi, per noi deve configurarsi come opportunità di rinascita: Galliani, adesso, non fa che ricordare che la cessione di Ibraimovic ha spalancato la fiducia alla crescita di El Shaarawy; alla Roma è iniziata la “rivoluzione culturale”, basata su allenatori che diano fiducia e facciano crescere giovani come Lamela e Destro; a Napoli si lascia andar via el Pocho sostituendolo con Insigne e magari si preferisce Edù Vargas al Lucarelli di turno.
Sicuramente non avere più i soldi per strappare ai maggiori campionati i loro assi più affermati non ci rende più forti, ma il mercato è globale e di ragazzi bravi ne è pieno il mondo, basta saper insegnare e sviluppare un gioco che riesca a sfruttarne al meglio le qualità tecniche ed atletiche, saperli aspettare senza massacrarli (Guidolin docet, i giovani non vanno aspettati solo ad inizio e fine stagione..), senza qualche “vecchio” che dalla panchina metta pressione su di loro.
Il risultato è che erano anni che non vedevamo un tale fermento di giovani attaccanti per la nostra nazionale, che non c’era un travaso così consistente e immediato tra Under 21 e Nazionale A (anche avere Prandelli in panchina al posto dell’ultimo Lippi e Trapattoni aiuta..).
Destro ormai era già una mezza sòla, incompatibile con Totti e Osvaldo, destinato a vivere all’ombra del campionissimo Lamela (che era a sua volta una pippa pagata troppo fino a due mesi prima) e invece il boemo non la pensava così..
Continua a non pensarla così neanche su Tachtsidis.
Per la prima volta contro il Siena ne ho intravisto anch’io le qualità: per dirla come Michele Plastino, passa tutto per i suoi piedi, perlomeno nel primo tempo, anche se la Roma vince senza di lui in campo, come del resto lo stesso De Rossi, quindi i due registi sono entrambi inutili o addirittura nocivi ai giallorossi?
Se rimanessimo all’interno di un gretto opinionismo all’italiana e analizzassimo i capitolini solo in virtù degli ultimi tre risultati potremmo dire di sì.. ma se invece teniamo conto che forse tra Pescara e Torino zemanlandia ha sciorinato le sue prestazioni più deficitarie incamerando però sei punti e che ciò nel nostro calcio avviene spesso nel breve periodo, inficiando tuttavia analisi di lungo periodo..
Che cavolo sto dicendo?
Il maestro italico (Sacchi) diceva: “Vittorie che confondono e sconfitte che chiariscono”.
Zeman è stato giustamente critico (per la prima volta) dopo la prestazione di Pescara perché sa che quel tipo di vittoria non deve per l’appunto “confondere”, sa che si può non prendere per due partite di fila e rendersi che può corrispondere più ad una contingenza che ad una effettiva crescita della squadra, il boemo si rende ben conto che bisogna saper ripartire da questi per ricostruire la convinzioni di poterli continuare a fare con altre prestazioni e probabilmente con uno (o tutti e due) tra Tachtsidis e De Rossi in campo.
Sembrano non fare eccessivamente notizia le clamorose sviste arbitrali della domenica: una Lazio bellissima contro l’Udinese sembra aver avuto molta fortuna arbitrale contro il Parma, forse un fallo da rigore su Gonzalo in Fiore-Samp e chissà quant’altro..
Il fatto grave, a nostro avviso, è invece il gol di El Shaarawy che ha la stessa inconcepibilità di quello di Klose alla Fiorentina quando militava con la maglia del Bayern Monaco..
Siamo sempre molto indulgenti con gli occhi umani (bisogna aumentare, non il numero di arbitri e assistenti), lo siamo meno quando un giocatore contende un pallone all’ultimo difensore avversario e lo tocca mandandolo in avanti ad un proprio compagno che quindi è più avanti di lui e quindi matematicamente più avanti rispetto al difensore avversario.
Mettiamola così: difficilmente al Catania capiterà di segnare contro Milan e Juve i gol incassati da loro..

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