Lettera a Blatter, ma non solo…

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Sepp Blatter

di Fabiano Di Stefano

“La violenza è un problema di tutta la società e per questo può verificarsi anche sui campi di calcio. Ma questo sport è una forza del bene anche grazie all’esempio e agli sforzi di persone come Richard Nieuwenhuizen”.

Cosi ha commentato il presidente della FIFA Sepp Blatter in seguito alla brutale uccisione del guardalinee olandese massacrato a calci e pugni da tre baby calciatori del Nieuw Sloten. E’ sicuramente palese il fatto che nella società odierna sia radicata una percentuale piuttosto alta di violenza, ma possiamo dire con certezza che il manifestarsi di quest’ultima nel calcio sia una conseguenza così ovvia e inevitabile proprio come sostiene Blatter?

Probabilmente è una spiegazione troppo semplicistica poiché molti di noi,appassionatissimi di calcio, avranno notato come,negli altri sport, questo fenomeno sia molto meno diffuso.

In questo discorso gioca un ruolo fondamentale il fatto che il calcio sia uno degli sport più praticati al mondo e quindi un fenomeno di massa di enormi proporzioni,ma ascoltare certe cose è comunque inammissibile. Andando a memoria si possono citare decine di accadimenti sconcertanti senza precedenti: tifosi uccisi da altri tifosi o ancora peggio da agenti di polizia, stragi come quelle dell’Heysel, tutori della legge uccisi durante una partita di calcio, enormi risse finite addirittura con un bilancio da bollettino di guerra come quello che è successo qualche mese fa al termine di una partita del campionato egiziano tra Al-Masry e Al-Alhy dove le autorità nordafricane hanno contato ben 73 morti e 200 feriti, striscioni con scritte imbarazzanti che inneggiano a criminali storici o offendono i morti.

Oppure, ultimo in ordine di tempo ma non di importanza, quello che si è verificato a Roma qualche settimana fa, quando un gruppo di tifosi del Tottenham sbarcati nella capitale per assistere alla gara di Europa League contro la Lazio, sono stati vittima di un vero e proprio agguato a seguito del quale ci sono stati feriti gravi e sono stati arrestati due tifosi romanisti.

Questo quadro è imbarazzante, di certo non si deve pensare che questo sport faccia schifo nella sua interezza come spesso si può ascoltare da alcuni echi perbenisti, non si può eliminare o renderlo un fenomeno per pochi perché sarebbe la sconfitta di tutti quelli come voi, lettori del Social Football, in cui arde dentro il fuoco della passione e l’amore limpido per il calcio. Ma non si può, e non si deve, nascondere la testa sotto la sabbia o girarsi dall’altra parte, non si possono cercare alibi e giustificazioni, ma prendere atto che qualcosa sta cambiando, sopratutto in Italia, e che quelli che si verificano non sono più episodi circoscritti e casuali, ma trovano sempre riscontri inquietanti. Ad esempio più di qualcuno ha sostenuto che il raid di Roma fosse un episodio totalmente estraneo al calcio e sopratutto alle squadre di calcio della città, è chiaro che le società in se o la maggioranza della tifoseria non centrino nulla, però se si va a guardare a fondo si possono notare diverse affinità con le tifoserie organizzare romane per esempio su uno dei due tifosi arrestati pende un daspo, ciò significa che ogni tanto dalle parti dell’Olimpico e di altri stadi andava e come e inoltre il giorno dell’incontro tra Lazio e Tottenham si sono alzati da una parte della curva laziale cori poco edificanti nei confronti degli inglesi e delle loro origini religiose. Ciò non implica il fatto che gli stessi la sera prima erano presenti in quel pub ma sicuramente lega i due episodi dal punto di vista ideologico esplicitando come in certi settori dello stadio sia sempre più presente l’odio razziale e la sottocultura politica; a quanto detto non manca la riprova, infatti pochi giorni dopo il raid contro i tifosi del Tottenham si poteva leggere ovunque la notizia che durante il derby Tottenham-West Ham alcuni tifosi del West Ham hanno passato gran parte della partita inneggiando e ringraziando gli pseudo-tifosi romani per aver “fatto giustizia” nei confronti dei rivali cittadini, rei, secondo le loro ottuse menti, di far parte della comunità ebraica di Londra, sembra anche essersi elevato un pesante coro antisemita e filonazista che diceva: ”Hitler sta venendo a prendervi”.

Parlare di queste cose e rendere accessibile a tutti le notizie in tutti i loro dettagli è importante non solo per smuovere le coscienze ma sopratutto per far prendere atto che questo sport ha bisogno di una ventata di aria fresca e pulita e non di esaltati estremisti ne tanto meno di improbabili reticenze o cecità interessate.

Per poter tornare a dire un giorno che “questo sport è una forza del bene”.

 

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