Proseguono le tappe di “Non fare autogol”

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È questo il nome dell’iniziativa promossa  dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), con l’intento di sensibilizzare e formare i giovani rispetto ai fattori che maggiormente portano a rischio oncologico. L’organizzazione ha deciso di avvalersi del gioco del calcio,come mezzo per veicolare e trasmettere , all’ interno delle scuole,  quei valori e messaggi di salute che possono evitare condotte pericolose negli adolescenti, quali ad esempio un’alimentazione scorretta, un’attività fisica non adeguata, l’uso di alcool, fumo, ed una sessualità non protetta, ma anche un’ esposizione alle lampade solari e il doping.

La terza edizione del progetto sarà scandita da venti tappe in sedici città diverse. Sono stati invitati a prenderne parte, al fianco degli oncologi, i calciatori più importanti di tutte le squadre di serie A, tra cui Nocerino, Diamanti, Peluso, Zaccardo, Pellissier e Rolando Bianchi, capitano del Granada, che proprio ieri ha partecipato alla sesta tappa tenutasi nella città di Torino.

Certamente il calcio è un fenomeno ludico, una passione, un passatempo, tra gli adolescenti e i non, ma in questo caso può divenire concretamente lo strumento potente attraverso cui attuare una campagna di educazione e prevenzione dal cancro.

Redazione Social Football

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