Bohemian Rhapsody. Il punto settimanale dell’Ispirato di Goal di Notte

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di Luca Labricciosa

Lo spartito di zemanlandia, dopo l’ennesimo sorprendente risultato, è sempre più indecifrabile per chi non sa se decantarne le lodi.

C’era una volta uno scudetto giallorosso vinto dai capitolini durante le amichevoli estive, al quale seguirono poi i mugugni di Roma-Catania, immediatamente soppressi dalla vittoriosa trasferta milanese (sponda Inter); da lì, la sconfitta col Bologna “ma la squadra ha giocato bene”, il pareggio con la Samp “ma è tutta colpa di Stek”, la grandine di Torino e “staremmo retrocedendo se non fosse per tavolino”, “il calcio di Zeman è superato, tutti gli allenatori conoscono le contromosse da adottare, il boemo perde i derby, ma uno che giocava fino all’anno scorso in Serie B può fare il titolare al posto di De Rossi? Guarda che bel calcio la Fiorentina, non ci potevamo tenere Montella? Perché non abbiamo ripreso Montella?” Ed ora, con una ciclicità affatto rapsodica, la Roma può pensare allo scudetto?

Si dice spesso che i giudizi nell’opinionismo alla romana manchino di equilibrio, noi pensiamo invece che si debbano avere doti funamboliche non indifferenti per riuscire a barcamenarsi con tale abilità tra tesi così contrastanti in tali striminziti lassi di tempo (vedi articoli: “gli opinionisti della classifica e dei risultati” e “I love Radio Radio”).

La bella prestazione dei giallorossi ha consentito al boemo di non attaccarsi agli arbitri questa volta (Olivera andava espulso nel primo tempo, gol ingiustamente annullato a Marquinhos) e di vincere nonostante i torti subiti.

Avevamo detto che Burdisso poteva rivelarsi fondamentale per la sua esperienza, non lo riconfermiamo: Castan e Marquinhos ci sono piaciuti molto ed è probabile che abbia ragione Zdenek a puntare su di loro, anche perché la Roma un paio di gol forse li avrebbe incassati a prescindere e a questo punto è forse il caso di far crescere questi due ragazzi di qualità insieme.

Totti sciorina una bella prestazione risultando decisivo (anche Viviano a dire il vero..), Destro è l’unico che non segna, ma che per noi rimane quello che ha potenzialità per essere il più forte di tutti là davanti: per come protegge palla, per la traversa che spacca di testa, per tutti i gol che oggi si mangia e che secondo noi un giorno segnerà.

A centrocampo perseveriamo nell’idea Marquinho, anche se titolare non lo vedremo mai, continua a non dispiacerci Tachtsidis e ci è piaciuta anche la gestione del cambio con De Rossi, che tuttavia non può certo rimanere a Roma per fare la riserva..

La Fiore dal canto suo, con il suo splendido calcio orizzontale perde una battaglia, ma la guerra per la conquista di Champions e Europa League è ancora lunghissima.. forse la sconfitta è coincisa con i primi errori visibili di Montella: El Hamdaoui e Matìas Fernandez, subentrati nel secondo tempo, avrebbero forse meritato di scendere in campo da titolari.

Strama Inter Stra-amala: a noi piace il tecnico nerazzurro, ci piace forse la sua presunta spocchia, ci piace di sicuro la sua capacità di preparare le partite importanti, i Derby prima, la vittoria a Torino poi ed ora il 2-1 inflitto al Napoli, facendo anche il primo gol su schemino (quello è un gol dell’allenatore..), Cambiasso all’occorrenza fa il centrale di difesa, Guarìn sarebbe stato rispedito al mittente, bollato come oggetto misterioso dal Ranieri di turno, e invece è uno dei giocatori in assoluto più forti del nostro campionato, a ciò vanno sommate le crescite dei vari Nagatomo, Juan, Ranocchia e Handanovic che fanno ben sperare per il futuro, ma danno tanto ai nerazzuri anche nel presente.

Al Napoli non si può rimproverare molto, o quantomeno troppo, se consideriamo che quest’organico, per i livelli in cui si ripromette di competere, è molto migliorabile quasi in ogni suo ruolo.

A volte, quando si affrontano trasferte difficili, ci sta di perdere in un campionato in ripresa di competitività quale speriamo sia il nostro, quello che i Mazzarriani non devono assolutamente fare è smettere di crederci e steccare le prossime partite, i conti si faranno alla fine.

Immobile torna a Pescara, e come il boemo prima di lui, incassa una standing ovation meritatissima  per quanto fatto l’anno scorso.

Del Neri invece incassa due pappine e duecento gradi su una panchina che adesso diventa rovente, probabilmente troppo affinché il tecnico ex clivense possa sedervisi di nuovo.

Il Cagliari gioca anche bene, ma perde grazie al gol di un Paloschi che sembra finalmente avere da Corini la fiducia che sta strameritando.

Il Siena continua a sgonfiarsi nei secondi tempi sotto i colpi di un ritrovato Bergessio, mentre El Shaarawy continua a segnare e il Milan a vincere grazie a sviste arbitrali esclusivamente a suo favore.

La Juve continua a fare l’andatura scudetto senza i gol dei suoi attaccanti e Quagliarella continua a guardare i suoi colleghi giocare e non segnare dalla panchina.

I bianconeri assicurano che questo si chiama turn over, in attesa, ovviamente, di prendere un top player che non si possono permettere o, più probabilmente, una qualche mezza pippa, che avrà la fiducia che non è mai stata accordata al bomber di Castellamare di Stabia.

E così a Torino, anche se le casse saranno immotivatamente un po’ più vuote, alla fine vivranno felici e CONTEnti..

 

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