Punto Napoli: prova d’orgoglio ma non basta, sconfitta a San Siro

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di Carmine Guarino

La partita per gli uomini di Mazzarri comincia malissimo. Sono passati solo otto minuti quando Guarin, sfruttando un ottimo schema da calcio d’angolo, batte De Sanctis e porta l’Inter in vantaggio. A questo punto la squadra di Stramaccioni bada più a difendersi, stando anche in dieci dietro la linea del pallone, e per il Napoli si fa dura. I partenopei pur facendo fatica a centrocampo, con un Inler sottotono, tengono il pallino del gioco ed impensieriscono l’Inter sopratutto quando Cavani esce dall’aria e permette gli inserimenti di Hamsik ed Insigne. I nerazzurri del primo tempo, però, sono squadra cinica e letale, il che si traduce nel 2-0 di Milito, imbeccato ancora da un impressionante Guarin. Mazzarri decide di giocarsi il tutto per tutto: lascia Gamberini negli spogliatoi, mette Pandev in campo e sistema la squadra con un inedito 4-3-3. La mossa funziona immediatamente. Al 55′ Cavani è il più lesto a risolvere una confusa mischia in aria e ad accorciare le distanze. Il Napoli ora trova più spazio soprattutto con Insigne che, partendo da sinistra, taglia il campo e va spesso alla conclusione. Le squadre si allungano, il centrocampo è puntualmente saltato e le occasioni fioccano da un lato e dall’altro. Gli azzurri vanno vicini al pareggio numerose volte, l’Inter rischia di riallungare e chiudere il match, ma alla fine non succede niente: la partita finisce sul 2-1 per la truppa di Stramaccioni. Il Napoli nonostante una prova di carattere, con qualche lampo di bel gioco, esce sconfitto da San Siro e in un solo colpo perde il secondo posto e vede la Juve scappare di nuovo a più cinque. L’impressione è che a mancare di più sia stata un po’ di qualità nella zona mediana del campo, necessaria per affrontare squadre attente e chiuse, come l’Inter vista ieri sera.

Luci: sotto di un gol, dopo soli otto minuti, il Napoli ha saputo reagire ed è riuscito a restare in corsa anche dopo la seconda mazzata firmata Milito. Tralasciando il risultato, quindi, prestazione da salvare soprattutto per l’orgoglio e la reazione. Grande partita di Behrami che contrasta qualsiasi cosa si muova nella sua metà campo, da urlo il duello con Guarin. Bene anche Insigne, il più fantasioso e pericoloso fra i suoi, e il solito Cavani, goleador e instancabile difensore aggiunto.

Ombre: Mazzarri in settimana avrà spiegato ai suoi come difendere sui calci piazzati, ma qualcuno doveva essere distratto. Difesa immobile sul corner di Cassano e gol di Guarin. In un calcio sempre più deciso dalle palle inattive una tale amnesia è imperdonabile. La partita contro l’Inter ha riproposto altri due problemi “storici” di questo Napoli. L’assenza di un costruttore di gioco puro, il solo Inler non può bastare, e la mancanza di cinismo, che quest’anno si è visto solo nella trasferta di Cagliari.

Quello che verrà: ora occorre rimettersi in marcia senza pensare alla sconfitta o alla classifica. Domenica sera al San Paolo arriva il Bologna che potrebbe provare a imitare l’Inter e puntare tutto sulla difesa ad oltranza e le ripartenze veloci. A Mazzarri il compito di trovare soluzioni più adatte a questo tipo di partite, considerando anche come la squadra ha giocato nel secondo tempo di Milano con il 4-3-3.

Hanno detto: Un Mazzarri visibilmente amareggiato ha fatto comunque i complimenti alla sua squadra, rimproverando ai suoi giocatori solo la scarsa freddezza sotto rete: “La prima frazione è stata equilibrata: nel primo calcio d’angolo hanno fatto gol, alla seconda occasione hanno raddoppiato. Bravi loro. Noi, invece, non abbiamo sfruttato le nostre possibilità. Nel secondo tempo abbiamo dominato. Non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi: loro sono stati cinici, noi abbiamo sbagliato diverse palle gol”.

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