Infantino: “Necessaria posizione ferma su proprietà calciatori”. Abete: “Decisione importante”

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Il 6 Dicembre scorso, a Losanna, si è svolta l’ultima assemblea dell’anno del Comitato Esecutivo UEFA. Nella riunione, tra i vari argomenti trattati, è stato preso in esame quello della proprietà dei giocatori. La decisione maturata al termine del dibattito è stata la seguente: “la proprietà di calciatori di terze parti deve essere vietata per principio”.

In merito a questa presa di posizione è intervenuto il segretario generale dell’ Uefa, Gianni Infantino, il quale ha dichiarato: “La questione è stata discussa a fondo all’interno del Consiglio Strategico del Calcio Professionistico”. L’organo, che comprende la UEFA e i club europei, le leghe professionistiche e la Divisione europea del sindacato “ha emesso una raccomandazione in cui auspica il divieto di proprietà di terze parti” e la Commissione Esecutiva ha accolto tale raccomandazione. “Abbiamo discusso il tema“, ha continuato Infantino “e la Commissione Calcio FIFA, presieduta da Michel Platini, ha espresso il medesimo auspicio”. Infatti, come affermato dal  presidente Uefa, “non è positivo che calciatori di diverse squadre appartengono a società finanziarie o a individui” e ciò “non è giusto né da un punto di vista etico né morale”. Il segretario generale Uefa, inoltre, ha sottolineato che nessuno dovrebbe meravigliarsi della posizione della Comitato Esecutivo in quanto “non è stata presa una decisione improvvisa. Era già stata discussa nel mese di maggio, quando fu presentata per la prima volta al Consiglio Strategico“. “Sappiamo tutti“, ha concluso Infantino, “che la proprietà di calciatori di terze parti comporta molti rischi, e che vi sono questioni legate all’integrità delle competizioni, del fair play finanziario e altro. E’ il momento di regolamentare la questione e di assumere una posizione ferma, sebbene ragionevole, offrendo un periodo di transizione per permettere ai club di far fronte alla situazione. La UEFA intende definire un quadro normativo per tutelare i club e prevenire il rischio di fallimento dei club. L’obiettivo è quello di proteggere i club a lungo termine”.

Anche secondo Giancarlo Abete, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, quanto stabilito nella riunione rappresenta “una decisione importante” che, però, “necessiterà di tempo, forse un biennio, per poter essere definitivamente attuata, ma è buona per il nostro sport. Già il 3 dicembre, l’Associazione dei club europei e il sindacato internazionale dei giocatori si sono espressi in suo favore. Una situazione di proprietà di terzi sui giocatori che, riferisce Abete “non esiste ovviamente in Italia, per via della legge 91. Ma esiste in alcuni Paesi europei, come il Portogallo, oltre a varie nazioni del Sudamerica, o altrove nel mondo. Proprio per questo motivo la riforma va attuata in stretta collaborazione con la Fifa“.

Redazione Social Football

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