Calcio story: dal costume alla Coppa, l’impresa della Danimarca a euro92

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di Carmine Guarino
Dal costume alla Coppa: l’impresa danese del 92’

 Euro_1992_Danimarca_squadra

Il calcio sa raccontare favole, storie che non possono non restare nel cuore di chi le conosce. Storie che dimostrano quanto questo sport sia meraviglioso e che il pallone è davvero rotondo, e perciò va dove gli pare. Una delle favole più belle del calcio non poteva che scriverla la patria di Andersen, la Danimarca.

 È il 1992, anno dell’europeo in Svezia, competizione alla quale i danesi non si sono qualificati. Gli uomini di Nielsen, infatti, sono giunti secondi nel proprio girone alle spalle della Jugoslavia e per questo saranno semplici spettatori dell’europeo. La storia però d’un tratto cambia. La Jugoslavia si divide, è dilaniata dalla guerra dei Balcani e non può prendere parte all’Europeo. A sostituirla è proprio la Danimarca e la decisione arriva il 31 Maggio, a soli 10 giorni dall’inizio della competizione. Il C.T. Nielsen richiama alla svelta i propri giocatori già partiti per le vacanze. E c’è anche chi, come Michael Laudrup, si rifiuta di rispondere alla convocazione, temendo una figuraccia. In effetti la sensazione generale è quella. La Danimarca è un po’ come una Cenerentola invitata, all’ultimo minuto, al ballo più importante dell’anno  nel salotto buono del calcio europeo. E senza la sua unica stella, Laudrup, le cose sembrano segnate. L’europeo comincia e i danesi, nella prima partita, riescono a fermare sullo 0-0 la più quotata Inghilterra. Nel secondo match Peter Schmeichel e compagni perdono per 1-0 contro i padroni di casa della Svezia e l’Europeo sembra avviarsi verso una conclusione già scritta. D’altronde come lo stesso portiere danese confesserà qualche anno dopo, l’allenatore Nielsen, prima delle partite, chiedeva ai suoi ragazzi solo di evitare figuracce, niente di più. Resta da disputare soltanto l’ultima partita del girone, contro la Francia di un certo Papin. La Danimarca incredibilmente riesce a vincere e si qualifica per le semifinali, dove affronta l’Olanda. La sensazione che la Danimarca sia solo Cenerentola in attesa della mezzanotte lascia spazio alla convinzione, dettata più dall’istinto che dalla logica, che i rossi di Scandinavia possano farcela per davvero. Nella sfida contro gli Orange, Larsen porta per due volte in vantaggio i suoi che vengono rimontati da Bergkamp prima e da Rijkaard poi. I 90 minuti regolamentari si chiudono sul 2-2, così come i tempi supplementari. Si va quindi ai calci di rigore. Un intero Paese con il fiato sospeso si affida ai guantoni di Schmeichel  e alla freddezza dei loro undici ragazzi, già campioni agli occhi di tutti. I danesi dal dischetto sono perfetti, gli olandesi ne sbagliano solo uno, con Van Basten, e tanto basta. La Danimarca è in finale dell’Europeo. Avversaria è la Germania, campione del mondo in carica. I gol di Jensen e Vilford regalano un sogno ad una nazione intera e a quanti, da spettatori, si erano appassionati a quella storia da favola: la Danimarca è campione d’Europa. Una squadra senza preparazione fisica, con giocatori già in costume in riva al mare, ha vinto.

Schmeichel, Sivebek, Olsen, Piechnik, Nielsen, Christofte, Jensen, Vilfort, Larsen, Laudrup e Povlsen, o più semplicemente gli undici eroi del 92’, hanno scritto una favola di cui Andersen sarebbe stato fiero. La favola di una Cenerentola per cui la mezzanotte non è mai arrivata.

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