Bufera Cagliari-Juve: Cellino attacca i bianconeri

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CELLINO 2

Non sembrano volersi fermare tutte le problematiche che girano attorno allo stadio Is Arenas di Quartu Sant’Elena. Dopo la nota vicenda di Cagliari-Roma e l’apertura dello stadio per le gare contro Pescara, Napoli e Catania si iniziava a respirare aria di positività.

Invece, a pochi giorni dal match contro la Juventus, si è tornati al punto di partenza: stadio chiuso per un ritardo di firma su un modulo di autorizzazione e partita spostata a Parma.

Ma questa volta il patron Cellino non ci sta, e sfoga tutto il suo malumore ai microfoni di Sky: “Perchè non giochiamo a Cagliari? Chiedetelo alla Juve. Se avesse dato la disponibilità si sarebbe giocato a Is Arenas. La Juve poteva rimettere in piedi una trasferta già pronta in poche ore. C’è stata un’autorizzazione data in ritardo per giocare a Is Arenas, la Lega nel frattempo aveva scelto il campo di Parma. Per cambiare lo stadio e giocare a Is Arenas a quel punto ci voleva l’autorizzazione della Juve, che non l’ha data. Non so che vantaggio abbiano da questo. Spero abbiano la giustizia del Dio del calcio.”.

Una storia senza fine, una situazione che preoccupa società e tifosi: “Sto provando un profondo senso di vergogna ed imbarazzo, pur avendo fatto l’impossibile per dare lo stadio alla nostra squadra, alla nostra terra. C’è stata l’autorizzazione del comune, se la Juventus avesse dato la propria disponibilità si sarebbe giocato a Cagliari. È un loro diritto, legittimo, hanno dimostrato che gli fa piacere di più giocare a Parma. Abbiamo organizzato una gara a Parma in ventiquattro ore. Gli auguriamo la giustizia del calcio, se esiste. Noi pensavamo fosse un privilegio non essere coinvolti, con giocatori o allenatori, in nessun scandalo, con i bilanci a posto nonostante il fatto che non abbiamo tutte quelle stelle sulla maglie. Siamo orgogliosi di avere una stella nel cuore noi, il difetto dei sardi è di rispettare le leggi e di non farle a nostro piacimento”.

Anche il sindaco di Quartu Sant’Elena, Mauro Contini, dice la sua sull’accaduto, attaccando soprattutto la Lega: “Dalla Lega calcio un atteggiamento che sconcerta a fronte della tempestività nel rilascio dell’autorizzazione: la più celere tra quelle sino ad oggi concesse per Is Arenas. La realtà è che ci troviamo di fronte una situazione complessa che coinvolge diversi organi istituzionali. E in questo contesto alla fine mi sono ritrovato da solo ad assumermi personalmente la responsabilità di firmare, un onere che avrei dovuto condividere con altre istituzioni e organi dello Stato. Non vorrei che l’irrigidimento della Lega fosse dovuto a giochi di palazzo. Sarebbe un fatto vergognoso perchè ancora una volta i sardi verrebbero sacrificati sull’altare di interessi che nulla hanno a che fare con la Sardegna e con lo sport”.

Immediata la risposta di Beretta, Presidente della Lega Calcio: “Urge trovare una soluzione definitiva nella vicenda dello stadio di Cagliari. Questo sarà il primo impegno forte che prenderemo come Lega, un’iniziativa per mettere intorno a un tavolo tutte le parti interessate. Una cosa è certa, lo stadio di Cagliari va aperto in maniera piena e definitiva. Va data certezza al Cagliari e ai suoi tifosi, alle squadre che vanno a giocare in Sardegna e alle televisioni”.

Una situazione che ormai da la sensazione di non trovare una via d’uscita, alimentata da polemiche all’ordine del giorno.

Una situazione che, per il momento, è vista ed accetta in silenzio dai tifosi del Cagliari, ma chissà ancora per quanto.

Redazione Social Football

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