Punto Inter: Immobile e 11 immobili

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di Michele D’Alessio

Ciro Immobile, di nome ma non di fatto, contro una squadra di giocatori immobili. Alvarez, il più immobile di tutti, viene addirittura sostituito a metà primo tempo, per Pereira, uno di quelli mobili, ma che sarebbe meglio fossero immobili.
Questa è, usando un gioco di parole, la sintesi di Inter-Genoa, l’ultima partita di un 2012 che l’Inter non incornicerà tra le sue migliori annate. L’immobilismo della squadra, immobilizzata prima in un inspiegabile 4-2-3-1, e poi in un modulo che non si è riusciti a decifrare, è costato due punti preziosi per la corsa alla qualificazione in Champions League.

Stramaccioni butta dentro, manco a dirlo, Cambiasso e Zanetti (o sono loro che si buttano dentro da soli?), poi nella ripresa inserisce anche Chivu, tanto per proseguire sul revival metà anni 2000. La partita è brutta, il Genoa si chiude, l’Inter non attacca, Milito gioca a centrocampo per venire a prendersi il pallone, un pò come faceva Adriano ai bei tempi, prima di perdersi tra i boccali di birra. Cassano e Palacio fanno a gara a chi è più evanescente. Guarìn, squalificato in circostanze misteriose, manca, come manca Sneijder, col quale oggi l’Inter in classifica avrebbe almeno 4/6 punti in più.

Luci: gioca bene Ranocchia, che viene punito nell’occasione del gol di Immobile, quando decide di temporeggiare invece che tentare l’anticipo.

Ombre: la scelta della formazione iniziale e i cambi in corsa. Si tratta di scelte sostanzialmente inspiegabili, di cui Stramaccioni dovrà tenere conto nel girone di ritorno. Alcuni giocatori sono, e non da oggi, alla canna del gas.

Quello che verrà: la sosta è una fortuna per l’Inter. Potrà così riordinare le idee, recuperare l’esercito degli infortunati, e magari buttarsi sul mercato, risolvere in qualche modo il caso Sneijder, procurandosi un attaccante che possa giocare titolare al posto di Milito, che anche oggi ha fornito una prestazione da ex campione. La sua riserva ad oggi è Livaja, capace di sbagliare un gol da 20 centimetri, centrando il palo senza accorgersene neppure.

 

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