Impressioni di Gennaio. L’editoriale settimanale dell’Ispirato di Goal di Notte

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di Luca Labricciosa

Splendido il confronto tra Lazio e Cagliari all’Olimpico. Ritmi infernali per il nostro calcio, tecnica, voglia di superarsi, tutto quello che vorremmo sempre vedere, ma non osiamo più chiedere al nostro calcio.

Il Cagliari dopo le ottime prestazioni contro Juventus e Napoli ne sciorina una ancora migliore contro la Lazio, ma continua a retrocedere e a non raccogliere punti contro le grandi.
Del Fabbro è il nome nuovo al quale auguriamo di riconfermarsi, per elogiare i vari Conti e Nainggolan sgomitano già in tanti, a noi piace Avenar (anche se ieri si sono messi in mostra più altri, soprattutto a centrocampo), l’abbiamo detto e scritto, e ribadiamo ancora il nostro gradimento per Sau, il gol di ieri per chirurgia e potenza che riesce ad imprimere (nonostante avesse il pallone “troppo sotto”, come si suol dire in gergo) è un piccolo capolavoro di “brevilineità”, Ibarbo ha corso e deliziato con doppie veroniche confermando potenzialità da nuovo Suazo e poi ci sono gli stessi Pulga e Lopez, suffragati inizialmente dai risultati, che continuano a mettere in campo una bellissima squadra e hanno il coraggio (tecnicamente il solo Lopez, visto che Pulga era stato espulso) di mettere in campo Cossu per Dessena sullo 0-0 contro una big fuori casa (in Italia non ricordiamo un precedente simile..).
La Lazio invece ha vinto con fortuna, bravura e tanta mentalità.
L’Impressione è che il rigore (essendo da regolamento il pallone ancora in gioco, come chiarito da Andrea De Filippis a Goal di Notte) ci fosse e che la Lazio per voglia, impegno, tecnica e tattica (vedi il 3-4-3 finale messo in campo da Petkovic, alla faccia della scarsa duttilità rimproveratagli dai valenti opinionisti) avrebbe comunque potuto trovare il gol del 2-1 nei minuti finali.
Nel dubbio lecito che possa essere presto per catalogarla come anti-Juve, noi continuiamo a tifare la Pro-Lazio.

Il calcio in Italia forse sta cambiando: questa è la storia di un bruttissimo Napoli-Roma.
Brutta per l’approssimazione con cui sono state in campo le due difese, per la condizione atletica assolutamente deficitaria delle due compagini, per un livello tecnico pieno di errori, palle gol regalate e gol divorati. Brutta, forse bruttissima, ma divertente: piena di occasioni e comunque ricolma di voglia di superarsi e non di strappare uno squallido pareggiotto.
Qualche tempo fa una partita nata così sarebbe finita con uno squallido 0-0 o un triste 1-0 o 1-1, invece ieri è finita 4-1 e magari più di qualcuno è convinto di aver visto una grande partita.
Il Napoli avrebbe bisogno di innalzare la propria qualtà (soprattutto a partire dalle retrovie, dove invece adesso c’è anche il macigno della squalifica di Cannavaro da fronteggiare) quando non va a 100 all’ora (e troppo spesso quest’anno va a 20 all’ora, Mostro-Cavani escluso naturalmente).
La Roma ha trovato un fondamentale miglioramento rispetto all’anno scorso, ma non tanto in Zeman quanto nell’organico: Castan a nostro avviso è stato un ottimo acquisto e Marquinhos, con la sua velocità, sembra già indispensabile.
Marquinho non giocherà mai e la nostra crociata si fa sempre più insostenibile, eppure rimane la nostra convinzione che questo ragazzo segnerebbe molti dei gol che si mangia Bradley; anche Pjanic diremmo ancora che è un trequartista assai poco Zemaniano; Piris, pur migliorando di partita in partita, continua a sembrare uno facilmente rimpiazzabile sul mercato; Balzaretti, pur bravo nell’1 contro 1, pecca spesso in fase difensiva e, pur inserendosi bene senza palla, difetta spesso di qualità nell’ultimo passaggio in fase offensiva, ciò accresce in noi la curiosità di vedere all’opera Dodò..

Finalmente la Juve inciampa, altrimenti non ci sarebbe campionato, Conte persevera nella propria miopia nei confronti di Giaccherini, Quagliarella e se vogliamo Caceres: all’uruguagio vengono preferiti sulla fascia Liechtsteiner, Isla ma anche Padoin, tra i tre di difesa il neo-arrivato Peluso.. e quando gioca lui? Giaccherini è l’esterno sinistro titolare in Nazionale quando Prandelli adotta il 3-5-2, tuttavia in quel ruolo Conte non lo ha MAI fatto giocare con la Juve, questo atteggiamento può essere reputato un attimino inverosimile? Per il Quaglia non abbiamo più parole, lui da uomo che segna più di tutti tra i torinesi (9 gol insieme a Giovinco e Vidal) non ha mai giocato una partita intera con la casacca bianconera nella stagione in corso, eppure alla Juve manca un bomber come Llorente, eppure sul banco degli imputati ci finirà lui per la mezz’oretta disputata contro la Samp.
Conte-nto lui..

A Firenze, per dirla con Monetella, succede “l’imponderabile” grazie a un Bergodi che finalmente ha tramutato il piccolo Pescara in una squadra, forse una squadretta, ma pur sempre una squadra che con Stroppa non era mai stata.

Il Milan si arrabatta alla scalata di un’irta classifica, mentre l’Inter esce con le ossa rotte e le personali interpretazioni del regolamento da parte di Stramaccioni da Udine.

Morale? Il nostro campionato non sarà il più bello (e neanche ci va vicino!), non sarà il più difficile, ma speriamo almeno che possa rivelarsi avvincente.
To be continued…

 

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