Benedetta crisi, la carica dei 90 alla conquista dell’Italia

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di Carmine Guarino
Benedetta crisi, la carica dei 90 alla conquista dell’Italia

Tanta classe, cresta alta, sfacciataggine e non più di ventidue anni. Questo è l’identikit dei “giovani terribili” che stanno cambiando il calcio italiano.  La “carica dei 90” ha deciso di farsi valere e rispettare e non ce n’è più per nessuno. In un paese storicamente per vecchi, le luci della ribalta sono tutte per loro. Nemmeno i cento dalmata tanto agognati da Crudelia De Mon sapevano essere così scatenati.  E ora, in giro per l’Italia, le Crudelia De Mon a caccia del migliore della carica dei 90 si diffondono come funghi. Le annate sono di quelle buone, come un Cabernet sauvignon conservato per le occasioni speciali. E l’occasione è davvero speciale. Ridare freschezza e fascino al nostro calcio, ormai sempre più bistrattato, e costruire in casa i campioni del futuro. ( È quello che fa una squadra che indossa una maglietta blaugrana e che negli ultimi cinque anni ha vinto anche il torneo estivo di burraco.) Senza la crisi probabilmente i dirigenti italici avrebbero continuato a essere miopi sui giovani talenti preferendo vecchi volponi dai nomi altisonanti e dai portafogli belli pieni. Quindi, per una volta, è giusto dirlo e ad alta voce: “Grazie crisi!”

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La copertina non può che spettare a lui: Stephan El Shaaraawy. Con l’attacco orfano di Ibra, il crestuto Faraone si è preso il Milan sulle spalle con l’incoscienza tipica dei suoi 19 anni. 14 gol nel solo girone d’andata e giocate da strabuzzare gli occhi. Molti si sono affrettati a paragonarlo allo spilungone svedese, ma ricorda molto più il Thierry Henry prima maniera. Quello che, per intenderci, partendo dalla sinistra, convergeva verso il centro e impallinava i portieri avversari con tiri perfetti. Ma non è finita. El Sha corre che sembra un ossesso e difende fino alla propria aria di rigore come fa il fido Rooney con sir Alex Ferguson. Il mix è esplosivo e il Faraone sta conquistando l’Italia con la maglia rossonera addosso. La stessa maglia la indossa tale M’Baye Babacar Niang. Fisico statuario, potenza esplosiva e buona classe. il 18enne francese ha tutte le carte in regola per diventare un campione. Il tridente del Milan del futuro si completa con un classe 91 che in serie B sta facendo faville:Riccardo Saponara. Esterno destro, sinistro, trequartista o seconda punta. Il giovane Ricky sa fare tutto e con un nome così sul Naviglio lo sognano già di notte.

Altro pezzo pregiato della carica dei 90 è Erik Lamela. Forza e velocità straripante, tecnica sopraffina e soli 20 anni. Il ragazzo di Buenos Aires ha trovato la consacrazione definitiva quest’anno agli ordini di mister Zeman. Già 10 gol in campionato e giocate straordinarie: un vero incubo per le difese avversarie. Nella capitale gioca un altro giovanotto dalle guance rosse e dal futuro assicurato: Alessandro Florenzi. L’anno scorso a Crotone ha cominciato facendo il terzino e ha finito come seconda punta. Con Zdenek gioca come intermedio di centrocampo e sembra il ruolo perfetto per lui. Polmoni d’acciaio, grinta e ottimo senso dell’inserimento. Anche lui classe 91. La stessa età di Mattia Destro, uno che a dire il vero un po’ ha deluso o forse un po’ è stato sopravvalutato. A Roma gioca poco perché davanti ha uno come Osvaldo. Il buon Mattia non è il nuovo Bobo Vieri, come qualcuno voleva far credere, ma merita di entrare a fare parte della carica dei 90. Centravanti moderno con ottimi movimenti, buona tecnico e fiuto del gol. Anche lui si farà.

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Se un certo Gianluigi Buffon, non proprio il primo che passa, si sbilancia e indica Mattia Perin come suo sostituto per il futuro un motivo ci sarà. Il portiere pescarese classe 92 dopo un inizio di campionato incerto sta stupendo tutti. Ottimo senso della posizione fra i pali e buona reattività, da migliorare le uscite. Ma l’età e decisamente dalla sua. Un futuro campione, però, Gigi Buffon ce l’ha anche a “casa”: Paul Pogba. Il francescone ex United ha stupito tutti, ricorda molto da vicino Patrick Vieira, non uno qualsiasi insomma. Conte dopo la partita contro il Bologna lo ha richiamato all’ordine e il centrocampista è tornato “normale”.  A volte sarebbe meglio lasciarli fare perché, come dicono Greggio e Iacchetti, “so ragazzi” e non è detto che sia un male. Altro ragazzino cresciuto niente male è quel Lorenzo Insigne che ha incantato Foggia, Pescara e ora fa il profeta in patria. Velocità e dribbling da funambolo e piede educatissimo. Se impara che nel calcio conta anche passare la palla sarà un assoluto fuoriclasse.

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Chiusura d’obbligo dedicata a uno che Insigne potrebbe raggiungerlo presto: Mario Balotelli. Bad boy, ragazzaccio, mela marcia, lo hanno chiamato in tutti i modi. Sembra già un veterano ma è del 90 anche lui. Ha tutto per diventare una stella: fisico, tecnica, potenza, tiro. Finora si è espresso al meglio solo agli Europei. A Milano sotto sotto lo vorrebbero nonostante il rischio “infezione”, a Napoli farebbero carte false pur di abbracciarlo: chissà che l’aria di casa faccia bene a Super Mario.

È proprio il caso di dirlo: la paura fa 90…

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