Aspirazioni e paradossi, riecco la Coppa D’Africa

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 coppa d'africa

di Giuliano Corridori

Nuova edizione, vecchie contraddizioni. Ad un solo anno di distanza dall’ultima rassegna vinta dallo Zambia, l’Africa si rituffa nel calcio per dimenticare i suoi problemi e fornire un’ immagine felice di se stessa. Lo fa per la volontà di spostare la Coppa continentale negli anni dispari, con l’intento di ottenere una maggiore visibilità, in un anno dove a parte a parte la Confederation Cup non sono previsti altri grandi tornei calcistici.

L’ORGANIZZAZIONE- Torna, dunque, con la sua 29 esima edizione, la Coppa D’Africa che si disputerà in Sudafrica dal 19 gennaio al 10 febbraio.  In realtà, la CAF aveva affidato nel  2006 l’organizzazione alla Libia, ma in seguito allo scoppio della guerra civile nel 2011, si optò per uno spostamento della competizione in Sudafrica, unico paese pronto per ospitare il torneo, avendo organizzato solo 3 anni prima i Mondiali di Calcio. Non tutti gli stadi costruiti per la rassegna mondiale verranno utilizzati: molti sono diventati delle cattedrali del deserto vuote e costose, dato che né le partite del campionato sudafricano né i concerti bastano a coprire gli alti costi di gestione. Il Green Point Stadium di Città del Capo  ( 69000 mila spettatori di capienza), che aveva ospitato ben otto incontri della rassegna iridata tra cui la semifinale Olanda – Uruguay rimarrà chiuso, nemmeno la squadra  locale di rugby ha accettato di trasferirsi lì, mentre è servita non poca diplomazia per giocare a Johannesburg, dove andrà in scena la finalissima.

LE BIG- La favorita d’obbligo è la Costa d’Avorio di Didier Drogba e Yaya Tourè, lo scorso anno a sorpresa battuta in finale dallo Zambia. A guidare gli arancioni verso un successo che manca dal lontano 1992 ci sarà l’ex calciatore di Parma e Inter, Sabri Lamouchi. La rivale più temibile per gli elefanti è il Ghana, uscita ai quarti nell’ultimo Mondiale e che potrà contare sul ritorno in nazionale di Gyan. L’ex attaccante dell’Udinese aveva lasciato dopo aver sbagliato in semifinale il rigore decisivo con lo Zambia, per lui un’autentica maledizione visto che aveva fallito anche il rigore della storia con l’Uruguay nella semifinale mondiale, ma ha cambiato idea e sarà in campo a guidare le stelle nere ad un successo che manca addirittura dal lontano 1982.  Chi invece non ci sarà è Emmanuel Adebayor. L’attaccante del Tottenham aveva lasciato la nazionale dopo l’assalto al pullman del Togo nel 2010, dove morirono l’autista e due membri dello staff. L’intervento in prima persona del presidente Faure Gnassingbe, sembrava aver fatto cambiare idea al giocatore togolose. Venerdì ci ha ripensato nuovamente, si parla di litigi sui premi, sull’organizzazione e sulla sicurezza.

LE PICCOLE– Mancano  le nazionali più blasonate. L’Egitto, 7 titoli e vincitore per 3 volte consecutive dal 2006 al 2010 e il Camerun, eliminato a sorpresa da Capo Verde, alla prima partecipazione. Ci sono invece il Mali, malgrado il paese sia attualmente falcidiato dalla guerra tra le forze governative e gli Jiahdisti e il Niger, dove il governo per poter pagare lo stipendio all’allenatore  tedesco Gernot Roh,  nonché le spese organizzative ha disposto  l’ introduzione di una tassa pro tempore sulla corrente elettrica, stimando un introito pari a 3 milioni di euro e scatenando le proteste della popolazione, che vanta un reddito pro capite di poco superiore di un dollaro al giorno. Tra l’altro il governo del Niger viene accusato di ospitare a spese dei contribuenti, Saadi Gheddafi, figlio del defunto colonnello e conosciuto anche in Italia per aver “giocato” con Perugia, Udinese e Sampdoria. Secondo stime attendibili, il governo nigeriano avrebbe speso già quasi 2 milioni di euro per  mantenerlo.

La partita inaugurale sarà Sud Africa – Capo Verde, ci sono 4 gironi da quattro squadre, passano le prime due di ogni raggruppamento. Poi quarti, semifinali e la finalissima prevista per il 10 febbraio.  La mascotte della competizione è un ippopotamo, è stata battezzata Takuma, nella lingua locale vuol dire rialzati, riprovaci. Provaci ancora Africa, il tuo turno prima o poi arriverà.

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