Fosse Figo…: il punto settimanale dell’Ispirato di Goal di Notte

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luisfigo

di Luca Labricciosa

Negli anni in cui il nostro calcio ancora dettava legge in Europa e nel mondo, qualche grandissimo talento ce lo siamo comunque persi per strada..
Vi ricordate di Hodgson che preferiva Pistone a Roberto Carlos? E Henry e Viera passati prima da noi per essere bollati come mezze seghe, e poi diventati fuoriclasse assoluti con Wenger all’Arsenal? (Almeno Viera sarebbe tornato, ma il meglio a livello di club lo ha dato all’Arsenal e quand’era da noi alla nazionale francese..)
Bergkamp, Summer, Moller, Riedle .. i pre-pensionamenti di Rijkard, Mattaus e Cerezo.
Zola, Vialli, Desally, Gullit, Di Matteo, Ravanelli, Benny Carbone, Di Canio, Boksic, Weah (lo stesso Pistone!) e tantissimi altri che mi è impossibile ricordare.. mi vengono i brividi quando penso a tali campioni.. grandi giocatori che furono invece testimonianza della perdita d’importanza economica del campionato italiano e dell’ascesa della Premier..
E poi ci sono quelli mai approdati sulla penisola: Moggi raccontava di aver avuto in mano Cristiano Ronaldo, ma Salas rifiutò il trasferimento in Portogallo. Probabilmente lo avremmo perso lo stesso se pensiamo che Marcello Lippi, suo possibile allenatore, dichiarò questo di lui: “Devo ammettere che inizialmente non mi piaceva tanto, mi davano fastidio tutte queste finte e controfinte che faceva, questo suo giocare con la palla, avevo la sensazione, poi rivelatasi sbagliata, che questo suo modo di fare creasse antipatie nell’ambiente.” Quand’è così..
Un peccato d’abbondanza non permise invece a Luìs Figo di approdare in Italia. Ricorderete i due contratti firmati con Juve e Parma dal lusitano che lo costrinsero ad approdare in un campionato diverso dalla nostra Serie A (nello specifico La Liga, sponda Azulgrana) e infine venuto a svernare e chiudere la propria all’Inter.
E i rapiti nella culla? Gattuso, Macheda, Dalla Bona, Pepito Rossi, Borini..
Paul Pogba ha tutte le qualità per essere una nuova stella nel firmamento mondiale, sempre ammesso che non si accontenti di essere il nuovo Balotelli.
Starà a lui confermarsi e alla Juve crederci fino in fondo, per una volta lasciateci soltanto dire che è meraviglioso ammirare, finalmente con indosso la maglia di una squadra italiana, un poco reclamizzato astro nascente. Vidal e Marchisio sono avvertiti..

Napoli e Lazio arrancano dietro la Juve, ma rimangono in scia aspettando la Champions dei bianconeri.
Gli azzurri ci provano, ma a Firenze non era facile e quel quid che tramuta una squadra ambiziosa in una vincente, probabilmente continua a mancare ai partenopei.
La Lazio doveva vincere a Palermo, forse ha pensato un po’ alla Coppa Italia, forse per la mentalità della squadra era addirittura giusto farlo, di sicuro sperpera due punti per strada in chiave Scudetto-Champions League nonostante uno splendido Floccari (sopratutto in occasione del gol) rilanciato alla grandissima da Petko.
I Mazzarriani, secondo noi, hanno un teoricissimo vantaggio rispetto ai Petko-Boys: sanno bene qual’è la loro priorità (il campionato), di quello che pensano invece Lotito, Tare e Petko non abbiamo ancora certezza e la massacrante Europa League si fa sempre più vicina..
Il Milan scavalca la Roma e ormai nella capitale fervono pericolosi paragoni tra il boemo e Luìs Enrique.
I rossoneri trovano due importanti gol di Pazzini, un’altrettanto importante vittoria contro il Bologna, una condizione migliore e soprattutto potrebbero riabbracciare Kakà.
Sui giallorossi rischia di cominciare un processo infinito e l’occasione persa ieri, contro un’Inter tutt’altro che irresistibile, potrebbe configurarsi come l’inizio della fine.
Però adesso c’è la Coppa Italia, Castan e Marquinhos sembrano sempre più un bel reparto in cui lo stesso Piris non demerita affatto, davanti c’è tanta roba e anche il centrocampo non è certo così scarso.
Basteranno i progressi a colmare le crescenti difficoltà ambientali? Vedremo..

Nel frattempo Iachini, tra un pallone in campo e l’altro, si prende una bella rivincita contro la Samp; il Torino conferma i propri progressi (in primis quelli di Alessio Cerci) in quel di Pescara; gli interessantissimi Ishaak Belfodil e Alberto Paloschi animano Parma-Chievo; mentre Atalanta e Cagliari non riescono a superarsi su un campo che ieri avrebbe avuto una maggiore funzionalità se fosse stato adibito all’agricultura, il Catania manda a casa Del Neri stendendo a Genova il tappeto rosso per il ritorno di Davide Ballardini, del resto, come disse nell’estate 2011 il Frontman rossoblù Preziosi parlando dell’elevato ingaggio di Amauri (in quel momento in orbita genoana): “Si mischiano sempre patate e fagioli e viene fuori il minestrone”, il che sembra rispecchiare esattamente il suo modo di fare calcio a Genova…

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