Zeman ucciso dal fuoco amico

Standard

Di Luigi Pellicone

L’avventura di Zeman, accolto come un messia e rottamato come l’ultimo degli imbecilli, si esaurisce con l’esonero. Decisione maturata dopo la non-partita Roma-Cagliari.
Il bilancio: ottavo posto, 34 punti in 21 partite giocate. 8 vittorie, 4 pareggi e 9 sconfitte. 49 gol fatti, 45 subiti. Si può parlare di fallimento? I numeri lo condannano, ma l’esegesi dell’esonero affonda le radici altrove.
Al boemo è stata consegnata una rosa inadatta: difensori lenti, esterni bassi incapaci di coniugare le due fasi, un attacco senza esterni offensivi. Zeman è un insegnante di calcio: il “suo” 4-3-3 regala gol, spettacolo e risultati recitando “quello” spartito fatto di tagli, sovrapposizioni, inserimenti senza palla e cross dei terzini. In questa Roma zeppa di punte centrali, terzini poco dotati, centrocampisti statici, il “suo” 4-3-3 non poteva funzionare. Ciononostante il tecnico ha scoperto Marcos, lanciato Florenzi, valorizzato Lamela, regalato a Totti la possibilità di inseguire nuovi record. Eppure se ne va tra gli insulti.
Certo, Zeman ha le sue colpe: si è intestardito su alcuni giocatori, ha creato malcontento nello spogliatoio. Perché non ha cambiato. Ma lui non cambia. Mai. L’essere coerente con se stesso fino all’autolesionismo è il suo grande merito e il suo grande limite. Il boemo non scende a compromessi, piuttosto fa a pugni con la piazza. E Zeman, non a caso, è stato “ucciso” dal fuoco amico: da chi non ha voluto, o saputo, difenderlo e l’ha consegnato ai cecchini della comunicazione.
Lo scorso anno la dirigenza fece da scudo a un allenatore che oggi fa il ciclista. Con Zeman, no. Zeman è stato abbandonato. La dirigenza lo aveva esonerato dopo Bologna-Roma, delegittimandolo di fronte al gruppo e all’opinione pubblica. Non contenta l’ha infine esposto al pubblico ludibrio. La non-partita Roma – Cagliari, ultimo, triste atto messo in scena in questo teatrino, offende la dignità dell’allenatore e dell’uomo. Zeman può essere amato, odiato, ma va rispettato. E non l’hanno fatto. Adesso tocca ad Andreazzoli. Terzo allenatore in 18 mesi. C’è chi ha ancora il coraggio di parlare di “progetto”?

Una risposta »

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...