Punto Palermo: grande cuore, ma non si riesce a uscir dal tunnel

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di Mario Cicerone

Sembra l’anticamera di un trafiletto maledetto di Baudelaire quella che con prosa nera e cruda ha raccontato la gara andata in scena in quel di Palermo. La maledizione continua, il Palermo occupa il gradino più basso della classifica. Ma analizziamo la gara.

La partita – All’alba della partita, l’Atalanta annovera novità nella sua formazione titolare: esordio per Scaloni e Del Grosso, Parra al posto di Denis, Radovanovic per Cigarini, infortunatosi durante la rifinitura. Squarci nuovi anche per i rosanero. Dopo la riconferma di Sorrentino tra i pali, affiora l’esordio anche per i nuovi arrivati Faurlin, Fabbrini, Nelson e Boselli. Il Palermo gioca e smista: al 12’ Donati prova a impensierir Consigli, invano. L’Atalanta risponde: Jack Bonaventura prova a punger su suggerimento di Biondini , il piattone orobico è impreciso. Fabbrini si muove come un moto d’elastico tra le linee, accelera e converge: al 18’ non trova lo scambio con Ilicic, al 33’ schiaccia e calcia male su invitante sponda della boa Boselli. Sul gong, occasione per Parra: la punta orobica scatta e calcia, Sorrentino è bravissimo a dir di no. Il secondo tempo è più lesto: Boselli si avvita in avvio e Consigli smanaccia, Bonaventura omaggia Parra del privilegio di rifarsi dopo l’occasione fallita, ma l’attaccante è ancor impreciso e paga la sostituzione con Denis. Cambio azzeccato: l’Atalanta comincia a giocar più veloce e precisa. Al 54’ il vantaggio: Radovanovic spara sulla traversa, Carmona è ratto a ribadir in rete di testa. È 0- 1. Il Palermo tenta la reazione, invano. Al 74’ il patatrac: Stendardo lancia Denis in campo aperto, El Tanque spara e insacca come in un vecchio film del Far West. Il Gasp gioca le sue carte: dentro Dybala, Formica e Malele, spinta propulsiva in un 4 – 2 – 4 super offensivo. Il Palermo prende campo, gli orobici amministrano e arretrano pian piano. La rete di Nelson arriva quando già è troppo tardi. Finisce 1 – 2, tra i fischi del Barbera.

Luci  –  Eppur si move …  La spinta propulsiva dei nuovi arrivati può fornir scintille nuove a squarci increspati da veli di tenebra nerissimi. Il gioco inverdisce e inaridisce come fieno. Le premesse sono positive, seppur come un’eco che mai diventa nota.

Ombre – Tante, troppe. Non uno, ma molti veli di tenebra colorano un crepuscolo che ha i toni inverosimili di un quadro di Dalì.  Far gol è diventato quasi un privilegio delle grandi occasioni. La classifica recita ultimo posto e il baratro sotto i piedi.

Quel che verrà – Torino – Palermo è quel che andrà in scena sotto l’effige della Mole. Servirà la convinzione assoluta di voler risalire la china oltre gli ostacoli, la voglia di tornar come aquile a guardar negli occhi la luce del sole.

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