Se saltelli… muore Zemanlandia. Il punto settimanale dell’Ispirato di Goal di Notte

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Zeman-grande

Di Luca Labricciosa

La febbre del Venerdì sera sancisce un inappellabile verdetto: la Roma di Zeman non è più di Zeman.

Ci dispiace per quello che Zeman ha sempre rappresentato, per il suo calcio, per il miracolo pescarese liquefatto in una manciata di mesi. Ci dispiace.
In un altro luogo, non certo a Roma, qualcuno avrebbe potuto considerare che c’è ancora quasi mezzo campionato da giocare e che tutte le squadre che hanno partecipato alle semifinali della coppa nazionale hanno perso punti in un mese di ripreparazione atletica come quello di Gennaio-inizio Febbraio, che le compagini di Zeman spesso hanno una flessione in questo periodo ma poi concludono la stagione con dei grandi finali, che la Roma può ancora raggiungere la finale di Coppa Italia e tramite questa, ma anche tramite un ancora possibile buon piazzamento in campionato, un posto in Europa League, il che non sarebbe affatto un fallimento.
Qualcuno potrebbe, nesssuno lo farà.
Ormai tutti a Roma sono convinti che l’utopico calcio di Zeman possa essere reputato di vertice soltanto in Serie B, che sia superato (da chi o da cosa è ancora da stabilire), mentre, sempre secondo le impeccabili analisi di costoro, l’anno scorso zemanlandia aveva avuto successo in B perchè il boemo era attento alla difesa avendo cambiato modo di giocare.
Con quello stesso modo di giocare invece Zeman arrivava secondo e terzo in Serie A con la Lazio (rispettivamente prima e seconda stagione, venne esonerato alla terza), e quarto e quinto con la Roma (dodicesima in classifica prima del suo approdo) in un campionato italiano qualche millennio luce migliore di questo. Speriamo così di sfatare il mito di una zemanlandia applicabile esclusivamente alla serie cadetta.
In realtà tanti sono i fallimenti anche in B nel post- Foggia e pre-Pescara: a Salerno disputa una buona annata (sesto), per poi farsi esonerare l’anno dopo. Retrocede ad Avellino. Fallisce da subentrante a Brescia.
Come tanti altri, forse, è solo un allenatore che fa grandi cose quando ha in mano una squadra vicina alle sue esigenze, capisce su quali uomini puntare e ha felici intuizioni di mercato: Insigne, Immobile, Sansovini e lo stesso Verratti (ora al PSG e in nazionale, ma solo da Gennaio titolare a Pescara) erano giocatori inensistenti per la categoria prima del suo approdo in terra abruzzese.
A Roma Goicoechea, Tachtsidis e a nostro avviso Bradley per Stekelenburg, De Rossi e sempre a nostro avviso Marquinho sono suoi errori, così come reputiamo un errore enorme l’aver avallato in estate e per tutta la fase iniziale del campionato le pretese di scudetto di giornalisti tifosi che adesso speculano sulla sua fine. Noi in virtù soprattutto di questa campagna comunicativa nutrivamo grosse perplessità fin dall’inizio (mia presenza a Goal di notte durante Roma-Catania), ma non per questo pensavamo che l’avventura di Zeman in giallorosso dovesse per forza finire così e non per questo siamo minimamente contenti di aver avuto ragione.
Andreazzoli adesso potrà ripartire da una buona squadra e da un’ottima preparazione atletica. Se capirà subito qual’è la formula giusta per far rendere al meglio i giallorossi la stagione potrebbe non essere da buttare.

balotelli

Se saltelli.. per un grande personaggio che va, uno che torna e trova il suo calcio pronto a riaccoglierlo a braccia aperte. SuperMario è un fuoriclasse che se ne frega relativamente di esserlo, per noi era destinato a tornare in Italia, dove in virtù di un calcio inferiore lui, anche al 50%, può essere la prima donna e può sempre fare la differenza (in un campionato top come la Premier e in una società come il City, dove lui non può non essere che uno dei tanti, è molto più difficile.. guardare anche il rendimento di un altro ex City, Robinho, per credere..) anche perchè ad una società come il Milan il rigore o la punizione regalata per iscrivere, anche nelle giornate più nere, il proprio nome sul tabellino dei marcatori non manca mai..
Dispiace perchè forse ieri il Milan ha giocato anche bene e il galvanizzante Effetto-Balota nei confronti dei compagni non è difettato (Niang, sembrava giocasse al fianco del suo mito di sempre).
Se la mela marcia non infetterà tutto lo spogliatoio (Berlusca docet) e il Milan l’anno prossimo dovesse acquistare qualche giocatore di livello anche nelle retrovie, potrebbe tornare addirittura competitivo in Europa e questo è il più grande augurio che facciamo ai rossoneri..

To be Baloted..

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