Punto Inter: fare per fermare il declino

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di Michele D’Alessio

fiorentina-inter

La situazione dell’F.C Internazionale Milano non era così nera da parecchio tempo. L’anno scorso erano stati cambiati tre allenatori, le cose andavano male, ma diversamente. Quest’anno, quello che doveva essere quello del rilancio per un posto in Champions, sta lentamente assumendo i contorni di un film dell’orrore. Andrea Stramaccioni potrebbe travestirsi da Oscar Giannino, candidato premier della lista “Fare per fermare il declino”, e prendendo ispirazione dal nome del partito, sedersi in panchina contro il Milan con una folta barba e un abito eccentrico.

Soluzioni diverse non se ne vedono. Strama ha capito che senza Samuel non era opportuno proseguire con la difesa a 3, e ha schierato i 4. Ma l’Inter scesa in campo al Franchi non ha prodotto gioco. L’assenza di un attaccante pesa, ma calciare per la prima volta verso la porta avversaria al 41° minuto del secondo tempo non è accettabile per una squadra, messa in grandissima difficoltà dalla Fiorentina, che ha trovato strada facile nel tornare quella spettacolare della sosta pre-natalizia.

L’impressione è che Stramaccioni (che dopo Siena disse “perderemo ancora ma non più così”) non abbia più in pugno la squadra dal punto di vista tattico. Le soluzioni sono state provate, ma con Milito in infermeria non ci sono più terminali offensivi in grado di fare reparto: Tommaso Rocchi è diventato l’emblema della impreparazione – per usare un eufemismo – dell’area tecnica dell’Inter, che non è riuscita a trovare un attaccante migliore nello scorso mercato.

Luci: Handanovic. Quattro pere prese e migliore in campo la dice lunghissima.
Ombre: il declino sembra inarrestabile. Zanetti e Cambiasso dovrebbero dare l’esempio ed accomodarsi in panchina.
Quello che verrà: giovedì a Cluj, l’Inter dovrà difendere il 2-0 maturato all’andata. Previsto turnover in vista del derby. Domenica sera, nel giorno delle elezioni, l’Inter proverà a fermare il proprio declino.

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