Acidi e Basi. L’editoriale settimanale dell’Ispirato di Goal di Notte

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Di Luca Labricciosa

Il cambio di timoniere ha invertito la rotta di una Roma altrimenti destinata ad affondare?

Questo è quello che auguriamo al Giovanni Lindo Ferretti di Trigoria (Andreazzoli), che nonostante sia da reputarsi ancora lontano dall’essere a metà dell’opera, ha davvero ben cominciato la propria non facile avventura giallorossa.

Cosa ci piace di Andreazzoli? L’avevamo già detto nell’ultimo articolo: “le vedute”.

Ha visto ad esempio Marquinho, nostra crociata dall’inizio dell’anno, che ha già disputato col neo-tecnico capitolino più partite da titolare di quante non ne avesse giocate in tutto l’anno con Zeman; le scontate titolarità di De Rossi (anche se assente per squalifica contro l’Atalanta) e Stekelenburg; il modulo, che poi è più o meno quello con cui lo stesso Zeman vinse a Firenze in Coppa Italia (ma guai a riproporlo a scapito dell’inossidabile 4-3-3!); Piris, che schierato tra i tre di difesa era già destinato al tragico ruolo di capro espiatorio delle sconfitte a venire, e invece sono arrivate solo vittorie; il vessillo statunitense Bradley, che complice l’assenza di capitan futuro si ritrova a Bergamo una titolarità di zemaniana memoria, ma non nel ruolo di intermedio dove lo impiegava il boemo e gli veniva richiesta una cattiveria e un’abilità tecnica in zona gol che per adesso sembra lontanissimo dal possedere (un solo gol in 23 presenze tra Campionato e Coppa Italia quest’anno); e dulcis in fundo, la componente forse più importante di tutte secondo noi, tanto da meritare ulteriore approfondimento, ovvero il tentativo dichiarato di ripristinare una “chimica” all’interno della squadra.

L’ultimo a Roma che aveva, con decenti ma alterne fortune, tentato di compiere un’operazione di questo genere era stato Montella, che, per uscire dalle macerie del post-Ranieri, pensò bene di ricomporre la banda Spalletti-Andreazzoli (un 4-2-3-1 con gli stessi effettivi di allora, che porterà alle esclusioni eccellenti di Borriello e Menez, giocatori cardine della formazione del predecessore testaccino; approfondimento chimico: in quella stessa annata, 2010-2011, anche Leonardo approdato sulla panchina interista, dopo una provvidenziale telefonata a Mourinho, ricostruirà l’Inter attorno al rombo del lusitano e i risultati gli daranno ragione..), in questo senso l’allenatore di Massa ha secondo noi un merito in più avendo dovuto inventare ex novo una chimica di squadra, in quanto, essendo stato preceduto da due alchimisti (Luis Enrique e Zeman) maggiormente attenti alla condizione fisica e ai loro dettami di gioco più che agli equilibri mentali della squadra, non ha avuto a disposizione antecedenti modelli da ripristinare.

La posologia dell’altra faccia della medaglia sull’andamento dei lupacchiotti nella nostra Serie A, prescrive che comunque due rondini in Febbraio (le vittorie con Juve e Atalanta) non facciano primavera; che tra l’altro gli orobici, per quanto siano secondo noi una buona squadra, non vivono un momento felicissimo e che la Juve stessa probabilmente pagò all’Olimpico la stanchezza della terza partita in sette giorni; che mancano ancora i gol di Osvaldo; che forse la squadra nell’ultima trasferta è sembrata avere una condizione atletica migliore grazie alle contemporanee assenze di capitano e vice-capitano e chissà quant’altro.. tuttavia a noi, per quanto scritto sinora, Andreazzoli piace, o quantomeno non dispiace, come sempre, wait and see…

 

Qualcosa sul derby dovremo pur dire, ma in realtà ci accontenteremo di parlare di un diavolo che fa le pentole, ma si dimentica i coperchi nella ripresa, anche se Il Milan deve ripartire da un primo tempo che secondo noi è stata la miglior performance stagionale dei rossoneri.

Allegri ha finalmente trovato nel 4-3-3 il bandolo della matassa per risolvere molti dei problemi della propria compagine (salvo quelli endemici di una difesa centrale ancora assai deficitaria), ha dato un’impronta di gioco, ha valorizzato e ha fatto crescere i vari El Shaarawy, De Sciglio, Niang, ha trovato un ruolo a Constant e Montolivo, ha saputo uscire dalla crisi, insomma da quando è al Milan ha innumerevoli meriti ma…

Ma è lo stesso che quest’estate ha optato per non rinnovare a Seedorf  preferendogli un distruttore di gioco come De Jong  davanti alla difesa, ed ora invece in quel ruolo ci gioca Montolivo e all’occorrenza lo splendido Ambrosini visto col Barça (come da noi anticipato in estate.. per chi non ci credesse e ha soprattutto tanto tempo da perdere, cercasse pure l’articolo all’interno del sito “Dialogo con Seedorf”); è colui che, tra una panchina e un infortunio, ha rispedito Pato in brasile; che ha pre-pensionato Inzaghi da doppiettista nella sua ultima mezz’oretta di Champions contro il Real di Mou; che si è macchiato dell’impietosa sostituzione di Pirlo con Van Bommel; Che.. dire? Se Allegri non avesse questi colpi di genio, rischierebbe di piacerci davvero…

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