Archivio mensile:marzo 2013

Punto Palermo: una vittoria al sapor di speranza

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Punto Palermo: una vittoria al sapor di speranza

Di Mario Cicerone

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Eccolo il volto della vittoria come un miraggio vagheggiato e sproloquiato, come una tinta di tinta surrealista e maledetta, leggermente deformato quanto miracolosamente profondo quasi come la psiche della penna conterranea del maestro Luigi Pirandello! È vittoria, la vittoria! Palermo – Roma termina con un roboante 2 – 0 che stria di suggerimenti nuovi e accattivanti le speranze più recondite di chi ancora non crede, non vuole credere, al lento sfacelo della propria bandiera. Ma analizziamo la gara.

La partita – Il Palermo comincia forte. Irto e spinoso, Miccoli punge subito, invano. Al 7’ è traversa rosanero. La Roma appare languida e smorta. Il Palermo ne approfitta e colpisce. L’ambo è quello invocato e trasognato, quello che ha lo stesso prezzo delle speranze. Miccoli per Ilicic, sinistro vincente: 1 – 0 Palermo. È un tripudio al Barbera. Ma non è tutto. Poco dopo, stessa coppia e parti invertite. Ilicic per Miccoli e nuovo boato di echi. La Roma prova a respinger l’onda d’urto e si fa viva e vivida, ma prima Marquinho e poi Totti falliscono ogni incauto tentativo di rivalsa. Nella ripresa, Andreazzoli cambia tutto: fuori Perrotta e Tachtsidis, dentro Pjanic e Osvaldo. La spinta propulsiva capitolina arde di nuovi spunti, ma non riesce a punger, anzi. Il Palermo spreca e riparte in contropiede, invano. Mister Sannino cambia Miccoli per Dybala e Dossena per Garcia. Alla fine, Florenzi colpisce l’esterno della rete e Sorrentino nega la gioia del gol a Osvaldo.  Quando l’arbitro decreta il fischio finale, un Barbera spoglio e arido rinverdisce di stupore e ardore nuovi. Echi lontani si condensano come l’eco di un imperativo: vincere ancora. E crederci. Ora ancora più di prima.

Luci – Un’onda di luce pervade la spuma frizzantina dei cuori rosanero. L’ardore mostrato è una funzione – si spera – ancora non completamente satura. Certo, il gioco lascia ancora i più a desiderare. Ma tanto basta. Il cuore mostrato è ancor vivo, e batte. Come quello di una città intera.

Ombre – Tecnicamente, il gioco appare nelle sue striature più omogenee ancora confuso e a sprazzi. È vero, i tatticismi difensivi hanno retto. Ma hanno sempre le stesse sembianze di un vaso tremante. Certo però, se poi all’interno del vaso di sussulti sboccia un fiore …

Quel che verrà – Sampdoria – Palermo. Per usare una metafora linguistica, la vittoria ha avuto per tre mesi lunghi quanto un’eternità intera un significato ma non un riferimento. In breve, poteva arrivare ma non è mai arrivata. Adesso l’Odissea ha firmato la sua fine. La domanda è retorica: quanto si dovrà aspettare per gioire di nuovo? La condizione di adattamento è una sola: vincere. Vincere ancora. Contro la Samp, è un altro capolinea. Serviranno cuore e gambe. Più che mai, serviranno i tre punti.

Punto Inter: l’uovo di Pasqua va di traverso

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di Michele D’Alessio

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Antonio Conte incarta l’uovo di Pasqua da donare ad Andrea Stramaccioni, e la sorpresa è un 1-2 maturato nel pomeriggio piovoso del “Meazza”. L’avvio di partita è appannaggio degli ospiti, Quagliarella con un gol dei suoi buca Handanovic non del tutto esente da colpe. L’Inter in mezzo al campo è in confusione: l’assenza di Guarìn, “punito” per il tardivo rientro dalla Colombia, si sente e Alvarez, all’ennesima prova sperimentale, non riesce a pungere a sufficienza per impensierire la difesa bianconera.

La ripresa, grazie proprio all’ingresso di Fredy Guarìn, vede un inizio sprint dell’Inter, che perviene al pareggio con Palacio che, come una lama nel burro, perfora la difesa Juventina per vie centrali e batte Buffon. Sei minuti più tardi arriva il gol che decide l’incontro, e molto probabilmente anche le sorti del campionato: Quagliarella sfrutta tutti i centimetri del campo per servire Matri. Chivu e Ranocchia alzano il braccio per chiamare la palla fuori, ma il replay chiarisce che non è uscita del tutto. L’attaccante ex Cagliari può così agevolmente sigillare la vittoria. L’Inter le prova tutte, Stramaccioni prova a giocarsi anche la carta Rocchi. I nerazzurri – che non ricevono un rigore a favore esattamente da 19 giornate – recriminano per un atterramento in area da parte di Chiellini ai danni di Cassano: le immagini evidenziano il contatto, ma l’arbitro Rizzoli non concede il penalty.
Dopo 4 minuti di recupero, Cambiasso commette  un’entrata killer ai danni di Giovinco. Il fallo è bruttissimo, e il centrocampista argentino si procura la prima espulsione della sua carriera.

Luci: sicuramente l’Inter ha dimostrato una tenacia importante nel cercare di recuperare il risultato nella seconda parte del secondo tempo.

Ombre: la squadra è andata ancora una volta in svantaggio, e non sempre è facile rimontare, specie se di fronte c’è la squadra che ha dominato il campionato.

Quello che verrà: mercoledì c’è il recupero a Marassi contro la Sampdoria. Ma l’obiettivo terzo posto è sempre più un miraggio, complice anche la vittoria del Milan a Verona.

Fair play: va sottolineato il rispetto reciproco mostrato dai calciatori in campo, anche in occasioni “calde”. Bellissima l’immagine finale, con Antonio Conte, che da ex calciatore, ha calmato gli animi dopo il fallaccio di Cambiasso, abbracciandolo. Il Cuchu ha poi chiesto scusa direttamente negli spogliatoi bianconeri, a Giovinco e a tutti i componenti della squadra.

Esclusiva Socialfootball: Parla Di Martino, lo sfogo del PM abbandonato. Sul caso Mauri riportate molte sciocchezze

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di martinooo

“Io costretto a farmi anche le fotocopie e sul derby di Genoa…”

 Di Michele De Angelis

Giornalista Michele De Angelis: Volevamo che ci facesse il punto sulla situazione della vicenda legata al calcioscommesse per quel che concerne la Procura di Cremona. Per sapere se ci sono novità e se sono previsti nuovi sviluppi a breve.

Pubblico Ministero Roberto Di Martino: “Ovviamente il segreto istruttorio non mi permette di divulgare a pieno quelli che sono gli avvenimenti che dovrebbero verificarsi nell’immediato.

Posso solo dire che l’indagine vive una fase abbastanza conclusiva, nel senso che un po’ alla volta si avvicina la scadenza dei termini massimi delle indagini preliminari per una buona parte degli indagati. Comunque ci sono ancora delle attività in corso, in particolare quelle dirette all’individuazione e all’identificazione di quel soggetto che avrebbe costituito un tramite tra l’organizzazione e responsabili e dirigenti delle squadre di serie A che, secondo alcuni indagati, potrebbero aver richiesto proventi nell’ordine dei seicentomila euro per vendere la partita medesima. Quella è un’attività a buon punto, poi si tratterà di vedere i riscontri per capire se veramente ci sono stati i contatti tra questa persona e i soggetti inquadrabili alle squadre di calcio, se si tratta di un’affermazione veritiera da parte di due dei soggetti che sono stati interrogati.

Poi siamo ancora in attesa dell’esito di una rogatoria dalla Svizzera concernente un certo conto corrente”.

MD: Sta facendo riferimento alla situazione Mauri?

DI MARTINO: “Sì anche se non lo so se si tratta di una questione da riconnettersi con l’indagine mia. Poi non escludo che ci siano ancora delle rogatorie internazionali su alcuni fatti dell’Ungheria che forse dovrebbero essere ulteriormente chiariti. Soprattutto l’attività di identificazione di quel signore potrebbe consentire degli altri sviluppi”.

MD: Ma parla di questo famoso mister X a cui si fa riferimento ogni tanto?

DI MARTINO: “ Si quello che viene, diciamo volgarmente definito, mister X”.

MD: Mediaticamente definito così. Ultimamente si sono rincorse delle voci che parlavano di più soggetti.

DI MARTINO: “Sì, in realtà si tratta probabilmente di due persone, strettamente collegate l’una all’altra, perché l’una spendeva nomi e situazioni dell’altra.

MD: Dopo l’ultimo interrogatorio con Gervasoni e Gegic non è emerso nulla di nuovo? Perché sembra ci sia stato un muro contro muro…

DI MARTINO: “ Sì, diciamo che ognuno è rimasto sulle sue posizioni anche se Gegic spesso non è in grado di spiegare fatti accertati, oggettivi, come sono rapporti telefonici, tabulati e cose di questo genere, quindi non si tratta solo di un suo silenzio di fronte alle accuse di Gervasoni, che è stato molto preciso, ha puntualizzato molto le varie situazioni in occasioni del confronto, ma si tratta proprio di non essere in grado di dire niente di  fronte ad alcune contestazioni. Diciamo che è un confronto nel quale certamente emerge una maggiore attendibilità di Gervasoni, insomma, non lo dico perché rappresento l’accusa ma perché le sue accuse sono state motivate, lucide e accompagnate da nuovi dettagli in occasione di novità, mentre le risposte di Gegic sono sempre state ‘non so, non è vero…’

MD: Ma voi vi aspettavate uno sviluppo del genere, perché inizialmente si erano prospettati tempi più brevi?

DI MARTINO: “Ma sa io sono il procuratore e ho una serie infinita di incombenze di natura amministrativa, ho altri processi, non sono meno complicati di questo anche se non sono di altrettanta diffusione nazionale e poi non ho avuto nessun aiuto, è un processo in cui poco ci manca che debba fare le fotocopie”.

MD: Si era parlato di eventuali aiuti che sarebbero stati mandati alla Procura Di Cremona visto che è piccola.

DI MARTINO: “No assolutamente no, neanche un commesso che possa fare qualche copia, io sono in grandissima difficoltà. E poi ho migliaia di processi così come i miei colleghi sostituti e non è che possono rimanere fermi per il calcio e quindi è una situazioni in cui giocoforza che chiuda le indagini e come sempre lo farò.

MD: Ma lei ha mai provato a richiedere questi aiuti?

DI MARTINO: “ Io ho provato ma non è che ci sono delle forme ortodosse per chiedere aiuti, ad un certo punto ci sono dei posti vacanti che poi debbono essere coperti e poi che ci sia questa indagine lo si sa, non è un fatto ignoto”.

MD: Sulla vicenda Mauri, alla quale abbiamo appena accennato, ci sono delle novità? Ci sono state grandi polemiche soprattutto riguardo le motivazioni che hanno portato al suo arresto.

DI MARTINO: “Sulla questione di Mauri sono state dette tante sciocchezze, la sua posizione è sorretta da elementi pesantissimi, è stato scarcerato perché non c’era più bisogno che rimanesse dentro, come peraltro tutti, ad eccezione di Gegic, gli altri sono stati scarcerati nel giro di breve, quindi non è stata un’eccezione”.

MD: Sciocchezze di che tipo?

DI MARTINO: ” Sulla consistenza di elementi che sono, si potrà discutere in altra sede del reato associativo, però diciamo che per quanto riguarda quelle partite si tratta di una posizione molto concreta e dove ci sono anche altri elementi, che chiaramente non le posso dire, che sono emersi”.

MD: Si parla di Lazio Genoa e Lecce Lazio?

DI MARTINO: “Sì, almeno a quelle due partite. Sono state dette delle sciocchezze in merito al fatto che sia stato scarcerato per mancanza di indizi”.

MD: Sembrava però che si parlasse solo di quantità in merito alle telefonate di Mauri e non di contenuti?

DI MARTINO: “No, cioè io non posso parlare con lei più di tanto. Posso però dirle che però è una posizione in cui le accuse di Gervasoni sono ampiamente dimostrate. Per le telefonate è impossibile che vengano intercettare retroattivamente”.

MD: Si era vociferato circa il fatto che da gennaio fosse stato messo sotto controllo il suo telefono, per quanto riguarda la famosa seconda scheda…

DI MARTINO: “No guardi, non posso parlare troppo in fondo di intercettazioni con lei”.

MD: Certo, per concludere però la cosa che interessava particolarmente, anche al nostro direttore Michele Plastino, in merito alla partita che fece tanto discutere, il derby tra Genoa e Sampdoria. A suo tempo anche lei, in una domanda rivolta a Milanetto, aveva detto che ne sarebbero usciti effetti devastanti e poi il tutto è stato archiviato. Come è possibile una cosa del genere, cosa è accaduto?

DI MARTINO: “Sì, ma la partita è stata archiviata anche per un motivo tecnico, la procura ha ritenuto che non fossero utilizzabili in un diverso procedimento le intercettazioni che erano state usate nel procedimento di Brescia, o per lo meno così ho letto sui giornali e non vorrei entrare troppo nel merito. Se i giudici hanno deciso così io non posso mettere in discussione. Una volta che il processo passa ad un’altra unità giudiziaria ogni mio commento è assolutamente superfluo. Io non me ne occupo più e ognuno decide quello che ritiene opportuno.

In quel caso è stata trasportata una frase detta nel corso dell’interrogatorio come se fosse stata rivolta ai media, io non ho detto ai giornali che sarebbero accadute queste cose, l’ho detto a Milanetto. Tali erano gli elementi di cui allora disponevo”.

MD: Però se solo per tempi tecnici venisse omessa una cosa del genere sarebbe grave. Lei crede che sia tutto da ritenersi completamente chiuso?

DI MARTINO:” Io non posso dire niente, quando una certa indagine passa ad un’altra autorità giudiziaria io non posso fare più commenti. No ho la più pallida idea del fatto che sia tutto chiuso”.

MD: Però considerando che a lungo si è detto che si trattava della madre di tutte le partite questa archiviazione desta grande perplessità. Lei infatti a suo tempo era piuttosto convinto dell’esistenza di fatti sospetti.

DI MARTINO:  “Torno a ripetere, non posso e voglio fare commenti. Ognuno farà le sue riflessioni. Ci sono delle norme che vanno interpretate, e possono essere interpretate anche in modo diverso, secondo cui le intercettazioni che vengono utilizzate nell’ambito di un certo provvedimento non possono essere utilizzate in un altro provvedimento. Praticamente il materiale veniva ridotto a nulla. Bisogna ascoltare anche la procura di Genoa, io non ho avuto più scambi con la procura di Genoa o comunque non potrei riferirne a lei il contenuto”.

MD: Comunque per esperienza, essendo stata archiviato il procedimento è difficile che possa essere riaperto?

DI MARTINO: “Non lo so, lei deduce questo ma io non posso commentare”.

MD: Grazie e buon lavoro.

DI MARTINO: “Arrivederci”.

Joey Barton attacca Neymar “è come la pipì di gatto”

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Duro in campo, ma anche fuori. Il centrocampista del Marsiglia, Joey Barton, noto per le sue scorribande in Inghilterra, è tornato ad attaccare Neymar. Secondo Barton, l’attaccante brasiliano è un giocoliere, poco pratico. Queste le sue dichiarazioni: “Neymar? E’ il Justin Bieber del calcio. Buono solo per Youtube, dal vivo è come la pipì di gatto”.

Questi i tweet incriminati dall’account ufficiale di Barton.
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Redazione Social Football

Punto Nazionale: Italia a 2 blocchi promossa con riserve

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Punto nazionale: Italia a 2 blocchi promossa con riserve

di Francesco Maiocchi
Qualificazioni Coppa del Mondo 2014 - Malta vs. Spagna
La partita: la nostra nazionale difficilmente è stata una squadra da goleada, nemmeno contro avversari davvero modesti come doveva essere Malta. La coppia d’attacco milanista parte subito bene, infatti El Shaarawy dopo pochi minuti si fa stendere in area, rigore e Balotelli ovviamente non sbaglia. La difesa della Juventus invece lascia a desiderare con Bonucci più volte impreciso; passano pochi minuti ed è calcio di rigore per Malta, ma ci pensa Buffon a disinnescare il tiro. Malta si chiude in 9 dietro la linea del pallone ed è davvero difficile per la nostra nazionale trovare spazi, mentre i maltesi si fanno pericolosi in più occasioni colpendo addirittura una traversa ed impegnando seriamente Buffon. Allo scadere del primo tempo arriva il raddoppio, De Sciglio server un bel pallone per Balotelli che col piattone chiude virtualmente la partita. La ripresa risulta invece essere molto noiosa, nonostante lo svantaggio la squadra di casa pensa solo a difendersi per evitare la goleada, con gli azzurri che preferiscono risparmiare le forze in vista del campionato visto il risultato ormai in cassaforte. Unica pecca della gara è la brutta reazione di Balotelli ad un fallo maltese, l’arbitro è però uniforme nel suo giudizio e gli risparmia il giallo(come fatto in precedenza con parecchi giocatori locali). L’Italia vince 2-0, probabilmente la partita non era delle migliori per ricevere un test attendibile, visto il prevedibile catenaccio e i pochi spazi; ma la nazionale, tranne che per qualche pecca di superficialità, risulta promossa.
Il girone: gli azzurri conducono il girone B con 13 punti, segue la Bulgaria a 10(ma con una partita in più)  e la repubblica ceca a 8 punti. Il nostro girone non è sicuramente tra i più temibili visti gli avversari, ma se il gioco espresso sarà lo stesso mostrato orgogliosamente nell’amichevole contro il Brasile possiamo dire che Prandelli ha svolto un lavoro eccezionale con questo gruppo puntando anche su giovanissimi come De Sciglio, che l’ha ripagato con un assist. Insomma il cammino verso Brasile 2014 sembra tutt’altro che in salita.
Il calendario: gli incontri di giugno e settembre contro Repubblica Ceca e Bulgaria saranno decisivi per ottenere subito una matematica e sicura qualificazione da prima della classe e, soprattutto, per evitare gli spareggi viste le squadre che probabilmente vi parteciperanno, come la Francia, e una tra Inghilterra e Montenegro. Visto in vantaggio nel girone, forse Prandelli starà gia iniziando a pensare alla Confederation cup, nella quale il nostro onore va riscattato viste le batoste prese dalla gestione Lippi.

Paradosso di B. L’editoriale di Michele Plastino

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In serie B si può verificare un fatto paradossale che già sollevai qualche anno fa con Goal di notte a T9 e con il pieno appoggio del Corriere dello sport. Come da regola, (e avevamo auspicato che si cambiasse) se la terza classificata ha più di 10 punti dalla quarta va direttamente in A senza i playoff. Allora una concomitanza di risultati alle ultime giornate impedì che si potesse verificare quello che ancora oggi pavento: se una quinta o sesta classificata  avesse più di 10 punti di distacco dalla terza all’ultima giornata e dovesse incontrare la quarta che ne ha 9 perdendo garantirebbe i playoff per se stessa e per tutti. Vincendo penalizzerebbe tutti e se stessa. Sarebbe lecito autopenalizzarsi e illecito ottenere il raggiungimento dei propri sacrifici? Certo esiste il codice di lealta’sportiva ma una vittoria potrebbe addirittura far pensare ad una corruzione a vantaggio dei terzi. E i tifosi lo penserebbero sicuramente. Ultima giornata presenta Sassuolo-Livorno, Verona- Empoli e soprattutto, per la attuale classifica, Brescia-Varese. Non sarebbe più opportuno eliminare prima o poi questa regola?