Punto Palermo: è ( quasi ) Serie B

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di Mario Cicerone

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Cade, risorge e giace il Siena in casa di un Palermo il cui comignolo sportivo lascia intravedere come in un incubo firmato Bram Stoker una trama di ombre intessute e fitte senza filo d’Arianna alcuno. Un mulinello torbido e smorto avvolge Palermo e le sue più recondite speranze lasciando intravedere solo la delusione sul suo volto di sole e mare. Ma analizziamo la gara.

La partita – Un ventaglio di paura e timore irretisce le due squadre al fischio iniziale. Il Palermo provano a pungere per poi batter in ritirata, il Siena attacca denso e coeso, colorando le sue trame noiose e fantasiose a volte con Sestu, a volte con Rosina, a volte con la gazzella Emeghara. Proprio sulla testa di Rosina è la prima occasione bianconera, nulla. Su sfacelo di Anselmo e cross di Sestu, Sorrentino si oppone magistralmente. Tutto da ricamare, tutto da raffinare. Al 44’, il ghirigoro trapunto di luci: Miccoli dalla bandierina disegna una parabola che Terlizzi calcola male e spedisce sul palo. Sulla ribattuta, Anselmo è pronto e lesto: è 1 – 0 rosanero. Al rientro dagli spogliatoi, la gente sugli spalti aspetta ansiosa i giocatori. Allo stadio si respira aria nuova. Alone di speranza pura. Il Gasp sostituisce Anselmo con Nelson. Il Siena sostituisce l’inconcludente energia del primo tempo con una verve più acre e accesa, un po’ come una scintilla ardente prima del fuoco. Fiamme che ardono poco dopo. Indecisione arcana tra Munoz e Sorrentino, colpo di testa di Emeghara a porta sguarnita: pareggia il Siena. Il Palermo, forse irretito dalla paura, comincia ad arretrare, nonostante Gasperini provi a trascinar la squadra in avanti con gli ingressi di Fabbrini e Ilicic. Poco dopo, l’epilogo crepuscolare. Al 28’ Von Bergen atterra Emeghara: è rigore. Rosina dal dischetto non sbaglia. L’onda della disperazione rosanero s’infrange contro le sfilettate acerbe e maledette della cabala. Prima Munoz, poi Nelson centrano la traversa. Al Barbera finisce tra i fischi e la contestazione dei tifosi e le lacrime di Brichetto che sono un po’ le lacrime di una città intera.

Luci – Nessuna.

Ombre – Una sola che vale per tutte, ed è ancor più vicina: la Serie B. È ( quasi ) finito il sogno.

Quel che verrà – Milan – Palermo. Gara quasi insormontabile, soprattutto contro le aspirazioni di questo Milan. Se sarà morte, che non sia lenta e dolorosa. Anche se sperare, sperare ancora, è uno di quei privilegi senza prezzo …

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