Aurelio, il gestore che ha ricostruito la Roma

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Di Luigi Pellicone

Fossimo ancora ai tempi dell’Impero, il lavoro di Aurelio Andreazzoli meriterebbe di essere riconosciuto come una “magna gestio”. Il tattico di Spalletti ha ricostruito la Roma. Lo dicono i numeri: sotto la sua brillante gestione, i giallorossi hanno giocato 6 partite e messo insieme tredici punti, frutto di quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta 11 gol fatti e 7 subiti. Una media di oltre due punti a partita, l’aggancio alla Lazio, il sogno terzo posto (distante 7 punti) ancora da coltivare.

Tutto bello? Sicuramente è un momento positivo. A tal punto da pensare di confermare Andreazzoli anche per il prossimo anno? Calma e gesso, per favore. Roma è piazza umorale come poche: quando si perde, si parla di stagione da buttare. Si vince e si pensa già a come affrontare la prossima Champions. Diciamolo subito: ripartire da Andreazzoli il prossimo anno, significherebbe compiere la terza scelta sbagliata in altrettanti anni di gestione tecnica. La Roma, se vuole costruire il proprio futuro tecnico, ha bisogno di un allenatore, non di un gestore. Andreazzoli si è rivelato un ottimo traghettatore.
Il tattico giallorosso ha seguito le indicazioni e assecondato le caratteristiche degli uomini della rosa. Con un’umiltà, che gli fa onore. Gestire una squadra affidandosi all’estro e alla caratura tecnica dei calciatori non è un difetto, specialmente se hai in squadra talenti puri come Marquinhos, Pjanic, Lamela, un fuoriclasse come Totti e giocatori di spessore come De Rossi e Castàn. L’ossatura della Roma è di alto livello. Andreazzoli ne ha preso atto e ha assolto, benissimo, al suo compito di traghettatore: compattare il gruppo, trovare insieme ai giocatori uno schema, gestire umori e uomini.

Addestrare i giocatori, lasciare un’impronta tecnica forte e tangibile è un’altra cosa. Oggettivamente, è difficile riconoscere il “manico” di un tecnico in questa Roma. Che fa punti perché è forte, ma non ha le stimmate di una squadra “allenata”. Basta ripercorrere il film di queste settimane. La Roma ha perso, male, a Genova, con la Sampdoria. Riveduta e corretta, ha affrontato e battuto la Juventus tesaurizzando la prodezza di Totti. Ha lottato e avuto ragione dell’Atalanta e del Genoa, trascinata dalle qualità dei singoli. Ha impattato a Udine. Con il Parma, grazie ad un Totti sontuoso, ha incamerato altri tre punti. Il risultato, nel calcio, è tutto: i numeri danno ragione ad Andreazzoli. Che è e resta un bravissimo gestore. Un traghettatore, cui resta un solo compito. Portare la nave giallorossa al porto più vicino: attraccare in Europa League e raggiungere la finale di Coppa Italia è un grande risultato. Se poi il tattico dovesse anche vincere, meriterebbe più di una stretta di mano.

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