Punto Inter: l’uovo di Pasqua va di traverso

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di Michele D’Alessio

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Antonio Conte incarta l’uovo di Pasqua da donare ad Andrea Stramaccioni, e la sorpresa è un 1-2 maturato nel pomeriggio piovoso del “Meazza”. L’avvio di partita è appannaggio degli ospiti, Quagliarella con un gol dei suoi buca Handanovic non del tutto esente da colpe. L’Inter in mezzo al campo è in confusione: l’assenza di Guarìn, “punito” per il tardivo rientro dalla Colombia, si sente e Alvarez, all’ennesima prova sperimentale, non riesce a pungere a sufficienza per impensierire la difesa bianconera.

La ripresa, grazie proprio all’ingresso di Fredy Guarìn, vede un inizio sprint dell’Inter, che perviene al pareggio con Palacio che, come una lama nel burro, perfora la difesa Juventina per vie centrali e batte Buffon. Sei minuti più tardi arriva il gol che decide l’incontro, e molto probabilmente anche le sorti del campionato: Quagliarella sfrutta tutti i centimetri del campo per servire Matri. Chivu e Ranocchia alzano il braccio per chiamare la palla fuori, ma il replay chiarisce che non è uscita del tutto. L’attaccante ex Cagliari può così agevolmente sigillare la vittoria. L’Inter le prova tutte, Stramaccioni prova a giocarsi anche la carta Rocchi. I nerazzurri – che non ricevono un rigore a favore esattamente da 19 giornate – recriminano per un atterramento in area da parte di Chiellini ai danni di Cassano: le immagini evidenziano il contatto, ma l’arbitro Rizzoli non concede il penalty.
Dopo 4 minuti di recupero, Cambiasso commette  un’entrata killer ai danni di Giovinco. Il fallo è bruttissimo, e il centrocampista argentino si procura la prima espulsione della sua carriera.

Luci: sicuramente l’Inter ha dimostrato una tenacia importante nel cercare di recuperare il risultato nella seconda parte del secondo tempo.

Ombre: la squadra è andata ancora una volta in svantaggio, e non sempre è facile rimontare, specie se di fronte c’è la squadra che ha dominato il campionato.

Quello che verrà: mercoledì c’è il recupero a Marassi contro la Sampdoria. Ma l’obiettivo terzo posto è sempre più un miraggio, complice anche la vittoria del Milan a Verona.

Fair play: va sottolineato il rispetto reciproco mostrato dai calciatori in campo, anche in occasioni “calde”. Bellissima l’immagine finale, con Antonio Conte, che da ex calciatore, ha calmato gli animi dopo il fallaccio di Cambiasso, abbracciandolo. Il Cuchu ha poi chiesto scusa direttamente negli spogliatoi bianconeri, a Giovinco e a tutti i componenti della squadra.

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