Punto Palermo: bisogna crederci!

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Punto Palermo: bisogna crederci!

di Mario Cicerone

 

L’etica rosanero invoca come imperativo morale e categorico, razionale e a priori come in un’appendice di matrice filosofico – kantiana, miracolosamente vaga e reale, soffusa e ordinata come le note di uno spartito di Chopin, la legge che intesse ogni ventricolo palermitano dei colori della speranza, speranza calda speranza, di vedere il nome della propria squadra anche l’anno prossimo inciso sul volto della Serie A. La città grida in coro: bisogna crederci!

La partita –  Il Palermo punta e spunta già dal 1’ minuto della gara: è vivo, e spinge. Ilicic è ispirato come nei rari momenti di puro idealismo sportivo. Al 23’, il trequartista sloveno pennella per Miccoli, invano. La Samp arretra e ricuce, il Palermo continua a premere. Al 35’, le aquile rosanero affondano il colpo: Miccoli sventaglia, Romero è irretito dalla traiettoria, Von Bergen insacca. 0 – 1 Palermo. Tuttavia, il vantaggio è transeunte. Al 43’, la testa di Munari trafigge Benussi su corner. Lo spartito della ripresa rivela un andante irto da squilli d’ appendice poetica. Il primo assolo, al 5’: Ilicic inventa uno slalom da esame pratico per la patente, entra in area e chiude il monologo palla al piede con il destro. Rete superba come uno spartito di Mozart, sopraffina come la prosa di un’avventura di Dumas. Ma non è ancora finita: Garcia insacca di testa su corner di Miccoli e fa gridare al miracolo gli appassionati tifosi palermitani. Quando l’arbitro sancisce la fine, le sciarpe rosanero sventolano ancora: adesso, la salvezza è più vicina.

Luci – Finalmente, le luci sono tante. Prima fra tutte, la pronta reazione al pareggio blucerchiato. La squadra non si è disunita, coesa nella propria pulsione agonistica. Secondo fulgore: la cabala comincia a sorridere. L’effetto controverso che prende la palla sul gol di Von Bergen è un chiaro esempio di quanto sopra scritto. Terzo riverbero: l’eccelsa prova di Ilicic. Il talento di questo ragazzo è indiscusso. Ha preso sulle spalle la squadra e i suoi più lontani orizzonti.

Ombre – La disattenzione sul pareggio blucerchiato è la prima, seppur piccola, ombra della partita. Attenzione capillare e dettagli ben curati dovranno essere le precondizioni di eventuali, futuri, successi.

Quel che verrà – Palermo – Bologna, ore 12:30. Al Barbera, lo squarcio che intesserà l’orizzonte rosanero sarà fulgido e speranzoso come il mare di Mondello. Se l’ossatura di un concetto non può che prescindere dai suoi effetti più immediati, allora la banda Sannino vuole, deve, continuare a sognare.

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