Archivi categoria: CALCIO E BUSINESS

L’economia e la finanza del pallone

Roma – Nike, accordo vicino

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Stando a quanto riporta il sito bloomberg.com, la Roma e Nike sarebbero molto vicine a firmare un accordo che legherebbe la squadra capitolina e il famoso brand statunitense per un lungo periodo. Nike andrebbe così a sostituire Kappa, che fornisce il materiale tecnico alla Roma dal 2007. Non sono stati resi noi i termini economici dell’accordo.
In Italia, Inter e Juventus sono sponsorizzati da Nike, e in passato lo è stato anche il Napoli.

Questo il link completo della notizia: http://www.bloomberg.com/news/2013-03-12/nike-said-to-be-close-to-deal-to-make-gear-for-roma-soccer-team.html

Redazione Social Football

Cellino resta in carcere

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Resta in carcere il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, arrestato il 14 febbraio scorso nell’ambito dell’inchiesta sulla realizzazione dello stadio Is Arenas. Il giudice delle indagini preliminari, Giampaolo Casula, ha respinto l’istanza degli avvocati difensori che avevano sollecitato la scarcerazione.

Cari tifosi rossoblù, domenica non andate a Is Arenas. Nemmeno a sostenere la squadra fuori dallo stadio dal momento che con il Torino si giocherà a porte chiuse“. L’appello arriva direttamente dal sito Internet del Cagliari: “E’ estremamente importante – si legge nel comunicato – evitare assembramenti nei pressi dello stadio. Seguite la partita in televisione a casa, o in locali pubblici autorizzati a diffondere le immagini. Come è facile capire, il Cagliari sta vivendo un momento delicatissimo, per questo vi chiediamo collaborazione, comprensione e senso di responsabilità. Il futuro del Cagliari è nelle vostre mani“. Il messaggio è chiaro: “Sappiamo che tutto ciò è doloroso, non poter vedere la propria squadra del cuore e non poterla sostenere in una gara importante per la salvezza è, per voi e per noi, fonte di amarezza. Adesso, però, è il momento della massima responsabilità“.

Fonte: Ansa.it

Redazione Social Football

Il Milan paga Balotelli con i soldi anticipati da Unicredit

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L’acquisto di Mario Balotelli, per 20 milioni di euro, ha fatto ricredere molti sulle disponibilità economiche del Milan, costretto a vendere tanti pezzi da 90 fino ad adesso (Ibra, Pato, T.Silva, ecc…).
In realtà, come riporta il Sole 24 ore del 5 febbraio, è stata la banca Unicredit ad anticipare al Milan il denaro da versare al City.

Nell’ultima decade di gennaio, infatti, Milan e Unicredit hanno stipulato un contratto di factoring: in pratica, Unicredit ha comprato i crediti che il Milan vanta con le emittenti per i diritti tv. Trattasi di crediti di futura ma di sicura escussione. Con questi soldi, il Milan si è poi affrettato a chiudere l’affare per l’acquisto di super Mario.

Beninteso, l’operazione è lecita (disciplinata dall’articolo 1260 del codice civile) e fatta spesso da tante imprese, ma qualche aspetto non proprio limpido emerge.

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Ad esempio, oltre al fatto che l’operazione copre l’esatto importo dell’operazione, va notato che il responsabile della struttura Identity and Communication della banca è Maurizio Beretta, proprio lo stesso che solo il 18 gennaio è stato rinominato presidente di Lega, con i voti contrari di alcuni Top Team (come Inter, Juventus e Roma), ma con il voto favorevole del Milan.
Il credito ceduto dal Milan alla banca ammonta a 30 milioni di euro (come riporta il sito calciomercato.com). In un periodo così, in cui le banche hanno chiuso le porte del credito ai cittadini, un esborso di questo tipo può far scalpore.

Redazione Social Football

Uefa in prima linea contro la corruzione nel calcio

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di Marco Marini

Prevenzione, monitoraggio e sanzioni disciplinari. Sono questi i punti fondamentali stabiliti dalla Uefa per combattere il problema delle combine nel mondo del calcio. Ormai dilagante. Proprio per questo motivo non si può più stare a guardare. Il massimo organismo calcistico europeo, infatti, ha deciso di intervenire in tre direzioni. Una che riguarda appunto la prevenzione mediante l’educazione, un’altra che si basa sul monitoraggio e la segnalazione attraverso la collaborazione con l’industria delle scommesse ed azione mediante condanne e sanzioni disciplinari.

Dopo gli eventi che hanno sconvolto il mondo del calcio e che ne stanno comportando una perdita di credibilità, la Uefa  è sempre più determinata a combattere questa corruzione. A Roma, durante la Conferenza  sull’Integrità dello Sport svoltasi il fine settimana scorso, i massimi vertici sono intervenuti al riguardo per cercare di sconfiggere questa calamità che, ormai da anni, affligge il calcio mondiale. In merito all’argomento Gianni Infantino, segretario generale Uefa, si è schierato in prima linea nel voler eliminare quello che lui ritiene un “cancro ed una vera minaccia per l’integrità dello sport”. Secondo Infantino, quindi, “non possiamo ammettere che il calcio venga contaminato da criminali che pensano solo a guadagnare”. D’altra parte “è un gioco che si basa sulla competizione leale secondo determinate regole. L’integrità del nostro sport, oltre al benessere fisico ed emotivo di giocatori e direttori di gara, viene messa seriamente in pericolo da questi individui che hanno collegamenti diretti con la criminalità organizzata in Asia e in Europa”.

Per evitare che altri fatti scabrosi possano rovinare ancora questo sport, Infantino ha dichiarato che si impegneranno “a mantenere l’integrità sportiva  attraverso la costruzione di un ampio database interno, che contiene informazioni sulle partite e dati da diverse fonti e che permette di collaborare con gli organi esecutivi e i pubblici ministeri nei casi di corruzione.”

Ovviamente, secondo quando dichiarato dal segretario generale, “non si può vincere questa battaglia da soli, è necessaria una stretta collaborazione con tutta la famiglia del calcio e gli altri organi sportivi. Contiamo molto sul loro aiuto, in modo che siano i valori a prevalere”.

Un impegno concreto si sta portando avanti già da molto tempo ma, adesso come non mai, sembra giusto che venga affrontato e risolto. Il problema riguarda l’aumento delle combine nel corso degli ultimi anni, notevolmente in crescita rispetto a dieci anni fa. Giochi illeciti che hanno ulteriormente gettato fango sul mondo calcistico. Non bastavano gli episodi di violenza e di razzismo. Le combine rappresentano un problema anche per l’interesse suscitato, sempre più grande. E’ vero che erano già presenti nel sistema calcio ma, al contrario di prima in cui rimanevano a livello nazionale, adesso si è arrivati a scoprire episodi di corruzione di portata internazionale. Questa pessima abitudine sta facendo perdere la spontaneità di quello che dovrebbe essere solo un gioco. Uno sport che invece di emanare le sentenze sul campo, viene giocato fuori dal rettangolo verde.

E se iniziamo a conoscere i risultati delle partite prima che inizino, dovremo fermarci. I bambini dovranno smettere di giocare a calcio, la gente dovrà smettere di andare allo stadio.

Forse siamo arrivati al punto in cui la Uefa ha preso coscienza che in questo modo il calcio non può più andare avanti? Forse.

Benedetta crisi, la carica dei 90 alla conquista dell’Italia

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di Carmine Guarino
Benedetta crisi, la carica dei 90 alla conquista dell’Italia

Tanta classe, cresta alta, sfacciataggine e non più di ventidue anni. Questo è l’identikit dei “giovani terribili” che stanno cambiando il calcio italiano.  La “carica dei 90” ha deciso di farsi valere e rispettare e non ce n’è più per nessuno. In un paese storicamente per vecchi, le luci della ribalta sono tutte per loro. Nemmeno i cento dalmata tanto agognati da Crudelia De Mon sapevano essere così scatenati.  E ora, in giro per l’Italia, le Crudelia De Mon a caccia del migliore della carica dei 90 si diffondono come funghi. Le annate sono di quelle buone, come un Cabernet sauvignon conservato per le occasioni speciali. E l’occasione è davvero speciale. Ridare freschezza e fascino al nostro calcio, ormai sempre più bistrattato, e costruire in casa i campioni del futuro. ( È quello che fa una squadra che indossa una maglietta blaugrana e che negli ultimi cinque anni ha vinto anche il torneo estivo di burraco.) Senza la crisi probabilmente i dirigenti italici avrebbero continuato a essere miopi sui giovani talenti preferendo vecchi volponi dai nomi altisonanti e dai portafogli belli pieni. Quindi, per una volta, è giusto dirlo e ad alta voce: “Grazie crisi!”

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La copertina non può che spettare a lui: Stephan El Shaaraawy. Con l’attacco orfano di Ibra, il crestuto Faraone si è preso il Milan sulle spalle con l’incoscienza tipica dei suoi 19 anni. 14 gol nel solo girone d’andata e giocate da strabuzzare gli occhi. Molti si sono affrettati a paragonarlo allo spilungone svedese, ma ricorda molto più il Thierry Henry prima maniera. Quello che, per intenderci, partendo dalla sinistra, convergeva verso il centro e impallinava i portieri avversari con tiri perfetti. Ma non è finita. El Sha corre che sembra un ossesso e difende fino alla propria aria di rigore come fa il fido Rooney con sir Alex Ferguson. Il mix è esplosivo e il Faraone sta conquistando l’Italia con la maglia rossonera addosso. La stessa maglia la indossa tale M’Baye Babacar Niang. Fisico statuario, potenza esplosiva e buona classe. il 18enne francese ha tutte le carte in regola per diventare un campione. Il tridente del Milan del futuro si completa con un classe 91 che in serie B sta facendo faville:Riccardo Saponara. Esterno destro, sinistro, trequartista o seconda punta. Il giovane Ricky sa fare tutto e con un nome così sul Naviglio lo sognano già di notte.

Altro pezzo pregiato della carica dei 90 è Erik Lamela. Forza e velocità straripante, tecnica sopraffina e soli 20 anni. Il ragazzo di Buenos Aires ha trovato la consacrazione definitiva quest’anno agli ordini di mister Zeman. Già 10 gol in campionato e giocate straordinarie: un vero incubo per le difese avversarie. Nella capitale gioca un altro giovanotto dalle guance rosse e dal futuro assicurato: Alessandro Florenzi. L’anno scorso a Crotone ha cominciato facendo il terzino e ha finito come seconda punta. Con Zdenek gioca come intermedio di centrocampo e sembra il ruolo perfetto per lui. Polmoni d’acciaio, grinta e ottimo senso dell’inserimento. Anche lui classe 91. La stessa età di Mattia Destro, uno che a dire il vero un po’ ha deluso o forse un po’ è stato sopravvalutato. A Roma gioca poco perché davanti ha uno come Osvaldo. Il buon Mattia non è il nuovo Bobo Vieri, come qualcuno voleva far credere, ma merita di entrare a fare parte della carica dei 90. Centravanti moderno con ottimi movimenti, buona tecnico e fiuto del gol. Anche lui si farà.

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Se un certo Gianluigi Buffon, non proprio il primo che passa, si sbilancia e indica Mattia Perin come suo sostituto per il futuro un motivo ci sarà. Il portiere pescarese classe 92 dopo un inizio di campionato incerto sta stupendo tutti. Ottimo senso della posizione fra i pali e buona reattività, da migliorare le uscite. Ma l’età e decisamente dalla sua. Un futuro campione, però, Gigi Buffon ce l’ha anche a “casa”: Paul Pogba. Il francescone ex United ha stupito tutti, ricorda molto da vicino Patrick Vieira, non uno qualsiasi insomma. Conte dopo la partita contro il Bologna lo ha richiamato all’ordine e il centrocampista è tornato “normale”.  A volte sarebbe meglio lasciarli fare perché, come dicono Greggio e Iacchetti, “so ragazzi” e non è detto che sia un male. Altro ragazzino cresciuto niente male è quel Lorenzo Insigne che ha incantato Foggia, Pescara e ora fa il profeta in patria. Velocità e dribbling da funambolo e piede educatissimo. Se impara che nel calcio conta anche passare la palla sarà un assoluto fuoriclasse.

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Chiusura d’obbligo dedicata a uno che Insigne potrebbe raggiungerlo presto: Mario Balotelli. Bad boy, ragazzaccio, mela marcia, lo hanno chiamato in tutti i modi. Sembra già un veterano ma è del 90 anche lui. Ha tutto per diventare una stella: fisico, tecnica, potenza, tiro. Finora si è espresso al meglio solo agli Europei. A Milano sotto sotto lo vorrebbero nonostante il rischio “infezione”, a Napoli farebbero carte false pur di abbracciarlo: chissà che l’aria di casa faccia bene a Super Mario.

È proprio il caso di dirlo: la paura fa 90…

Stadio Inter, piano B: dopo i cinesi ecco il colosso svizzero delle costruzioni

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di Michele D’Alessio

L’Inter punta al nuovo stadio. Dopo l’oscuro rapporto con i cinesi, che sarebbero stati arruolati proprio per lo stadio e che sono pronti anche a pagare la penale sul precontratto firmato con l’Inter, ecco che Massimo Moratti guarda alla Svizzera. Il presidente nerazzurro si è recato nella sede della Mabetex, colosso delle costruzioni, che ha ristrutturato edifici importanti come il teatro “La Fenice” di Venezia e il palazzo del Cremlino, e ha incontrato i fratelli Pacolli, ai vertici dell’azienda. Moratti e la Mabetex si sono confrontati su un paio di progetti, che ricalcano l’Allianz Arena di Monaco e il Fly Emirates Stadium di Londra, di cui si era parlato anche con i Cinesi. Visti i movimenti che la società nerazzurra sta facendo per il nuovo stadio, si può pensare che sia già stata individuata l’area sulla quale edificare la struttura. Se questa estate l’Inter aveva ufficialmente parlato di 2016/2017 come gli anni in cui il nuovo stadio sarebbe stato pronto grazie all’intervento della China Railways Construction, ora, se andasse in porto l’accordo con la Mabetex (si parla di 550 milioni di euro di costo complessivo) si dovranno rivedere i tempi per consegnare ai tifosi dell’Inter la nuova casa, allineandosi a Reggiana, Juventus e Roma, che o già hanno o sono in procinto di avere lo stadio di proprietà.

Fair-play finanziario, tempo di bilanci

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di Marco Marini

La Uefa incomincia a fare sul serio. A pochi giorni dal 31 Dicembre sono arrivate le prime sentenze da parte del collegio consultivo della Commissione per il controllo finanziario dei club del massimo organo sportivo europeo. Otto società su nove prese in esame sono state sanzionate. Le squadre in questione per cui è scattato il procedimento dell’esclusione dalle Coppe Europe sono Malaga, Hajduk Spalato, Rapid Bucarest, Osijek, Dinamo Bucarest e Partizan Belgrado. Le altre due coinvolte, Vojvodina e l’Arsenal Kiev, sono state punite solo con un ammenda, rispettivamente, di 10 mila e 75 mila euro. D’altronde il bilancio è una realtà che le società calcistiche non possono far finta che non esista. E ancor di più adesso, dal momento che la Uefa sta effettuando controlli a tappeto riguardo le gestioni societarie della stagione 2011-2012. I punti su cui le società sono e verranno monitorate, a detta di Michel Platini, sono l’eventuale presenza di debiti, la fornitura di informazioni finanziarie e l’obbligo del pareggio di bilancio. Chi non rispetterà questi parametri verrà sanzionato.

L’idea di fair play finanziario nasce dal fatto che le disparità tra le società, nel calcio moderno, sono sempre più spesso dovute a un fattore economico piuttosto che a uno sportivo. Infatti, con questo termine si indica un progetto tramite il quale si  vogliono estinguere i debiti contratti dalle società calcistiche inducendole a un auto-sostentamento finanziario.

Le società italiane, per il momento, come Napoli, Lazio e Udinese riescono ad avere dei buoni introiti e a chiudere sempre l’anno in positivo. La Juventus, sebbene in rosso, si trova in una situazione abbastanza rassicurante. Così come quella del Milan che dovrebbe ripianare il deficit grazie alle cessioni illustri. Decisamente negativo è il bilancio dell’Inter con un bilancio in negativo di 77 milioni di euro così come quello della Roma, in rosso di 58,4 milioni di euro. Leggermente migliore il bilancio della Fiorentina che, grazie al finanziamento di 15 milioni da parte dei Della Valle, è riuscita a diminuire il deficit del 2011, attestatosi sui 32,5 milioni.

In Europa, nei primi mesi del 2012, sono state controllate le società calcistiche ed i dati hanno attestato che il debito si aggira intorno a 1,5 miliardi di euro. Inoltre è stato notato che il 75% delle società non riesce ad avere un bilancio in parità. Sono moltissime quelle indebitate. Il Manchester City ha concluso il 2011 con una perdita di 225 milioni di euro. Tra le squadre inglesi anche Chelsea, il Manchester United ed il Liverpool si trovano con il bilancio in passivo. In Spagna il Barcellona ha un indebitamento di 98 milioni di euro mentre il Valencia si trova in passivo di 260 milioni di euro.

Ma c’è già chi ritiene che sia una provvedimento che non verrà applicato ugualmente a tutte le squadre e che verranno fatti eventuali “trattamenti di favore”. Questa è la preoccupazione di Karl-Heinze Rummenigge. All’ex campione tedesco non è passato inosservato il contratto sottoscritto dal Paris Saint Germain con la Qatar Tourism Authority, azienda responsabile delle attività turistiche del Paese la cui promozione spetterà alla squadra francese. Un accordo che offrirà la possibilità alla società transalpina di intascare già da questa stagione ben 150 milioni che gli consentirebbero di coprire quasi tutto il monte ingaggi. Ciò che turba maggiormente il presidente del Bayern Monaco è che il Paris Saint Germain, con questo meccanismo, aggirerebbe le regole del fair-play finanziario. In merito a ciò, infatti, ha dichiarato di “osservare questa situazione con grande interesse e con altrettanta preoccupazione” confidando nel fatto che “la Uefa faccia chiarezza”. Dello stesso parere è anche Hans Watzke, amministratore delegato del Borussia Dortmund, il quale ha sottolineato il fatto che “bisogna stare attenti al mercato delle  sponsorizzazioni”.

Per questo motivo, infatti, bisogna vigilare con ancor più attenzione perché molti club, soprattutto quelli legati agli sceicchi, potrebbero aggirare l’ostacolo con sponsorizzazioni milionarie. Ciò significherebbe, quindi, addio fair-play finanziario.