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Notizie e inchieste sul calcio italiano

Antitrust, “diritti tv da rivedere”

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Premiare maggiormente il merito sportivo per la spartizione dei diritti tv tra le squadre italiane. E’ questo l’appello dell’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato rivolto sia al Parlamento che al Governo. Secondo l’Antitrust, infatti, per prima cosa bisognerebbe eliminare il sistema attuale, che prevede una ripartizione in riferimento ai risultati storici a partire dalla stagione calcistica 1946/47.

Inoltre, nella segnalazione inviata oggi, per l’assegnazione dei diritti tv è stato richiesto di non far riferimento al bacino d’utenza dei club dal momento che il numero degli spettatori non può essere considerato un parametro di giudizio adatto alla logica meritocratica. Per questo è necessario “rivedere l’opportunità di mantenere tale criterio di ripartizione o, quanto meno, di limitarne l’incidenza rispetto a quello che premia i risultati”. D’altra parte, sempre a detta dell’Antitrust “i profitti di una società dipendono dalla competitività dei concorrenti”.

Non a caso, dal momento che attualmente le risorse dei club sono decise in base alla notorietà e, in buona parte, alla storia del club, i club minori che cercano di svilupparsi per competere ad armi pari non potranno farlo a causa della remunerazione che premierà sempre determinati club. A parere dell’Antitrust, inoltre,  per garantire una maggior equità e imparzialità, la ripartizione deve essere gestita da un soggetto terzo, differente dalla Lega.Il motivo riguarda il fatto che “La Lega, in quanto composta da organi in cui siedono esponenti delle singole squadre, non rappresenta infatti il soggetto nella posizione migliore per dettare le regole di ripartizione delle risorse, posto che talune società potrebbero trovarsi nella condizione di influenzare a loro vantaggio tali scelte”.

La ripartizione dei proventi derivanti dalla vendita dei diritti televisivi dovrebbe, quindi, conclude l’Antitrust, “essere effettuata da un soggetto avulso dagli interessi economici delle società di calcio, e realizzata nell’ottica di garantire la necessaria flessibilità e competitività dell’intero sistema calcistico”. Solo così potrà esserci un certo equilibrio tra le big e le squadre meno competitive.

 Redazione Social Football

Luis Ruzzi a valanga: “Petkovic è uno Yes Man”. Lite in diretta con il giornalista Luigi Salomone.

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Il procuratore di Maurito perde il controllo durante una chiamata a Radiosei

Di Michele De Angelis

Luis Ruzzi sentendosi chiamato in causa da alcune affermazioni fatte dal noto giornalista del “Tempo”, Luigi Salomone, è intervenuto in diretta all’interno della trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”, in onda su Radiosei.

La discussione è degenerata in pochi istanti e l’agente dell’argentino si è reso protagonista di alcune affermazioni piuttosto pesanti.

Punta il dito verso la società e la comunicazione romana che avrebbe favorito la crescita di tensioni intorno al suo assistito, andando ad ingigantire qualsiasi comportamento dell’argentino.

Poi le sue attenzioni vanno al mister biancoceleste: “Se la società va sempre a prendere degli Yesman in giro per paesi minori è normale che poi ci siano situazioni del genere”.

Pesanti anche le insinuazioni lanciate al giornalista romano, accusato di non agire in buona fede e di seguire i dettami della società.

L’agente di Mauro Zarate è sembrato completamente fuori di sé. A fatica il conduttore, Guido De Angelis, è riuscito a interrompere la diatriba ma senza arrivare ad alcun chiarimento.

Un altro animato capitolo di una storia che sta assumendo contorni sempre più tristi…

Punto Roma: un déjà vú rimasto a metà

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Di Alberto Rossi

La Roma non riesce a tornare a vincere il derby ed è costretta ad accontentarsi del pareggio dopo l’1-1 maturato lunedì sera. Per i giallorossi poteva andare molto meglio come poteva andare anche molto peggio. Se si analizza l’andamento della partita il risultato sta stretto alla squadra di Andreazzoli vista l’inferiorità numerica della Lazio per gran parte del secondo tempo ed il contraccolpo psicologico dei biancocelesti dopo il rigore fallito. Dall’altra parte, però, va detto che la Roma ha rischiato di affondare nel primo tempo quando la Lazio ha avuto in mano il pallino del gioco andando più volte vicina a chiudere la partita. E poi il rigore del possibile 2-0, sbagliato clamorosamente da Hernanes ad inizio ripresa e vero spartiacque dell’incontro, avrebbe chiuso definitivamente la partita. L’errore dal dischetto ha ricordato a molti il derby che si giocò nell’aprile di tre anni fa, con la Roma di Ranieri prima in classifica che andò in palese difficoltà e sotto 1-0 nel primo tempo, poi il rigore sbagliato di Floccari verificatosi nello stesso minuto così come il rigore del pareggio della Roma. Una serie di coincidenze dove, però, è mancata quella più importante per i tifosi romanisti.  Prima dell’errore del centrocampista laziale, la Roma ha sofferto molto regalando i primi 45’ agli avversari e mostrandosi pericolosa solamente con un tiro di Totti prima dell’intervallo. Lascia perplessi l’approccio alla partita dei giallorossi così come l’improvviso cambio di modulo adottato da Andreazzoli, passato alla difesa a 4, che non ha fornito notevoli risultati; la squadra non è sembrata messa benissimo in campo. Poi la trasformazione nella ripresa, avvenuta più per inerzia che per altro, e dopo il pari di Totti (raggiunti Delvecchio e Da Costa con 9 gol nei derby) la Roma ha sfiorato il vantaggio con qualche punizione sempre del Capitano e clamorosi errori sotto porta di Lamela e Florenzi. Complessivamente è stata una prestazione che ha lasciato l’amaro in bocca tra i tifosi ed ora i punti di distacco della Lazio diventano virtualmente 4, ora che lo scontro diretto è a favore dei biancoazzurri.

Luci: da salvare la reazione della squadra nel secondo tempo, trascinata (neanche a dirlo) da una grande prestazione di capitan Totti. Per come si era messa la partita si può parlare di un punto guadagnato.

Ombre: molto negativo il primo tempo dove la squadra poteva subire di più. Non convince il cambio di modulo. Troppi palloni persi a centrocampo, soprattutto da Pjanic e Florenzi. Con la superiorità numerica la squadra avrebbe dovuto essere più incisiva, poca cattiveria sotto porta.

Quello che verrà: era un derby da vincere per riavvicinarsi alla zona europea, il pari serve a poco ma ancora tiene in corsa la Roma. Il calendario adesso mette di fronte Torino, Siena e Pescara e la squadra di Andreazzoli deve ripetere il cammino dell’andata dove riuscì a portare a casa 9 punti. Da risolvere il caso Osvaldo che sta diventando sempre più scomodo tra le mura di Trigoria. E la semifinale di Coppa Italia incombe.

Punto Lazio: I biancocelesti fanno tutto da soli

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Hernanes

Il profeta prima incanta e poi manca il colpo del KO

Di Michele De Angelis

Pochi centimetri più in là, in occasione del rigore calciato dal brasiliano, e i biancoazzurri avrebbero messo in cassaforte il quarto derby di fila. Pochi centimetri e la Lazio avrebbe evitato di concedere il fianco ai propri dirimpettai.

Gli uomini di Petkovic erano riusciti a imporre il loro gioco e costringere la Roma ad una partita di sacrificio, senza poter esprimere il proprio gioco.

I rigori però a volte si sbagliano e il team capitolino è stato bravo a non cedere il passo ai rivali di sempre, nonostante il morale sotto le scarpe, nonostante l’uomo in meno negli ultimi venti minuti.

I biancocelesti rimangono sopra ai giallorossi e staccano di un punto l’Inter. La rincorsa al posto Champions appare ormai un miraggio. Non sembra invece così assurda la possibile remuntada contro i Turchi che arriveranno tra qualche giorno qui all’Olimpico.

Luci: Grande prestazione sul piano del gioco e della condizione fisica. Gli uomini della linea mediana sono in continuo movimento e il portatore di palla ha sempre almeno un paio di opzioni. Facilità di manovra e di arrivare al tiro. La prestazione di Hernanes rimane comunque positiva. Molto bene anche Lulic e Cana. Candreva è tornato ai suoi livelli. Marchetti decisivo dopo il pareggio.

Ombre: Il team capitolino subisce troppo il contraccolpo mentale dopo il rigore sbagliato dal profeta e si lascia schiacciare cadendo nelle piccole provocazioni di alcuni avversari. Prima Klose e poi Kozak non lasciano il minimo segno. Ingenuo Biava.

Quello che verrà: Un eventuale capovolgimento di risultato nel match di giovedì potrebbe spazzare via qualsiasi rammarico della mancata vittoria nel derby. Sarà dura ma la Lazio ha dato l’impressione di aver ritrovato testa e gambe. Poi ci sarà la Juve ma questa è tutta un’altra storia. E in Coppa Italia si attende il nome dell’altra finalista…  

Roma – Lazio 1-1: le pagelle

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Pagelle di Roma – Lazio [1-1] di Alessia Fratarcangeli

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AS Roma

Stekelenburg – 6.5 nel primo tempo si fa trovare pronto su tiro di Candreva, ma nulla può sul gran colpo di Hernanes. Altra parata decisiva con una mano su tiro di Lulic. Per il resto della gara è sempre sull’attenti ma non viene mai chiamato in causa.
Torosidis – 5.5 non è la sua prestazione più brillante, fatica molto sulla sua fascia a causa di Lulic, c’è tanta corsa ma poca sostanza.
Marquinhos – 6  stava per diventare l’uomo dell’ennesima disfatta nel derby e invece si è salvato (meritando alla fine la sufficienza). A parte l’errore demenziale che ha causato il rigore, è sempre in anticipo sugli avversari, svolge un lavoro come sempre scrupoloso e attento.
Castan – 6 tiene a bada Klose, per quel che si è visto e poi Kozak, senza rischiare troppo.
Marquinho – 5.5 si propone molto in avanti, senza concludere granchè. La sua spina nel fianco stasera si chiama Antonio Candreva.
De Rossi – 4.5 le sue peggiori prestazioni le tira fuori nei momenti meno appropriati. Con lui non ci sono mezze misure: o gioca un derby violento, tirando cazzotti agli avversari, oppure sembra che si muova in slow motion. >Destro (52’) – 6  il giocatore che cambia positivamente le sorti del derby, non ha occasioni eclatanti tra i piedi, ma almeno dà movimento all’attacco giallorosso e tiene più impegnati i difensori biancocelesti.
Florenzi – 6.5 è un pendolino, corre ovunque e lotta ovunque sia la palla. Unico grande rimpianto quel gol mangiato davanti a Marchetti e pochi secondi dopo la voglia di strafare non gli fa vedere Destro davanti alla porta pronto per essere servito. > Dodò (73’)- 6 la corsa c’è, e tanta. Bisogna che entri di più nel sistema tattico della squadra.
Bradley – 6 spende molte energie in corsa, aiuta in compagni in fase difensiva, ma fatica un po’ a proporsi in avanti come vorrebbe  dato che è ostacolato da Onazi e Hernanes.
Pjanic – 6 parte un po’ troppo timido e dalle sue espressioni si vede che teso. Poi però nel secondo tempo entra con tanta grinta e voglia di riscattarsi per il primo tempo sottotono e si procura il fondamentale calcio di rigore che porterà la Roma al pareggio.
Lamela – 6.5 il primo tiro verso la porta di Marchetti (anche se debole) è il suo. È sicuramente l’uomo che ha messo di più in difficoltà la retroguardia avversaria e anche il giocatore che più tra i giallorossi ha avuto più occasioni per capovolgere il risultato. È anche protagonista di un chiaro fallo in area di rigore che doveva  essere fischiato, ma così non è stato.
Totti – 7 il migliore, come sempre. È lui che già verso la fine del primo tempo cerca di dare una scossa ai suoi compagni e che suona la carica per rimontare lo svantaggio. La sua grinta e la sua tenacia lo premiano con il nono gol nel derby, siglato su calcio di rigore. In altre due occasioni tiene impegnato Marchetti: un gran tiro  al limite dell’area di rigore e una punizione da circa 30 metri.
All. Andreazzoli – 6 la sua Roma nel primo tempo sbaglia completamente l’approccio alla partita e nota subito che De Rossi, oltre la botta rimediata, non è in grado di continuare a giocare. Per questo butta nella mischia Destro, che torna dopo due mesi di stop, e sembra la mossa giusta. I suoi ragazzi creano tanto, essendo anche in superiorità numerica, ma non riescono a capitalizzare nessuna delle loro chiare occasioni da gol. Serve più cinismo.

SS Lazio

Marchetti – 7 uno dei migliori in campo tra i biancocelesti.  Non ha nessun problema sul debole colpo di testa di Lamela a un minuto dall’inizio e salva il risultato più volte su tiri di Totti e Florenzi.
Gonzalez – 6 prova sufficiente del difensore biancoceleste che stasera, anche se non gioca nel suo solito ruolo, svolge un lavoro attento e preciso sulle incursioni degli attaccanti avversari.
Cana – 6.5 efficace e irremovibile dagli avversari nel ruolo di centrale anche se non sempre è sembrato perfetto e pulito nei suoi interventi.
Biava – 4.5 rischia di compromettere il risultato del derby a sfavore dei compagni con i suoi due cartellini gialli che gli costano l’espulsione.
Radu – 5.5 scintille volano tra lui e Lamela anche in area di rigore. Non brillante stasera, che non riesce quasi mai a proporsi in avanti. È stato fortunato che Mazzoleni non abbia visto il colpo che ha sferrato a Lamela durante uno dei loro scontri. > Stankevicius – s.v.
Ledesma – 6 lavora molto davanti alla difesa, ma da lì non ha avuto modo di muoversi. > Ciani  – 6 efficace nel contrastare le avanzate degli avversari.
Lulic – 6.5 mette in grossa difficoltà Torosidis ed è una spinta costante sulla fascia sinistra. Diventa pericoloso per Stekelenburg con un tiro rasoterra che il portiere giallorosso con una mano riesce ad allontanare dalla sua porta.
Onazi – 6.5 altra buona prestazione del giovane nigeriano alla sua prima apparizione della stracittadina romana.  Prova generosa e senza errori grossolani, mostra sempre grande personalità e rilancia molte volte l’azione per i suoi compagni.
Hernanes – 6 luci e ombre sul profeta che avrebbe potuto coronare una prestazione spettacolare dopo il gran gol rifilato a Stekelenbung. E invece distrugge tutto ciò che aveva fatto di buono in 50 minuti prima con il rigore sbagliato, poi con il rigore causato per fallo su Lamela nella propria area di rigore. Dopo il primo tempo da padrone del centrocampo e dopo l’errore dal dischetto sembra spaesato.
Candreva – 7 l’altro migliore insieme a Marchetti. In tutti i suoi movimenti mette tanta corsa e personalità  e sulla sua fascia ha sempre la meglio davanti a un impacciato Marquinho. Arriva alla conclusione in porta solo una volta.
Klose – 5 rientra da un lungo stop e si vede che non è in piena forma; non si è reso minimante pericoloso. > Kozak  – 5.5 dà una mano sulle palle inattive però non fa molto di più del tedesco.
All. Petkovic – 6 prova di orgoglio della sua squadra che però avrà gli incubi pensando che poteva benissimo chiudere la partita a inizio secondo tempo. Speranzoso, mette titolare Klose, ma si nota subito che il tedesco non è in condizione. Il primo tempo i suoi giocatori dominano il campo per almeno mezz’ora, non concedendo spazi ai giallorossi e innescando dei micidiali contropiedi. Nel secondo tempo, dopo l’errore dal dischetto, la prestazione inizia a calare, ma rimangono compatti e si difendono piuttosto bene dagli attacchi giallorossi pur essendo rimasti per  venti minuti in inferiorità numerica.

Arbitro Mazzoleni – 5.5 avrebbe potuto portare a casa una soddisfacente prestazione: buona amministrazione dei cartellini e giusta la segnalazione dei due rigore. Peccato che a infangare il tutto c’è il rigore non concesso a Lamela su evidente fallo di Radu (e anche una probabile botta sempre di Radu nei confronti di Lamela a gioco fermo).

Punto Palermo: bisogna crederci!

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Punto Palermo: bisogna crederci!

di Mario Cicerone

 

L’etica rosanero invoca come imperativo morale e categorico, razionale e a priori come in un’appendice di matrice filosofico – kantiana, miracolosamente vaga e reale, soffusa e ordinata come le note di uno spartito di Chopin, la legge che intesse ogni ventricolo palermitano dei colori della speranza, speranza calda speranza, di vedere il nome della propria squadra anche l’anno prossimo inciso sul volto della Serie A. La città grida in coro: bisogna crederci!

La partita –  Il Palermo punta e spunta già dal 1’ minuto della gara: è vivo, e spinge. Ilicic è ispirato come nei rari momenti di puro idealismo sportivo. Al 23’, il trequartista sloveno pennella per Miccoli, invano. La Samp arretra e ricuce, il Palermo continua a premere. Al 35’, le aquile rosanero affondano il colpo: Miccoli sventaglia, Romero è irretito dalla traiettoria, Von Bergen insacca. 0 – 1 Palermo. Tuttavia, il vantaggio è transeunte. Al 43’, la testa di Munari trafigge Benussi su corner. Lo spartito della ripresa rivela un andante irto da squilli d’ appendice poetica. Il primo assolo, al 5’: Ilicic inventa uno slalom da esame pratico per la patente, entra in area e chiude il monologo palla al piede con il destro. Rete superba come uno spartito di Mozart, sopraffina come la prosa di un’avventura di Dumas. Ma non è ancora finita: Garcia insacca di testa su corner di Miccoli e fa gridare al miracolo gli appassionati tifosi palermitani. Quando l’arbitro sancisce la fine, le sciarpe rosanero sventolano ancora: adesso, la salvezza è più vicina.

Luci – Finalmente, le luci sono tante. Prima fra tutte, la pronta reazione al pareggio blucerchiato. La squadra non si è disunita, coesa nella propria pulsione agonistica. Secondo fulgore: la cabala comincia a sorridere. L’effetto controverso che prende la palla sul gol di Von Bergen è un chiaro esempio di quanto sopra scritto. Terzo riverbero: l’eccelsa prova di Ilicic. Il talento di questo ragazzo è indiscusso. Ha preso sulle spalle la squadra e i suoi più lontani orizzonti.

Ombre – La disattenzione sul pareggio blucerchiato è la prima, seppur piccola, ombra della partita. Attenzione capillare e dettagli ben curati dovranno essere le precondizioni di eventuali, futuri, successi.

Quel che verrà – Palermo – Bologna, ore 12:30. Al Barbera, lo squarcio che intesserà l’orizzonte rosanero sarà fulgido e speranzoso come il mare di Mondello. Se l’ossatura di un concetto non può che prescindere dai suoi effetti più immediati, allora la banda Sannino vuole, deve, continuare a sognare.

Punto Milan: pareggio deciso da Tagliavento

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Punto Milan: pareggio deciso da Tagliavento
di Francesco Maiocchi
La partita: pensare che la terna era partita molto bene annullando giustamente un goal di Boateng; invece come ormai fin troppo spesso capita l’arbitraggio ha influenzato in modo determinante la partita. I rossoneri hanno trovato quasi subito il vantaggio grazie al goal dell’ex: Pizzarro tenta il dribling in difesa, Montolivo gli ruba palla e sigla l’uno a zero per gli ospiti.  La partita è molto intensa, al minuto 40 El Shaarawy tenta la ripartenza, Tomovic lo stende con una gomitata e per Tagliavento è cartellino rosso: partono cosi  le prime proteste giuste dei viola vista la generosità dell’espulsione. Nella ripresa la Fiorentina sembra giocare meglio in 10 e senza Jovetic grazie anche ad un Milan che sembra pago del vantaggio e della superiorità numerica.  Al diciassettesimo Montolivo sale in cattedra sfruttando intelligentemente una punizione serve un cross teso per Flamini che da distanza ravvicinata insacca il doppio vantaggio.  Passano appena 4 minuti e Tagliavento torna protagonista regalando un rigore alla Fiorentina che accorcia le distanze con Ljajic; dopo altri sette minuti il copione si ripete con Cuadrado che cerca e trova il contatto con De Sciglio in area. Il secondo rigore lo segna Pizzarro che pareggia cosi i conti. Il Milan tenta un debole assedio senza mai pungere realmente i viola, ma ancora una volta l’arbitro sfavorisce la squadra ospite negando 2 rigori: prima Abate viene steso da Pasqual e in pieno recupero Roncaglia tocca platealmente con il braccio su una spizzata di Pazzini. Finisce cosi con un pari che lascia tanto amaro in bocca che nemmeno le manette dello special one potrebbe descrivere; quando Tagliavento incontra il Milan c’è ben poco da fare.
Luci: Montolivo riesce a non sentire l’emozione e soprattutto le bordate di fischi che lo accompagnano per tutta la partita, Ambrosini gli presta la fascia di capitano e lui ringrazia con una prestazione fantastica: goal ed assist. A mettersi in luce ci sono anche il faraone ed Abate che mettono spesso in apprensione la difesa viola.
Ombre: a prescindere dall’arbitraggio molti rossoneri sono entrati nel secondo tempo senza la giusta furia agonistica e la voglia di chiudere definitivamente la partita, Boateng ha lasciato il segno più per i capelli alla Eminem che per le giocate e anche Balotelli è risultato molto opaco. Mario riesce anche a farsi regalare un inutile ammonizione che gli farà saltare la gara contro il Napoli.
Quello che verrà: ormai l’unico obiettivo plausibile è raggiungere il Napoli che oggi potrebbe andare a più 4 dal Milan, senza Balotelli ci sarà bisogno del migliore Pazzini che è rientrato oggi dal brutto infortunio che lo ha costretto a saltare la trasferta di Barcellona.  Una vittoria nello scontro diretto sarà fondamentale nel delineare la classifica di fine stagione visto il pareggio in rimonta ottenuto al San Paolo, ma soprattutto vista l’alta possibilità di perdere qualche punto contro una Juventus caricata dalla coppa.