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Punto Lazio: I biancocelesti fanno tutto da soli

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Hernanes

Il profeta prima incanta e poi manca il colpo del KO

Di Michele De Angelis

Pochi centimetri più in là, in occasione del rigore calciato dal brasiliano, e i biancoazzurri avrebbero messo in cassaforte il quarto derby di fila. Pochi centimetri e la Lazio avrebbe evitato di concedere il fianco ai propri dirimpettai.

Gli uomini di Petkovic erano riusciti a imporre il loro gioco e costringere la Roma ad una partita di sacrificio, senza poter esprimere il proprio gioco.

I rigori però a volte si sbagliano e il team capitolino è stato bravo a non cedere il passo ai rivali di sempre, nonostante il morale sotto le scarpe, nonostante l’uomo in meno negli ultimi venti minuti.

I biancocelesti rimangono sopra ai giallorossi e staccano di un punto l’Inter. La rincorsa al posto Champions appare ormai un miraggio. Non sembra invece così assurda la possibile remuntada contro i Turchi che arriveranno tra qualche giorno qui all’Olimpico.

Luci: Grande prestazione sul piano del gioco e della condizione fisica. Gli uomini della linea mediana sono in continuo movimento e il portatore di palla ha sempre almeno un paio di opzioni. Facilità di manovra e di arrivare al tiro. La prestazione di Hernanes rimane comunque positiva. Molto bene anche Lulic e Cana. Candreva è tornato ai suoi livelli. Marchetti decisivo dopo il pareggio.

Ombre: Il team capitolino subisce troppo il contraccolpo mentale dopo il rigore sbagliato dal profeta e si lascia schiacciare cadendo nelle piccole provocazioni di alcuni avversari. Prima Klose e poi Kozak non lasciano il minimo segno. Ingenuo Biava.

Quello che verrà: Un eventuale capovolgimento di risultato nel match di giovedì potrebbe spazzare via qualsiasi rammarico della mancata vittoria nel derby. Sarà dura ma la Lazio ha dato l’impressione di aver ritrovato testa e gambe. Poi ci sarà la Juve ma questa è tutta un’altra storia. E in Coppa Italia si attende il nome dell’altra finalista…  

Esclusiva Socialfootball: Parla Di Martino, lo sfogo del PM abbandonato. Sul caso Mauri riportate molte sciocchezze

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di martinooo

“Io costretto a farmi anche le fotocopie e sul derby di Genoa…”

 Di Michele De Angelis

Giornalista Michele De Angelis: Volevamo che ci facesse il punto sulla situazione della vicenda legata al calcioscommesse per quel che concerne la Procura di Cremona. Per sapere se ci sono novità e se sono previsti nuovi sviluppi a breve.

Pubblico Ministero Roberto Di Martino: “Ovviamente il segreto istruttorio non mi permette di divulgare a pieno quelli che sono gli avvenimenti che dovrebbero verificarsi nell’immediato.

Posso solo dire che l’indagine vive una fase abbastanza conclusiva, nel senso che un po’ alla volta si avvicina la scadenza dei termini massimi delle indagini preliminari per una buona parte degli indagati. Comunque ci sono ancora delle attività in corso, in particolare quelle dirette all’individuazione e all’identificazione di quel soggetto che avrebbe costituito un tramite tra l’organizzazione e responsabili e dirigenti delle squadre di serie A che, secondo alcuni indagati, potrebbero aver richiesto proventi nell’ordine dei seicentomila euro per vendere la partita medesima. Quella è un’attività a buon punto, poi si tratterà di vedere i riscontri per capire se veramente ci sono stati i contatti tra questa persona e i soggetti inquadrabili alle squadre di calcio, se si tratta di un’affermazione veritiera da parte di due dei soggetti che sono stati interrogati.

Poi siamo ancora in attesa dell’esito di una rogatoria dalla Svizzera concernente un certo conto corrente”.

MD: Sta facendo riferimento alla situazione Mauri?

DI MARTINO: “Sì anche se non lo so se si tratta di una questione da riconnettersi con l’indagine mia. Poi non escludo che ci siano ancora delle rogatorie internazionali su alcuni fatti dell’Ungheria che forse dovrebbero essere ulteriormente chiariti. Soprattutto l’attività di identificazione di quel signore potrebbe consentire degli altri sviluppi”.

MD: Ma parla di questo famoso mister X a cui si fa riferimento ogni tanto?

DI MARTINO: “ Si quello che viene, diciamo volgarmente definito, mister X”.

MD: Mediaticamente definito così. Ultimamente si sono rincorse delle voci che parlavano di più soggetti.

DI MARTINO: “Sì, in realtà si tratta probabilmente di due persone, strettamente collegate l’una all’altra, perché l’una spendeva nomi e situazioni dell’altra.

MD: Dopo l’ultimo interrogatorio con Gervasoni e Gegic non è emerso nulla di nuovo? Perché sembra ci sia stato un muro contro muro…

DI MARTINO: “ Sì, diciamo che ognuno è rimasto sulle sue posizioni anche se Gegic spesso non è in grado di spiegare fatti accertati, oggettivi, come sono rapporti telefonici, tabulati e cose di questo genere, quindi non si tratta solo di un suo silenzio di fronte alle accuse di Gervasoni, che è stato molto preciso, ha puntualizzato molto le varie situazioni in occasioni del confronto, ma si tratta proprio di non essere in grado di dire niente di  fronte ad alcune contestazioni. Diciamo che è un confronto nel quale certamente emerge una maggiore attendibilità di Gervasoni, insomma, non lo dico perché rappresento l’accusa ma perché le sue accuse sono state motivate, lucide e accompagnate da nuovi dettagli in occasione di novità, mentre le risposte di Gegic sono sempre state ‘non so, non è vero…’

MD: Ma voi vi aspettavate uno sviluppo del genere, perché inizialmente si erano prospettati tempi più brevi?

DI MARTINO: “Ma sa io sono il procuratore e ho una serie infinita di incombenze di natura amministrativa, ho altri processi, non sono meno complicati di questo anche se non sono di altrettanta diffusione nazionale e poi non ho avuto nessun aiuto, è un processo in cui poco ci manca che debba fare le fotocopie”.

MD: Si era parlato di eventuali aiuti che sarebbero stati mandati alla Procura Di Cremona visto che è piccola.

DI MARTINO: “No assolutamente no, neanche un commesso che possa fare qualche copia, io sono in grandissima difficoltà. E poi ho migliaia di processi così come i miei colleghi sostituti e non è che possono rimanere fermi per il calcio e quindi è una situazioni in cui giocoforza che chiuda le indagini e come sempre lo farò.

MD: Ma lei ha mai provato a richiedere questi aiuti?

DI MARTINO: “ Io ho provato ma non è che ci sono delle forme ortodosse per chiedere aiuti, ad un certo punto ci sono dei posti vacanti che poi debbono essere coperti e poi che ci sia questa indagine lo si sa, non è un fatto ignoto”.

MD: Sulla vicenda Mauri, alla quale abbiamo appena accennato, ci sono delle novità? Ci sono state grandi polemiche soprattutto riguardo le motivazioni che hanno portato al suo arresto.

DI MARTINO: “Sulla questione di Mauri sono state dette tante sciocchezze, la sua posizione è sorretta da elementi pesantissimi, è stato scarcerato perché non c’era più bisogno che rimanesse dentro, come peraltro tutti, ad eccezione di Gegic, gli altri sono stati scarcerati nel giro di breve, quindi non è stata un’eccezione”.

MD: Sciocchezze di che tipo?

DI MARTINO: ” Sulla consistenza di elementi che sono, si potrà discutere in altra sede del reato associativo, però diciamo che per quanto riguarda quelle partite si tratta di una posizione molto concreta e dove ci sono anche altri elementi, che chiaramente non le posso dire, che sono emersi”.

MD: Si parla di Lazio Genoa e Lecce Lazio?

DI MARTINO: “Sì, almeno a quelle due partite. Sono state dette delle sciocchezze in merito al fatto che sia stato scarcerato per mancanza di indizi”.

MD: Sembrava però che si parlasse solo di quantità in merito alle telefonate di Mauri e non di contenuti?

DI MARTINO: “No, cioè io non posso parlare con lei più di tanto. Posso però dirle che però è una posizione in cui le accuse di Gervasoni sono ampiamente dimostrate. Per le telefonate è impossibile che vengano intercettare retroattivamente”.

MD: Si era vociferato circa il fatto che da gennaio fosse stato messo sotto controllo il suo telefono, per quanto riguarda la famosa seconda scheda…

DI MARTINO: “No guardi, non posso parlare troppo in fondo di intercettazioni con lei”.

MD: Certo, per concludere però la cosa che interessava particolarmente, anche al nostro direttore Michele Plastino, in merito alla partita che fece tanto discutere, il derby tra Genoa e Sampdoria. A suo tempo anche lei, in una domanda rivolta a Milanetto, aveva detto che ne sarebbero usciti effetti devastanti e poi il tutto è stato archiviato. Come è possibile una cosa del genere, cosa è accaduto?

DI MARTINO: “Sì, ma la partita è stata archiviata anche per un motivo tecnico, la procura ha ritenuto che non fossero utilizzabili in un diverso procedimento le intercettazioni che erano state usate nel procedimento di Brescia, o per lo meno così ho letto sui giornali e non vorrei entrare troppo nel merito. Se i giudici hanno deciso così io non posso mettere in discussione. Una volta che il processo passa ad un’altra unità giudiziaria ogni mio commento è assolutamente superfluo. Io non me ne occupo più e ognuno decide quello che ritiene opportuno.

In quel caso è stata trasportata una frase detta nel corso dell’interrogatorio come se fosse stata rivolta ai media, io non ho detto ai giornali che sarebbero accadute queste cose, l’ho detto a Milanetto. Tali erano gli elementi di cui allora disponevo”.

MD: Però se solo per tempi tecnici venisse omessa una cosa del genere sarebbe grave. Lei crede che sia tutto da ritenersi completamente chiuso?

DI MARTINO:” Io non posso dire niente, quando una certa indagine passa ad un’altra autorità giudiziaria io non posso fare più commenti. No ho la più pallida idea del fatto che sia tutto chiuso”.

MD: Però considerando che a lungo si è detto che si trattava della madre di tutte le partite questa archiviazione desta grande perplessità. Lei infatti a suo tempo era piuttosto convinto dell’esistenza di fatti sospetti.

DI MARTINO:  “Torno a ripetere, non posso e voglio fare commenti. Ognuno farà le sue riflessioni. Ci sono delle norme che vanno interpretate, e possono essere interpretate anche in modo diverso, secondo cui le intercettazioni che vengono utilizzate nell’ambito di un certo provvedimento non possono essere utilizzate in un altro provvedimento. Praticamente il materiale veniva ridotto a nulla. Bisogna ascoltare anche la procura di Genoa, io non ho avuto più scambi con la procura di Genoa o comunque non potrei riferirne a lei il contenuto”.

MD: Comunque per esperienza, essendo stata archiviato il procedimento è difficile che possa essere riaperto?

DI MARTINO: “Non lo so, lei deduce questo ma io non posso commentare”.

MD: Grazie e buon lavoro.

DI MARTINO: “Arrivederci”.

Clip dal film “Magica Favola” del mondiale 82 di Michele Plastino

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Italia – Brasile rievoca molti ricordi, proviamo a rivivere quella fantastica partita tratta dal mondiale 82.
Un estratto direttamente dal film Magica Favola di Michele Plastino ecco a voi:

Link video dalla nostra Web Tv

Francesco, il Papa tifoso

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PAPA-FRANCESCO-SAN-LORENZO-1

L’attuale Pontefice Francesco è tifoso della squadra con la quale, tra l’altro, è tesserato e socio del club. È detentore della tessera numero 88.235 della società sportiva e spesso era presente agli eventi sportivi, prima di essere proclamato Papa il 13 marzo 2013. La società sportiva lo definisce un “fervente tifoso”.

Su Wikipedia, in fondo alla storia del San Lorenzo de Almagro, c’è anche questa informazione. Papa Francesco è descritto come un fervente tifoso del San Lorenzo.
Chi nasce in Argentina e vive a Buenos Aires, spesso sceglie: o Boca Juniors (“che storicamente non riesce mai a battere il San Lorenzo” spiega il Pampa Sosa) o River Plate. Sono questi i due club argentini più vincenti e famosi anche sul palcoscenico intercontinentale.
Jorge Mario Bergoglio, invece, scelse di diventare un Cuervo. Sono così chiamati i tifosi del San Lorenzo, che in 104 anni di storia ha messo in bacheca 14 scudetti (pochi al confronto con i 24 del Boca e i 33 del River).

Tante coincidenze nel rapporto tra la Fede e il Ciclòn (soprannome della squadra). Nei primi anni del ‘900, i primi fondatori di quello che nel 1908 sarebbe diventato il Club San Lorenzo de Almagro, giocavano per strada. Fu un salesiano, Lorenzo Massa, a offrire il campo del suo oratorio, chiedendo in cambio ai giocatori di frequentare la messa alla domenica.

Ma l’evento più incredibile si è verificato il 13 marzo 2013, proprio il giorno della fumata bianca. La Quinela Mattutina Argentina – l’equivalente del gioco del lotto italiano – ha estratto questa sequenza di numeri: 8235. Il caso vuole che la tessera da tifoso del San Lorenzo che Papa Francesco sottoscrisse nel 2008, sia così numerata: 88235. Un altro segno del destino? Intanto il San Lorenzo ringrazia: domenica è arrivata una vittoria in trasferta, utile per dare ossigeno ad una stagione sin qui incolore. Sulle maglie era stampata proprio la foto di Papa Francesco, ormai diventato tessera numero 1 nel cuore di tanti.

Redazione Social Football