Luis Ruzzi a valanga: “Petkovic è uno Yes Man”. Lite in diretta con il giornalista Luigi Salomone.

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Il procuratore di Maurito perde il controllo durante una chiamata a Radiosei

Di Michele De Angelis

Luis Ruzzi sentendosi chiamato in causa da alcune affermazioni fatte dal noto giornalista del “Tempo”, Luigi Salomone, è intervenuto in diretta all’interno della trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”, in onda su Radiosei.

La discussione è degenerata in pochi istanti e l’agente dell’argentino si è reso protagonista di alcune affermazioni piuttosto pesanti.

Punta il dito verso la società e la comunicazione romana che avrebbe favorito la crescita di tensioni intorno al suo assistito, andando ad ingigantire qualsiasi comportamento dell’argentino.

Poi le sue attenzioni vanno al mister biancoceleste: “Se la società va sempre a prendere degli Yesman in giro per paesi minori è normale che poi ci siano situazioni del genere”.

Pesanti anche le insinuazioni lanciate al giornalista romano, accusato di non agire in buona fede e di seguire i dettami della società.

L’agente di Mauro Zarate è sembrato completamente fuori di sé. A fatica il conduttore, Guido De Angelis, è riuscito a interrompere la diatriba ma senza arrivare ad alcun chiarimento.

Un altro animato capitolo di una storia che sta assumendo contorni sempre più tristi…

Milan, addio secondo posto?

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di Marco Marini

Le speranze del Milan di raggiungere il secondo posto, con molta probabilità, si sono spente al termine del match contro il Napoli, posticipo della trentaduesima giornata. Una gara finita con un pareggio per 1-1 che accontenta solo i partenopei mentre lascia l’amaro in bocca in casa rossonera. Come accaduto all’andata, anche ieri sera la partita è terminata con un pareggio. A differenza della gara del San Paolo, però, dove la squadra di Allegri è uscita dal campo soddisfatta per aver recuperato due reti, ieri chi può sorridere è il Napoli, non certamente il Milan. Con un successo rossonero, infatti, questa gara avrebbe potuto riaprire, anzi avrebbe proprio riaperto la lotta per il secondo posto. Così non è stato ed ora il cammino per la formazione milanista diventa sempre più difficile perché le giornate che mancano solo solamente sei, i punti di distacco dal Napoli, attualmente secondo, sono rimasti quattro e nel prossimo turno saranno impegnati contro la Juventus, per giunta fuori casa. A sei giornate dalla fine, quattro punti rappresentano un distacco considerevole, difficile da colmare.

Più che per il numero di giornate rimanenti prima della fine della stagione, sono i prossimi impegni del Napoli a far perdere le speranze ai rossoneri di acciuffare la seconda piazza. Gare che vedranno impegnata la squadra di Mazzarri contro Cagliari, Pescara, Bologna e Siena, ovvero contro squadre, sulla carta, inferiori agli azzurri. Gli unici ostacoli possono essere rappresentati dall’Inter, che i partenopei dovranno affrontare al San Paolo, e dalla Roma, fuori casa, nell’ultima giornata di campionato dove ormai le posizioni possono essere già delineate. Tutto sommato il Milan ha, dal canto suo, impegni altrettanto abbordabili contro Catania, Torino, Pescara e Siena. A differenza del Napoli, però, i rossoneri dovranno giocare, Domenica sera, contro una  Juventus che vuole chiudere il discorso scudetto il prima possibile e, nella penultima giornata, contro la Roma che, vista la classifica attuale, dovrà lottare, se non fino all’ultima giornata, almeno fino alla penultima, per poter entrare in Europa League.

D’altra parte il Milan sta pagando il pessimo inizio di campionato dove, nelle prime otto giornate, ha totalizzato la miseria di sette punti. Un ruolino di marcia da squadra che non lotta certamente per lo scudetto. Con l’arrivo di Balotelli, nel mercato di riparazione di Gennaio, la formazione di Allegri ha trovato la quadratura giusta in campo grazie alla quale ha avuto un cambiamento radicale. Che il Milan si sia svegliato tardi è vero ma è altrettanto vero che ancora tutto è possibile. Le partite rimanenti sono sempre meno e al momento il secondo posto  sembra un miraggio, soprattutto dopo il pareggio di ieri contro il Napoli che mantiene inalterate le distanze tra le due formazioni.

On air “L’Europa che conta”

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Disponibile sulla web radio la nuova puntata de “L’Europa che conta”.

Focus sul prossimo week-end di calcio italiano con i big match Milan-Napoli e Lazio-Juve.

Commento sui sorteggi di Champions League ed Europa League.

Consueto angolo sulle scommesse.

In studio: Michele De Angelis, Alberto Rossi e Giampaolo Caldarini.

Per ascoltare la puntata: http://213.175.198.64/~tv3/socialfootball.it/web-radio_socialfootball5.htm

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Social Football Web Radio: on air “Speciale Giovedì”

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In onda su Social Football Web Radio “Speciale Giovedì

Approfondimenti quarti di finale di Champions League, Juventus – Bayern Monaco e Barcellona – Psg. Analisi Lazio – Fenerbahce e altri quarti di finale di Europa League. Approfondimenti sulla 35a giornata di serie b.

In studio: Patrizio Marcoccio, Marco Marini e Fabio Ferrandi.

Per ascoltare la puntata: http://213.175.198.64/~tv3/socialfootball.it/web-radio_socialfootball5.htm

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Punto Liga: il Barça festeggia il ritorno di Abidal, Real a +3 sull’Atletico, altri tre punti pesanti per il Depor

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di Francesco Carolis

Il primo weekend di aprile non è stato esente dal regalare grandi motivi di interesse a tutti gli appassionati di calcio spagnolo: nei match della trentesima giornata della Liga si confermano di un altro pianeta sia il Barcellona che Real Madrid, entrambe autrici di cinque reti agli avversari di turno, mentre frena nuovamente l’Atletico di Simeone, bloccato sullo 0 a 0 a Getafe; restano apertissime invece le battaglie a distanza per entrare in Europa e per ottenere la salvezza, con continui stravolgimenti di posizioni in classifica e una generale incertezza che renderà ancora più appassionante il finale di stagione

Premiata ditta Cesc/Alexis – Serata sostanzialmente perfetta al Camp Nou per il Barcellona: la squadra di Vilanova, nuovamente in carica sulla panchina blaugrana anche in campionato dopo la presenza in Champions, travolge 5 a 0 il fanalino di coda Maiorca senza l’infortunato Messi e può gioire in virtù del rientro in campo nel finale di gara di Eric Abidal al termine del lunghissimo percorso riabilitativo condotto dal difensore francese in seguito al trapianto di fegato dell’anno scorso. Il Barça utilizza il match come un funzionale allenamento alla sfida giocata ieri sera contro il PSG affidandosi alla micidiale serata di grazia di Cesc Fabregas ed Alexis Sanchez: al 20’ sblocca il risultato l’ex giocatore dell’Arsenal grazie ad un preciso piatto destro dopo l’uno-due con il cileno, il quale poco dopo corregge in rete una potente conclusione del compagno di squadra per il 2 a 0 che chiude virtualmente i giochi. Fra il 37’ e il 39’ si scatenano di nuovo le due riserve di lusso del Barça: prima è Cesc ad infilare per la terza volta Aouate sfruttando un altro scambio con Sanchez, poi lo stesso Niño Maravilla a firmare la doppietta personale trasformando in oro un passaggio filtrante del centrocampista di Arenys de Mar, il quale mette a segno anche il terzo goal personale ad inizio ripresa su assist di Andres Iniesta. Il Barça, che poche ore fa ha festeggiato il passaggio alle semifinali di Champions, offre uno spettacolo di altissimo livello anche senza la sua stella più lucente: il Maiorca non aveva molte armi da opporre alla capolista, ma il Barcellona visto sabato sera può ambire ad una stagione ricca di successi oltre le più rosee aspettative.

Cinquina Real al Levante – Nel match del Santiago Bernabeu fra Real Madrid e Levante va in scena un copione già visto e rivisto quest’anno in molte partite interne dei blancos: la squadra di Mourinho prima va sotto nel punteggio a causa di un’amnesia difensiva, poi decide di accelerare e asfalta gli avversari senza possibilità di replica. I granotes giocano nel primo tempo un match di grande contenimento e riescono a passare in vantaggio al minuto 31 grazie a Michel, il cui destro beffa Diego Lopez a causa della decisiva deviazione di Pepe: il Real reagisce immediatamente e trova il pari al 36’ con una spettacolare girata volante di Higuain su cross di Xabi Alonso; due minuti più tardi le merengues conquistano un calcio di rigore che Kakà trasforma senza problemi stravolgendo completamente le sorti del confronto. La gara resta comunque in equilibrio almeno nel punteggio fino ai minuti conclusivi della ripresa, quando il Real decide di chiudere i giochi segnando tre reti in sequenza con Ronaldo e con Ozil, il quale firma una doppietta che ne conferma l’ottimo momento di forma. I blancos approfittano della frenata dei cugini dell’Atletico e hanno ora tre punti di vantaggio sul terzo posto: al di là della sfida con la squadra di Simeone, inutile in termini di obiettivi stagionali, il Real continua a rispondere presente nel momento decisivo dell’annata e lancia segnali precisi a tutte le proprie avversarie europee.

Simeone a reti bianche – Secondo pareggio consecutivo dell’Atletico Madrid che non riesce a segnare nella trasferta sul campo del Getafe e vede allontanarsi il secondo posto del Real: i colchoneros sbattono contro la grande giornata del portiere avversario Codina e sono costretti a lasciare al Coliseum altri due punti che non giovano al morale di squadra. Prova di forza non indifferente in zona Champions della Real Sociedad, che batte il Malaga per 4 a 2 e si conferma quarta forza del campionato piegando con autorità un’avversaria diretta: i baschi mantengono due lunghezze di vantaggio sul Valencia di Valverde, il quale si impone sul Valladolid fra le mura amiche del Mestalla.

Equilibrio salvezza – Il Deportivo La Coruna ottiene contro il Saragozza un 3 a 2 ancora più prezioso della fondamentale vittoria esterna sul campo del Maiorca nel turno pasquale: la squadra di Vazquez scavalca in un colpo solo sia i bermellones sia il Celta Vigo, sconfitto in casa per 2 a 0 dal Rayo Vallecano, e torna a credere fortemente nella salvezza sulle ali dell’entusiasmo per una condizione mentale e fisica adatta a traguardi importanti. L’Osasuna e il Granada perdono l’occasione di staccarsi dalle quattro squadre in piena lotta per non retrocedere a causa delle debacle interne nei match con Espanyol e Betis Siviglia.

Risultati 30°giornata:

Granada – Betis Siviglia 1-5 (05/04, Nuevo Los Carmenes, Granada)

Real Sociedad – Malaga 4-2 (06/04, Anoeta, San Sebastian)

Real Madrid – Levante 5-1 (06/04, Santiago Bernabeu, Madrid)

Deportivo La Coruna – Real Saragozza 3-2 (06/04, Riazor, La Coruna)

Barcellona – Maiorca 5-0 (06/04, Camp Nou, Barcellona)

Celta Vigo – Rayo Vallecano 0-2 (07/04, Balaidos, Vigo)

Osasuna – Espanyol 0-2 (07/04, Reyno de Navarra, Pamplona)

Getafe – Atletico Madrid 0-0 (07/04, Coliseum Alfonso Perez, Getafe)

Valencia – Valladolid 2-1 (07/04, Mestalla, Valencia)

Siviglia – Athletic Bilbao 2-1 (08/04, Ramon Sanchez Pizjuan, Siviglia)

Classifica dopo la 30°giornata:

Barcellona 78, Real Madrid 65, Atletico Madrid 62, Real Sociedad 51, Valencia 49, Malaga 47, Betis Siviglia 47, Getafe 44, Rayo Vallecano 44, Siviglia 41, Levante 40, Espanyol 39, Athletic Bilbao 35, Valladolid 35, Osasuna 31, Granada 28, Real Saragozza 27, Deportivo La Coruna 26, Celta Vigo 24, Maiorca 24

On air Planeta Futbol: approfondimenti e curiosità su Liga e Champions League

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E’ on air sulla nostra web radio il consueto appuntamento con “Planeta Futbol“: in apertura il racconto dell’ultimo turno della Liga spagnola, a seguire il racconto dei match di ieri sera in Champions League con il passaggio del turno da parte di Borussia Dortmund e Real Madrid con un’analisi sul possibile dominio di squadre spagnole e tedesche nel sorteggio delle semifinali.

In studio Francesco Carolis e Marco Mottini.

Per ascoltare la puntata: http://213.175.198.64/~tv3/socialfootball.it/web-radio_socialfootball5.htm

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Punto Roma: un déjà vú rimasto a metà

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Di Alberto Rossi

La Roma non riesce a tornare a vincere il derby ed è costretta ad accontentarsi del pareggio dopo l’1-1 maturato lunedì sera. Per i giallorossi poteva andare molto meglio come poteva andare anche molto peggio. Se si analizza l’andamento della partita il risultato sta stretto alla squadra di Andreazzoli vista l’inferiorità numerica della Lazio per gran parte del secondo tempo ed il contraccolpo psicologico dei biancocelesti dopo il rigore fallito. Dall’altra parte, però, va detto che la Roma ha rischiato di affondare nel primo tempo quando la Lazio ha avuto in mano il pallino del gioco andando più volte vicina a chiudere la partita. E poi il rigore del possibile 2-0, sbagliato clamorosamente da Hernanes ad inizio ripresa e vero spartiacque dell’incontro, avrebbe chiuso definitivamente la partita. L’errore dal dischetto ha ricordato a molti il derby che si giocò nell’aprile di tre anni fa, con la Roma di Ranieri prima in classifica che andò in palese difficoltà e sotto 1-0 nel primo tempo, poi il rigore sbagliato di Floccari verificatosi nello stesso minuto così come il rigore del pareggio della Roma. Una serie di coincidenze dove, però, è mancata quella più importante per i tifosi romanisti.  Prima dell’errore del centrocampista laziale, la Roma ha sofferto molto regalando i primi 45’ agli avversari e mostrandosi pericolosa solamente con un tiro di Totti prima dell’intervallo. Lascia perplessi l’approccio alla partita dei giallorossi così come l’improvviso cambio di modulo adottato da Andreazzoli, passato alla difesa a 4, che non ha fornito notevoli risultati; la squadra non è sembrata messa benissimo in campo. Poi la trasformazione nella ripresa, avvenuta più per inerzia che per altro, e dopo il pari di Totti (raggiunti Delvecchio e Da Costa con 9 gol nei derby) la Roma ha sfiorato il vantaggio con qualche punizione sempre del Capitano e clamorosi errori sotto porta di Lamela e Florenzi. Complessivamente è stata una prestazione che ha lasciato l’amaro in bocca tra i tifosi ed ora i punti di distacco della Lazio diventano virtualmente 4, ora che lo scontro diretto è a favore dei biancoazzurri.

Luci: da salvare la reazione della squadra nel secondo tempo, trascinata (neanche a dirlo) da una grande prestazione di capitan Totti. Per come si era messa la partita si può parlare di un punto guadagnato.

Ombre: molto negativo il primo tempo dove la squadra poteva subire di più. Non convince il cambio di modulo. Troppi palloni persi a centrocampo, soprattutto da Pjanic e Florenzi. Con la superiorità numerica la squadra avrebbe dovuto essere più incisiva, poca cattiveria sotto porta.

Quello che verrà: era un derby da vincere per riavvicinarsi alla zona europea, il pari serve a poco ma ancora tiene in corsa la Roma. Il calendario adesso mette di fronte Torino, Siena e Pescara e la squadra di Andreazzoli deve ripetere il cammino dell’andata dove riuscì a portare a casa 9 punti. Da risolvere il caso Osvaldo che sta diventando sempre più scomodo tra le mura di Trigoria. E la semifinale di Coppa Italia incombe.