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Boateng testimonial Onu contro il razzismo

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Le Nazioni Unite hanno invitato Kevin Prince Boateng alla Giornata Internazionale per l’Eliminazione delle Discriminazioni Razziali. In seguito ai fatti accaduti a Busto Arsizio durante l’amichevole Pro Patria – Milan, il centrocampista rossonero è stato considerato l’uomo ideale per un importante momento di riflessione che quest’anno si concentra sul tema “Sport e razzismo: diamo un calcio al pregiudizio”.

L’evento, come tutti gli anni a partire dal 1966, anno della prima edizione, si terrà il prossimo 21 Marzo presso il Palazzo delle Nazioni di Ginevra.

La società rossonera ha fatto sapere in un comunicato che: “Questo evento che segue la storica decisione del giudice sportivo di ieri in ordine cronologico, e che sul piano dei principi e dei valori è un ulteriore attestato di vicinanza al Milan e al suo giocatore  dopo i fatti di Busto Arsizio, riempie d’orgoglio tutto il club rossonero e tutti i suoi tifosi”.

Redazione Social Football

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Caso Boateng, decisione giudice altro calcio al razzismo

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di Marco Marini

La decisione del giudice Tosel di archiviare la posizione del Milan in merito ai fatti di Busto Arstizio rappresenta un altro passo avanti contro il razzismo. Una presa di posizione che vuole dimostrare che qualcosa all’interno del sistema calcio si sta muovendo. In merito alla vicenda, infatti, Tosel ha dichiarato che “gli essenziali valori dello sport e la civile convivenza escludono che possa acquisire rilevanza disciplinare un gesto di solidarietà verso un uomo vittima di beceri insulti”.

Dal canto suo, la società rossonera ha apprezzato molto la decisione come si legge nel comunicato in cui ha tenuto a precisare che “L’A.C. Milan desidera manifestare il proprio apprezzamento per la decisione resa dal giudice sportivo in relazione ai gravi fatti verificatisi in occasione della gara amichevole Pro Patria-Milan. Il provvedimento di archiviazione, giunto attraverso il superamento del profilo strettamente formale della norma disciplinare, rivela infatti una visione moderna e illuminata del diritto, a tutela dei lavori primari di ogni ordinamento civile”.

C’è chi, invece, pur condannando l’accaduto e ritenendo che bisogna combatterlo, pensa maggiormente al rispetto delle regole piuttosto che a trovare una soluzione per risolverlo. Sicuramente per contrastare un fenomeno così radicato quanto il razzismo, presente purtroppo da molti anni, occorre anche un po’ di buonsenso. Una caratteristica che, evidentemente, non è presente nel modo di intendere il calcio di Joseph Blatter. Secondo il presidente della Uefa, infatti, non ha senso “che un giocatore possa lasciare il campo perché altrimenti scatta la squalifica”.

A norma di regolamento è vero quanto dichiarato da Blatter anche se questa presa di posizione è destinata a fare giurisprudenza nel mondo calcistico. Da oggi in poi, infatti, ogni fatto verrà valutato autonomamente. In questo modo, quindi archiviando un’ eventuale procedura disciplinare nei confronti del Milan, la giustizia sportiva ha dato un segnale forte a chi tenta di rovinare il calcio e gli altri sport con attacchi a giocatori per la pelle, la razza e la fede religiosa.

D’altra parte il razzismo è un fenomeno presente non solo nello sport ma che in esso trova un’amplificazione molto forte e contro il quale le campagne di sensibilizzazione sono servite e serviranno a poco. Bisogna intervenire energicamente. Dichiarazioni di condanna nei confronti di episodi razzisti ce ne sono sempre state ma sono servite a poco. Forse adesso siamo arrivati al punto in cui si vuole debellare del tutto questo problema. Non sarà facile e, con molta probabilità non finirà mai. Intanto, però, escludendo dagli stadi le persone che compiono questi gesti ed impartendo alle nuove generazioni i veri valori sportivi si può inculcare una mentalità diversa che possa portare a vedere il calcio come uno sport, come un divertimento e non come uno strumento per diffondere idee di discriminazione che con lo sport non hanno niente a che fare.

Razzismo, Tosel assolve Boateng e il Milan (ma condannò Balotelli )

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di Michele D’Alessio

Il giudice sportivo Giamapolo Tosel ha archiviato la posizione del Milan e di Kevin Prince Boateng a proposito degli episodi di razzismo avvenuti nell’ormai celebre amichevole contro la Pro Patria del 3 gennaio scorso. Il giudice ha così sentenziato: “gli essenziali valori dello sport e la civile convivenza escludono che possa acquisire rilevanza disciplinare un gesto di solidarietà verso un uomo vittima di beceri insulti”.
Quindi, abbandonare il campo al verificarsi di cori razzisti non comporta alcuna sanzione, anzi, è un gesto di solidarietà.

Lo stesso giudice, però, 3 anni fa esatti, si pronunciò in maniera diversa nello stesso ambito. Il 6 gennaio 2010, infatti, durante Chievo – Inter, Mario Balotelli fu bersagliato dai “bu” di matrice razzista provenienti da alcuni settori dello stadio. Quando fu sostituito, Mario applaudì in direzione dei tifosi veronesi, “complimentandosi” sarcasticamente per il trattamento ricevuto. Il giorno successivo, il giudice Tosel comminò una sanzione di 7000 € al calciatore, per “avere, al 43° del secondo tempo, uscendo dal terreno di giuoco all’atto della sostituzione, rivolto ripetutamente un applauso provocatorio nei confronti del pubblico” .

Perchè questa disparità di trattamento? Perchè la reazione di Balotelli all’epoca non ha trovato le stesse condivisibili attenuanti riservate a Boateng?

Link immagini Chievo-Inter 6 gennaio 2010 con reazione Balotelli:

Abete: “Razzismo, auspico migliaia di daspo”

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Giancarlo Abete, Presidente della FIGC, è tornato a parlare del caso Boateng e del problema razzismo negli stadi italiani.

Auspico che arrivino migliaia di Daspo anche di 5 anni, per cacciare fuori dagli stadi italiani i responsabili di atti di razzismo. Non parlare di questi temi per non dare pubblicità ai colpevoli? No. Anzi, bisogna parlarne. I responsabili sono individuabili facilmente con le tecnologie di oggi. Cacciamoli.

Redazione Social Football

Amichevole a Busto Arsizio, il Milan lascia il campo per razzismo (video integrale)

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Ecco che cosa è successo a Busto Arsizio. Il Milan lascia il campo per i ripetuti insulti razzisti ai giocatori di colore. Boateng si ribella e scaglia il pallone in tribuna e se ne va con i suoi compagni.

Il capitano della Pro Patria, Devis Nossa: “è stata una vergogna, Boateng ha fatto bene.”
Il sindaco di Busto Arsizio, invece, condanna il gesto di Boateng come “esagerato, e troppo plateale”.

Ecco il video integrale.

Redazione Social Football

Punto Milan: panettone amaro per Allegri

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di Francesco Maiocchi
La partita: un grandissimo Zeman ha distrutto le poche sicurezze tattiche del Milan; la sfida era anche a livello statistico perchè si affrontavano la squadra che ha segnato più gol di testa contro quella che di più ne ha subiti. I giallorossi partono fortissimo,sanno quanto i rossoneri soffrano i calci piazzati e si portano avanti con Burdisso proprio da calcio d’angolo. Il diavolo ferito cerca la reazione, ma El Shaarawy invece di tirare da distanza ravvicinata cerca il dribling su Goicoechea che lo ferma dimostrando di essere in serata. Le squadre sono lunghe, ma Mexes e Yepes sono gia mentalmente in vacanza visto che lasciano saltare in area Osvaldo che sigla il 2 a 0 su cross di Totti; il centrale francese non scende proprio in campo, lascia liberissimo Lamela che porta a 9 il suo score stagionale. Alla mezz’ora siamo gia sul 3 a 0, la Roma ha sempre abituato ai ribaltoni in questa stagione, ma oggi la miglior difesa è davvero l’attacco e Lamela chiude virtualmente la partita ad inizio ripresa. Mister Allegri forse non ci crede più quando leva Robinho, largamente il migliore in campo dei rossoneri, per Bojan invece di uno spentissimo Boateng, ma grazie a lui il milan salva la faccia. Nel finale viene espulso Marquinho, e concesso un calcio di rigore che Pazzini non spreca, a cui segue il goal dell’ex Bojan. Forse Allegri si pentirà di aver sottovalutato la Roma, fidandosi troppo della nomea di pessima difesa, schiera Boateng punta centrale e un Nocerino che è sempre davanti agli attaccanti invece che dietro.
Luci: in campo sono esplose tutte le lampadine e persino il faraone dimostra di aver finito le batterie, o perlomeno di soffrire le big (a segno solo col Napoli). Costant e Robinho sono quelli che hanno espresso il miglior gioco, ma non bastano contro una Roma di questo calibro.
Ombre: cominciamo con il portiere, Allegri sceglie Amelia dopo alcune opache prestazioni di Abbiati; ma l’ex Genoa a mio modesto avviso da ancora meno sicurezza non tuffandosi mai su nessuno dei goal della Roma. La coppia di difensori centrali sembrava aver trovato un po di fiducia nelle scorse partite, e invece soliti errori e tantissime disattenzioni che nemmeno in lega pro si possono concedere. Il centrocampo è inesistente, il capitano Ambrosini è l’unico baluardo a protezione della difesa, mentre Montolivo e Nocerino giocano punte e se solitamente  fanno i centrocampisti un motivo ci deve essere. El Shaarawy dimostra che con le grandi fa tanta fatica e quando ha l’occasione del pari pecca di presunzione; Boateng è l’ombra di se stesso, sfodera una quantità immensa di passaggi errati e di tiri da distanza siderale ovviamente inutili.
Quello che verrà: il mercato invernale serve a mettere un paio di toppe solitamente, ma il Milan ha bisogno in questo momento di certezze se vuole ambire all’Europa che conta. Forse più che un difensore forte, visto che al momento non ce ne sono, servirebbe un preparatore per la difesa serio; troppi i gol subiti su palla inattiva e il problema è che non è nemmeno una novità di quest’anno. Serve anche un centrocampista visto che De Jong ha finito la stagione; ma Galliani punta agli attaccanti, unico reparto in cui il Milan non ha problemi, forse per smuovere gli animi e allontanare l’attenzione sui veri problemi. Robinho e Pato vogliono tornare in Brasile; è incredibile come il papero da eterno infortunato, dopo aver latitato per 2 stagioni e aver impedito l’arrivo di Tevez ora pretenda di cambiare squadra. Probabilmente l’ultimo infortunio era solo verbale e il Milan, ormai, è abituato all’ingratitudine di alcuni lungodegenti che prima accettano le stipendiate cure amorevoli e che, appena guariti, soffrono di saudade o comunque voglia di cambiare squadra. Speriamo che almeno il Brasiliano si risparmi le uscite fuori luogo di Cassano e che il Milan trovi l’affare di Gennaio.