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Ecco perchè ci vorrebbe un Grillo anche nel calcio

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di Michele D’Alessio

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La politica nel calcio, il calcio nella politica. Questo è il connubio che da anni pervade le menti degli esperti appassionati di football a ogni latitudine. Nel pallone è fondamentale contare, avere un peso politico. Nel calcio italiano, in particolare, tante e tante vicende hanno dimostrato che se nei momenti che contano si ha peso politico, questo può influire di più rispetto all’avere un numero 10 che sforna gol e assist per i compagni.

Nei nostri palazzi del potere pallonaro, la situazione non è tanto dissimile da quella del potere politico vero e proprio: è stantia, nervosa, monotona e maledettamente lontana dal cuore degli appassionati. Per questo servirebbe l’arrivo di un Beppe Grillo nel calcio. Qualcuno che si imponga come obiettivo quello di cambiare la musica, e di far riavvicinare il tifoso ai cancelli degli stadi, oggi sempre più desolatamente vuoti.

Grillo ha scombussolato la politica italiana. Il suo Movimento 5 Stelle è stato scelto da un quarto degli elettori, e ciò inevitabilmente porterà a dei cambiamenti che vogliono umanizzare la politica, e farla uscire da quella bolla di irrealtà nella quale deputati, senatori, tecnici, ministri e sottosegretari sono inseriti.

Così nel calcio. Oggi i presidenti delle squadre con più tifosi assomigliano sempre di più a quegli attempati funzionari di partito (in alcuni casi sono proprio la stessa persona…). Sono interessati solo a spartirsi la torta dei diritti televisivi, fanno finta di litigare e magari decidono anche come dividersi gli scudetti, due anni a me, altri due a te, altri due all’altro e poi di nuovo a me, e così via. La serie A da troppi anni non regala cambiamenti: escluse le parentesi di Lazio e Roma negli anni 2000 e 2001, l’ultima squadra a vincere il campionato diversa da Inter, Milan e Juventus fu la Sampdoria, nell’ormai lontano 1991.

Chi può essere il Beppe Grillo del calcio? Una figura capace di scardinare questo sistema?
Difficile individuare una singola persona fisica. Un passo importante sarebbe una più equa ripartizione dei diritti tv, non decisi per bacino d’utenza, ma equivalenti per tutti. Così, un Pescara riceverebbe tanti soldi quanti una Juventus. E poi il calcio, come la politica ha bisogno di modernizzarsi nelle sue strutture. Grillo ha trovato nella rete la vera rivoluzione, l’ambiente nuovo in cui diffondere il suo movimento, e così al calcio servono come il pane strutture nuove, come stadi più comodi e fruibili. Tutto questo per ridurre le distanze dagli appassionati, che oggi, con un voto di protesta, stanno lasciando, sempre di più, i seggiolini vuoti.

Aspirazioni e paradossi, riecco la Coppa D’Africa

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di Giuliano Corridori

Nuova edizione, vecchie contraddizioni. Ad un solo anno di distanza dall’ultima rassegna vinta dallo Zambia, l’Africa si rituffa nel calcio per dimenticare i suoi problemi e fornire un’ immagine felice di se stessa. Lo fa per la volontà di spostare la Coppa continentale negli anni dispari, con l’intento di ottenere una maggiore visibilità, in un anno dove a parte a parte la Confederation Cup non sono previsti altri grandi tornei calcistici.

L’ORGANIZZAZIONE- Torna, dunque, con la sua 29 esima edizione, la Coppa D’Africa che si disputerà in Sudafrica dal 19 gennaio al 10 febbraio.  In realtà, la CAF aveva affidato nel  2006 l’organizzazione alla Libia, ma in seguito allo scoppio della guerra civile nel 2011, si optò per uno spostamento della competizione in Sudafrica, unico paese pronto per ospitare il torneo, avendo organizzato solo 3 anni prima i Mondiali di Calcio. Non tutti gli stadi costruiti per la rassegna mondiale verranno utilizzati: molti sono diventati delle cattedrali del deserto vuote e costose, dato che né le partite del campionato sudafricano né i concerti bastano a coprire gli alti costi di gestione. Il Green Point Stadium di Città del Capo  ( 69000 mila spettatori di capienza), che aveva ospitato ben otto incontri della rassegna iridata tra cui la semifinale Olanda – Uruguay rimarrà chiuso, nemmeno la squadra  locale di rugby ha accettato di trasferirsi lì, mentre è servita non poca diplomazia per giocare a Johannesburg, dove andrà in scena la finalissima.

LE BIG- La favorita d’obbligo è la Costa d’Avorio di Didier Drogba e Yaya Tourè, lo scorso anno a sorpresa battuta in finale dallo Zambia. A guidare gli arancioni verso un successo che manca dal lontano 1992 ci sarà l’ex calciatore di Parma e Inter, Sabri Lamouchi. La rivale più temibile per gli elefanti è il Ghana, uscita ai quarti nell’ultimo Mondiale e che potrà contare sul ritorno in nazionale di Gyan. L’ex attaccante dell’Udinese aveva lasciato dopo aver sbagliato in semifinale il rigore decisivo con lo Zambia, per lui un’autentica maledizione visto che aveva fallito anche il rigore della storia con l’Uruguay nella semifinale mondiale, ma ha cambiato idea e sarà in campo a guidare le stelle nere ad un successo che manca addirittura dal lontano 1982.  Chi invece non ci sarà è Emmanuel Adebayor. L’attaccante del Tottenham aveva lasciato la nazionale dopo l’assalto al pullman del Togo nel 2010, dove morirono l’autista e due membri dello staff. L’intervento in prima persona del presidente Faure Gnassingbe, sembrava aver fatto cambiare idea al giocatore togolose. Venerdì ci ha ripensato nuovamente, si parla di litigi sui premi, sull’organizzazione e sulla sicurezza.

LE PICCOLE– Mancano  le nazionali più blasonate. L’Egitto, 7 titoli e vincitore per 3 volte consecutive dal 2006 al 2010 e il Camerun, eliminato a sorpresa da Capo Verde, alla prima partecipazione. Ci sono invece il Mali, malgrado il paese sia attualmente falcidiato dalla guerra tra le forze governative e gli Jiahdisti e il Niger, dove il governo per poter pagare lo stipendio all’allenatore  tedesco Gernot Roh,  nonché le spese organizzative ha disposto  l’ introduzione di una tassa pro tempore sulla corrente elettrica, stimando un introito pari a 3 milioni di euro e scatenando le proteste della popolazione, che vanta un reddito pro capite di poco superiore di un dollaro al giorno. Tra l’altro il governo del Niger viene accusato di ospitare a spese dei contribuenti, Saadi Gheddafi, figlio del defunto colonnello e conosciuto anche in Italia per aver “giocato” con Perugia, Udinese e Sampdoria. Secondo stime attendibili, il governo nigeriano avrebbe speso già quasi 2 milioni di euro per  mantenerlo.

La partita inaugurale sarà Sud Africa – Capo Verde, ci sono 4 gironi da quattro squadre, passano le prime due di ogni raggruppamento. Poi quarti, semifinali e la finalissima prevista per il 10 febbraio.  La mascotte della competizione è un ippopotamo, è stata battezzata Takuma, nella lingua locale vuol dire rialzati, riprovaci. Provaci ancora Africa, il tuo turno prima o poi arriverà.

Benedetta crisi, la carica dei 90 alla conquista dell’Italia

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di Carmine Guarino
Benedetta crisi, la carica dei 90 alla conquista dell’Italia

Tanta classe, cresta alta, sfacciataggine e non più di ventidue anni. Questo è l’identikit dei “giovani terribili” che stanno cambiando il calcio italiano.  La “carica dei 90” ha deciso di farsi valere e rispettare e non ce n’è più per nessuno. In un paese storicamente per vecchi, le luci della ribalta sono tutte per loro. Nemmeno i cento dalmata tanto agognati da Crudelia De Mon sapevano essere così scatenati.  E ora, in giro per l’Italia, le Crudelia De Mon a caccia del migliore della carica dei 90 si diffondono come funghi. Le annate sono di quelle buone, come un Cabernet sauvignon conservato per le occasioni speciali. E l’occasione è davvero speciale. Ridare freschezza e fascino al nostro calcio, ormai sempre più bistrattato, e costruire in casa i campioni del futuro. ( È quello che fa una squadra che indossa una maglietta blaugrana e che negli ultimi cinque anni ha vinto anche il torneo estivo di burraco.) Senza la crisi probabilmente i dirigenti italici avrebbero continuato a essere miopi sui giovani talenti preferendo vecchi volponi dai nomi altisonanti e dai portafogli belli pieni. Quindi, per una volta, è giusto dirlo e ad alta voce: “Grazie crisi!”

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La copertina non può che spettare a lui: Stephan El Shaaraawy. Con l’attacco orfano di Ibra, il crestuto Faraone si è preso il Milan sulle spalle con l’incoscienza tipica dei suoi 19 anni. 14 gol nel solo girone d’andata e giocate da strabuzzare gli occhi. Molti si sono affrettati a paragonarlo allo spilungone svedese, ma ricorda molto più il Thierry Henry prima maniera. Quello che, per intenderci, partendo dalla sinistra, convergeva verso il centro e impallinava i portieri avversari con tiri perfetti. Ma non è finita. El Sha corre che sembra un ossesso e difende fino alla propria aria di rigore come fa il fido Rooney con sir Alex Ferguson. Il mix è esplosivo e il Faraone sta conquistando l’Italia con la maglia rossonera addosso. La stessa maglia la indossa tale M’Baye Babacar Niang. Fisico statuario, potenza esplosiva e buona classe. il 18enne francese ha tutte le carte in regola per diventare un campione. Il tridente del Milan del futuro si completa con un classe 91 che in serie B sta facendo faville:Riccardo Saponara. Esterno destro, sinistro, trequartista o seconda punta. Il giovane Ricky sa fare tutto e con un nome così sul Naviglio lo sognano già di notte.

Altro pezzo pregiato della carica dei 90 è Erik Lamela. Forza e velocità straripante, tecnica sopraffina e soli 20 anni. Il ragazzo di Buenos Aires ha trovato la consacrazione definitiva quest’anno agli ordini di mister Zeman. Già 10 gol in campionato e giocate straordinarie: un vero incubo per le difese avversarie. Nella capitale gioca un altro giovanotto dalle guance rosse e dal futuro assicurato: Alessandro Florenzi. L’anno scorso a Crotone ha cominciato facendo il terzino e ha finito come seconda punta. Con Zdenek gioca come intermedio di centrocampo e sembra il ruolo perfetto per lui. Polmoni d’acciaio, grinta e ottimo senso dell’inserimento. Anche lui classe 91. La stessa età di Mattia Destro, uno che a dire il vero un po’ ha deluso o forse un po’ è stato sopravvalutato. A Roma gioca poco perché davanti ha uno come Osvaldo. Il buon Mattia non è il nuovo Bobo Vieri, come qualcuno voleva far credere, ma merita di entrare a fare parte della carica dei 90. Centravanti moderno con ottimi movimenti, buona tecnico e fiuto del gol. Anche lui si farà.

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Se un certo Gianluigi Buffon, non proprio il primo che passa, si sbilancia e indica Mattia Perin come suo sostituto per il futuro un motivo ci sarà. Il portiere pescarese classe 92 dopo un inizio di campionato incerto sta stupendo tutti. Ottimo senso della posizione fra i pali e buona reattività, da migliorare le uscite. Ma l’età e decisamente dalla sua. Un futuro campione, però, Gigi Buffon ce l’ha anche a “casa”: Paul Pogba. Il francescone ex United ha stupito tutti, ricorda molto da vicino Patrick Vieira, non uno qualsiasi insomma. Conte dopo la partita contro il Bologna lo ha richiamato all’ordine e il centrocampista è tornato “normale”.  A volte sarebbe meglio lasciarli fare perché, come dicono Greggio e Iacchetti, “so ragazzi” e non è detto che sia un male. Altro ragazzino cresciuto niente male è quel Lorenzo Insigne che ha incantato Foggia, Pescara e ora fa il profeta in patria. Velocità e dribbling da funambolo e piede educatissimo. Se impara che nel calcio conta anche passare la palla sarà un assoluto fuoriclasse.

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Chiusura d’obbligo dedicata a uno che Insigne potrebbe raggiungerlo presto: Mario Balotelli. Bad boy, ragazzaccio, mela marcia, lo hanno chiamato in tutti i modi. Sembra già un veterano ma è del 90 anche lui. Ha tutto per diventare una stella: fisico, tecnica, potenza, tiro. Finora si è espresso al meglio solo agli Europei. A Milano sotto sotto lo vorrebbero nonostante il rischio “infezione”, a Napoli farebbero carte false pur di abbracciarlo: chissà che l’aria di casa faccia bene a Super Mario.

È proprio il caso di dirlo: la paura fa 90…

Anno nuovo, passioni vecchie: ecco tutto il calcio che ci attende nel 2013

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di Carmine Guarino

Ormai è chiaro: i Maya hanno sbagliato i loro calcoli. Il Mondo è ancora al suo posto e il 2012 ha lasciato il passo al nuovo anno. Anno che, calcisticamente parlando, si preannuncia pieno di eventi da seguire con molta attenzione. Si parte subito.

Il 19 Gennaio in Sud Africa prende il via la “Coppa d’Africa”. Il principale torneo di calcio africano permetterà di vedere all’opera il meglio di un panorama calcistico che continua a crescere a ritmi sostenuti. Molte squadre italiane perderanno dei giocatori, “costretti” a rappresentare le proprie nazionali, ma sarà anche l’occasione buona per scoprire giovani talenti finora sconosciuti. Con le assenze di Camerun e Senegal, il ruolo di favorita spetta alla Costa d’Avorio, anche se non è da escludere qualche sorpresa, come lo Zambia della passata edizione. Per conoscere i campioni d’Africa basterà aspettare il 10 Febbraio.

Con l’epifania, che tutte le feste porta via, torna anche il campionato di Serie A. La corsa Scudetto sembra già essere decisa, con le varie anti-Juve (se davvero esistono) impegnate più a perdere punti che a tenere il passo dei bianconeri campioni d’Italia. Più appassionante si preannuncia la corsa ai posti europei.  Dalla Lazio, seconda, alla Roma, sesta, tutti in corsa per la partecipazione alla prossima Champions League. Promette scintille anche la corsa salvezza. Dal Torino in giù nessuno può dirsi tranquillo e squadre di blasone, come il Palermo e le due genovesi, rischiano grosso. Il prossimo 19 Maggio ci sarà chi festeggerà e chi, invece, masticherà amaro.

Nello stesso mese, il calcio europeo incoronerà le sue regine. Wembley e l’Amsterdam Arena saranno, rispettivamente, il teatro delle finali di Champions ed Europa League. Per la coppa “maggiore” due le italiane ancora in corsa. Il sorteggio non ha sorriso al Milan che affronterà, agli ottavi, il Barcellona dell’alieno Messi. Meglio è andata alla Juve che dovrà comunque sfoderare una prestazione in stile Chelsea, per avere la meglio sul mai domo Celtic. Favoriti d’obbligo gli extra terrestri in maglia blaugrana. Appuntamento al 25 Maggio per vedere chi sarà a sollevare la coppa dalle grandi orecchie. Tre, invece, le italiane approdate ai sedicesimi di Europa League. Con il sorteggio piuttosto benevolo per Inter, Napoli e Lazio non è detto che qualcuna non arrivi fino in fondo alla competizione. Mine vaganti del torneo l’Atletico Madrid dell’infallibile Falcao e il Chelsea, “retrocesso” dalla Champions.

L’anno calcistico si chiude con la prova generale del Mondiale brasiliano del 2014. Dal 15 al 30 Giugno nel paese carioca è in programma la Confederations Cup, con l’Italia in campo. L’occasione è ottima per dare a qualche giovane promettente un po’ di esperienza internazionale in vista della Coppa del Mondo, e per valutare il livello di crescita raggiunto dagli uomini di Prandelli. Gli azzurri troveranno di fronte il Brasile padrone di case, il Giappone e il Messico. I test saranno tutti attendibili e da prendere con la massima serietà per puntare alla vittoria perché, in fondo, vincere aiuta a vincere.

Ecco come fare per collaborare con il nostro sito Social Football

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Viste le richieste sempre più numerose che ci sono pervenute, abbiamo istituito un indirizzo mail al quale potete farci pervenire i vostri messaggi:

reclutamentosocial@yahoo.it

Scrivete chi siete, età, interessi (brevemente), che cosa sapete fare e dove siete.
Nell’oggetto della mail specificate il vostro interessamento.

Grazie

Michele Plastino torna in radio: ecco i dettagli

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Michele Plastino torna a parlare di calcio in radio e lo fa attraverso la web-radio di Social Football. Michele, tra le altre cose, risponderà ai vostri quesiti, e la trasmissione, in formato podcast (anche scaricabile), sarà disponibile da domani martedì 6 novembre dalle ore 15 su questo sito.

Potete far pervenire le vostre domande, entro le ore 12 di domani, a Michele con le seguenti modalità:
via mail a micheleplastino@libero.it
pagina facebook Michele Plastino pagina ufficiale
account twitter @socfootball

Per i veri appassionati, un appuntamento da non perdere.

Redazione Social Football

Pallone d’oro: Una pausa per Messi? Dateci il vostro favorito e la possibile sorpresa

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Il tetto di un mondo a forma di pallone

di Michele De Angelis

Si avvicina Gennaio, e nella calza i tifosi attendono con ansia di trovare il nome del vincitore del pallone d’oro, uno dei premi più fascinosi di sempre.
Il sogno più grande che percorre mente e stomaco di ogni calciatore e anche di chi, da bambino, per le strade, sogna di diventarlo.
Non basta fare il compitino, non basta essere corretti e sportivi, non basta essere un buon calciatore dalle grandi potenzialità. Bisogna aver incantato con giocate, tacchi e doppi passi ma anche con goal e concretezza, e soprattutto occorre aver vinto.

Lionel Messi ha avuto l’onore di aggiudicarselo negli ultimi tre anni e anche in questa edizioni è uno dei principali candidati, con un Cristiano Ronaldo sempre ben incollato alle spalle della “pulce” argentina. Subito dietro Xavi e Iniesta, due poeti  e abili interpreti del calcio catalano che meritano grande considerazione, solo il secondo sembra però poter dare veramente fastidio ai due assi mondiali. Si pensava ad una pausa “forzata” per Messi ma il fenomeno argentino ha nuovamente stupito grazie ad un’incisività senza precedenti con la casacca della propria nazionale

Oltre a questi molti nomi interessanti e profili intriganti come quelli dei nostri azzurri e non solo. In coda anche alcuni nomi inseriti tanto per completare l’elenco e che difficilmente riceveranno più di una manciata di voti.

Per il premio di miglior allenatore, saranno tre i tecnici italiani in lizza: il ct della Nazionale azzurra Cesare Prandelli e gli “inglesi” Mancini e Di Matteo, rispettivamente vincitori di Premier League e Champions League con Manchester City e Chelsea. Anche qui, però, il premio dovrebberselo giocarselo gli stessi favoriti di due anni fa, ovvero Josè Mourinho e Del Bosque.

Il 7 gennaio 2013 a Zurigo la Fifa comunicherà i nomi dei vincitori.

Questo l’elenco completo dei giocatori candidati al prestigioso premio:
Sergio Aguero (Arg/Manchester City), Mario Balotelli (Ita/Manchester City), Karim Benzema (Fra/Real Madrid), Gianluigi Buffon (Ita/Juventus), Sergio Busquets (Spa/Barcellona), Iker Casillas (Spa/Real Madrid), Didier Drogba (Civ/Chelsea-Shanghai Shenhua), Radamel Falcao (Col/Atletico Madrid), Zlatan Ibrahimovic (Sve/Milan-Psg), Andre’s Iniesta (Spa/Barcellona), Lionel Messi (Arg/Barcellona), Manuel Neuer (Ger/Bayern Monaco), Neymar (Bra/Santos), Mesut Ozil (Ger/Real Madrid), Gerard Pique’ (Spa/Barcellona), Andrea Pirlo (Ita/Juventus), Sergio Ramos (Spa/Real Madrid), Cristiano Ronaldo (Por/Real Madrid), Wayne Rooney (Ing/Manchester United), Yaya Toure’ (Civ/Manchester City), Robin van Persie (Ola/Arsenal-Manchester United), Xabi Alonso (Spa/Real Madrid) e Xavi Hernandez (Spa/Barcellona).